Lettera aperta di Massimiliano Lo Biondo: Piazza Guglielmo II e il suo abbandono-simbolo

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Araba Fenice desk

Gentile Direttore, 
Come già per la mia precedente sull’Ambito di Raccolta Ottimale, chiedendole di poter usufruire del vostro spazio, vorrei rendere manifesta una mia riflessione politica sulla villa comunale “Belvedere” e la Piazza Guglielmo II (….a prescindere dalla commissione UNESCO!). 
La ragione sta in quella che io vedo come una non gestione amministrativa, in cui l’ormai ventennale non progettualità, metodologicamente costruita su piccoli cabotaggi e personalismi, ha privato questi beni della loro identità, rendendoli luoghi del caos e dell’improvvisazione.
E’ per me invece rilevante il concetto di centralità della piazza, in quanto spazio vuoto ma allo stesso tempo luogo di prospettiva civica e politica, di significato economico, sociale, funzionale e rituale.
Così come importante è la rappresentazione medievale che distingue le piazze in virtù delle loro funzioni e del rapporto prospettico tra l’edificio più rappresentativo e il vuoto antistante.
Secondo tale rappresentazione, essendo certamente la Chiesa Santa Maria Nuova l’edificio più rappresentativo, si può affermare che Piazza Guglielmo II rappresenta la piazza della cattedrale. 
Dove, esemplare e magnifica, aperta la porta del Paradiso, tale definizione è finanche raffigurata dall’immagine del Cristo Pantocratore che guarda verso Piazza Guglielmo II.
Ma la nostra piazza è molto altro ancora: lo “spazio vuoto” attorno a cui si sviluppa il Chiostro dei Benedettini, il Palazzo Reale, il Palazzo Arcivescovile e la Villa Comunale, con all’interno due Torri Fornaci.
Dove gli stessi raccontano l’incredibile storia di quel luogo: 
Santa Maria Nuova, costruita a partire dal 1174 per volere di Guglielmo II d’Altavilla, re di Napoli e Sicilia dal 1166 al 1189. Famosa nel mondo e nel circuito del patrimonio UNESCO per i ricchi mosaici bizantini. Fra i suoi tesori la Cappella di San Benedetto e del SS. Crocifisso.
Il Chiostro, realizzato sul finire del XII sec., è affiancato a Santa Maria Nuova.
Il Palazzo Reale, costruito per volontà di Re Ruggero, è probabilmente antecedente al Duomo, da cui ancora oggi, è separato dall’Arco degli Angeli (recentemente riportato alla luce, dopo anni di lavori, e allo stesso tempo adibito al traffico veicolare…!) 
Il Palazzo Arcivescovile, edificato tra il 1418 e il 1449, è ottenuto mediante la ristrutturazione di una parte dell’ala orientale del monastero.
La Villa comunale detta del “Belvedere” per la sua magnifica vista sulla Conca d’Oro. Nel periodo dell’unità d’Italia il sito divenne villa comunale.
Quindi Piazza Guglielmo II è quello “spazio vuoto” la cui importanza non può essere inferiore a quella di Piazze del calibro di Piazza della Signoria e della Piazza Repubblica a Firenze, Piazza del Campo a Siena, Campo dei Miracoli a Pisa, Piazza del Plebiscito a Napoli, Piazza San Marco a Venezia, Piazza Duomo e Piazza Cordusio a Milano, Prato della Valle a Padova e Piazza Carlo III (la più grande d’Italia) a Caserta.
Ma in cosa consiste la differenza tra la nostra e le altre piazze è il punto dirimente.
Di certo nessuna di quelle piazze è stata mai, neppure lontanamente, pensata come a un possibile parcheggio di gran lusso.
E questo perché la politica di quei luoghi ha mantenuto il ruolo di guida civica, ha valorizzato i propri beni, fino a farli divenire un tutt’uno con quelle comunità, parte imprescindibile e di cui avere cura ed essere orgogliosi. 
Ma la politica di quei luoghi ha anche saputo attuare principi di marketing, facendone le fondamenta di un’economia turistica e culturale. 
Altro che parcheggio abusivo……o villa comunale in cui la politica consente la sosta abusiva delle auto piuttosto che provvedere, nonostante un finanziamento pubblico, a riporre delle panchine per consentire ai cittadini e ai turisti di poter godere di quel “belvedere” che guarda sulla Piana di Palermo (una volta la Conca d’Oro) e anche oltre.

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