Autovalutazioni di fine I quadrimestre per i neo-dirigenti

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Araba Fenice desk

Ringraziamo i presidi per la disponibilità a mettersi in gioco e a rendere pubbliche le loro riflessioni in un’ottica di collaborazione e condivisione sia delle problematicità che delle positività incontrate lungo questo percorso ancora breve, ma molto intenso!

 

Ecco come ci ha risposto la Preside dell’Istituto “Monreale II”, Patrizia Roccamatisi.

 

 

– Da 1 a 10, come valuterebbe il lavoro che ha svolto in questo primo quadrimestre?

Fare un’autovalutazione non è semplice, dovrebbe chiedere al personale della mia scuola, alle famiglie e agli alunni!

 

Questi mesi sono passati velocemente e già mi ritrovo a fare un primo bilancio!

 

La domanda è molto impegnativa come impegnativi sono stati questi cinque mesi: il cuore del problema è stato proprio la gestione di una scuola molto articolata e complessa. Sei plessi dislocati su due frazioni non sono pochi! Piuttosto che darmi un voto posso solo dire che sono stati mesi di fatiche e sfide, colmi di urgenze ed emergenze che hanno richiesto il mio massimo impegno, ma che mi hanno dato anche grandi soddisfazioni.

 

Amo le sfide e le difficoltà che mi motivano ad andare avanti con maggiore entusiasmo naturalmente possedendo quelle competenze gestionali e relazionali per misurarsi ogni giorno con situazioni diverse e non previste.

 


In che cosa si è impegnata con maggior enfasi?

 

Sono sfrecciati davanti a me cinque mesi dal primo settembre e la stessa passione e professionalità con cui ho cominciato continua a esserci in tutte le problematiche che ogni giorno incontro e che devo risolvere…direi che non ho sottovalutato nulla e ho cercato, per quanto possibile, di dedicarmi con enfasi ed efficacia a tutte le problematiche che mi si sono presentate.

 

Ho imparato a padroneggiare situazioni del tutto nuove, a conoscere e ad apprezzare una comunità di persone motivate che nonostante le difficoltà scaturite dai considerevoli tagli economici è pronta a mettersi in gioco offrendosi all’utenza come laboratorio dinamico e attivo di proposte didattiche, di ricerca e sperimentazione, di confronto.

 

Comincio anche ad avere presenti quali sono i punti di forza da cui muoversi e quelli di debolezza da attenzionare per produrre cambiamenti e limitare le criticità potenziando e arricchendo il servizio.

 

 

– Quali sono state le difficoltà maggiori e come le ha affrontate?

 

Sin dall’inizio ho avvertito e compreso le forti attese dell’utenza tutta, la cui cooperazione e il cui contributo sono fondamentali e necessari per la buona riuscita della mansione da portare avanti a favore degli allievi e delle loro famiglie. Questo è stato per me un forte incentivo d’impegno e di responsabilità.

 

Prima difficoltà: il passato! Esperienze trascorse e ancora esistenti di una precedente gestione, positive o negative, ma che sicuramente hanno influenzato l’approccio iniziale. Non si può cambiare tutto in soli pochi mesi, le esperienze e l’organizzazione passata sono basi ferme da cui muoversi per rimodulare e ri-comporre nuovi presupposti per il futuro: non esiste futuro senza tener conto di un trascorso che può individuare, identificare bisogni e aspettative nuove, per poter pianificare azioni diverse.

 

Altra difficoltà, i problemi strutturali degli edifici scolastici che avrebbero bisogno di manutenzione e, soprattutto a Villaciambra, l’impossibilità di trovare locali adeguati per la scuola secondaria di primo grado. Ho cercato locali e sto ancora cercando; sono stata presso la Chiesa di Piano Maglio che, però, non appartiene al Comune di Monreale, ma a quello di Altofonte, dove ho trovato le “porte chiuse”! Il Consiglio Pastorale, riunitosi per farmi osservare i locali si è rifiutato di farlo e anche questa possibilità, nonostante fossi stata inviata sul posto da Eccellenza Monsignor Pennisi, è sfumata! Ma non mi fermo qui, continuerò a cercare per garantire ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Villaciambra di poter frequentare una scuola dignitosa.

 

 

– Che cosa ha voluto fortemente modificare e dove ha trovato maggiori resistenze?

 

Sono arrivata a scuola con una mia vision e mission di scuola e soprattutto con l’idea di non dover o meglio volere modificare fortemente tutto: i cambiamenti avvengono col tempo e tramite la condivisione con tutti gli attori. Al centro devono esserci gli alunni e le famiglie. E’ importantissima anche la collaborazione sinergica con tutti gli enti presenti sul territorio indirizzata esclusivamente all’educazione dei nostri ragazzi.

 

Appena insediata, ho dovuto impostare tutto il lavoro ex novo con norme operative comuni e grazie alla buona volontà e all’esperienza di ciascuna componente, oltre che alla professionalità del Direttore dei servizi amministrativi, ci siamo impegnate per la risoluzione di alcune criticità.

 

 

– Come ha gestito il Suo rapporto col territorio?

 

Massima apertura possibile, disponibilità e tanta fiducia verso tutte le forme di collaborazione in un’ottica costruttiva per assicurare il ben-essere di tutta l’utenza.

 

 

– Di che cosa è maggiormente soddisfatta?

 

Il bilancio è totalmente positivo: molte responsabilità, ma anche e soprattutto grandi soddisfazioni. Continuerò a impegnarmi a sviluppare e potenziare le sfide progettuali per i prossimi mesi, attenzionando il benessere, la qualità dell’ambiente e soprattutto le relazioni sociali, che rappresentano il “capitale umano” di un’organizzazione e di un’istituzione qual è la scuola.

 

 

– Da 1 a 10, in che misura ritiene che il lavoro svolto dalla “Scuola” contribuisca a modificare la cultura di un territorio?

 

10!

 

Non ci sono dubbi, la scuola è un’agenzia culturale che fa parte del territorio e quindi rappresenta un punto di riferimento privilegiato per gli studenti che devono imparare a leggere il territorio sul quale vivono esaminandone le potenzialità sia in termini di futuro sia di presente.

 

Esiste una relazione forte tra scuola e territorio: entrambi sono storia e cultura.

Programmazione per il prossimo quadrimestre:

 

Tantissimo in cantiere:dal proseguimento di progetti già avviati come il progetto “Creatività”, il laboratorio di “Corsi di strumento musicale” che è il nostro fiore all’occhiello; il progetto di educazione motoria e tantissime attività sportive in orario extracurricolare, il progetto di ricerca/azione per lo sviluppo delle competenze di base nella scuola primaria e secondaria di primo grado per contrastare la dispersione scolastica; il progetto con l’ospedale Cervello-Villa Sofia e il servizio “Scuola in ospedale” che stiamo organizzando in questi giorni con l’obiettivo di promuovere il benessere e la salute psico-sociale dei bambini e degli adolescenti, tramite il potenziamento delle abilità utili per la gestione dell’emotività e delle relazioni sociali; il progetto sulle tossico dipendenze finanziato dall’Assessorato alla famiglia; il progetto di Lingua Inglese per docenti di scuola primaria; a breve anche i PON, Erasmus + e altri progetti che non qualificano la scuola come progettificio, ma progetti di qualità che sono mezzi eccezionali di sviluppo formativo sia per gli insegnanti sia per gli allievi e che qualifichino e arricchiscano l’offerta formativa.

 


A quale argomento darà la priorità per la formazione dei Suoi docenti?

 

Non ci sono priorità riguardo gli argomenti di formazione dei docenti: la formazione non dovrebbe essere un optional ma prassi quotidiana, in quanto le attività di formazione e di aggiornamento migliorano e arricchiscono le competenze degli insegnanti, competenze legate ai mutamenti determinati dai nuovi strumenti di informazione che mutano, ottimizzandolo, l’approccio fra la funzione docente, gli studenti e il territorio.  Le iniziative di formazione e di aggiornamento del personale docente, pertanto, in una scuola impegnata ad affrontare le problematiche odierne, garantiscono lo sviluppo professionale degli insegnanti migliorando la qualità degli interventi didattici ed educativi.

 

 

– Quali sono i progetti per gli alunni su cui punterà la Sua attenzione?

 

A questa domanda in parte ho risposto prima: sono tanti i progetti attivati e da attivare, ma sempre tutto orientato alla formazione globale dei nostri alunni.

 

Unico neo le difficoltà legate alle scarse disponibilità del budget da impegnare nelle diverse attività di arricchimento dell’offerta formativa.

 


Come affronterà i problemi inerenti la “Dispersione scolastica” non solo come frequenza irregolare, abbandono, assenteismo, ma sotto gli aspetti del disagio e dello scarso apprendimento?

 

Motivando i ragazzi con attività stimolanti e creative, mettendo in atto azioni di orientamento, uno sportello di ascolto, ricercando e adottando metodologie e strumenti per una didattica personalizzata che accompagni gli alunni durante il loro percorso di crescita.

 

 

– In generale, cosa si ripropone per il secondo quadrimestre?

 

Le mie intenzioni sono di innovare l’insegnamento e la didattica, potenziare gli apprendimenti, aiutare i ragazzi a seguire il proprio percorso personale e professionale e rafforzare il senso di comunità della scuola.

 

 

– Cosa offre la Sua scuola al territorio?

 

La mia è una “scuola aperta” al territorio: offriamo agli alunni e ai genitori l’opportunità di utilizzare i laboratori, gli spazi della scuola, le attrezzature. E’ una scuola che si apre alle esigenze del territorio e che offre possibilità d’incontro diventando luogo educativo allargato.

 


 

 

 

 

 

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