L’itinerario arabo-normanno di Monreale, Palermo e Cefalù patrimonio mondiale dell’umanità

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Araba Fenice desk

A margine del convegno di studi sulle “Politiche di valorizzazione delle risorse culturali come attrattori turistici” svoltasi ieri a Monreale, abbiamo raccolto l’opinione di Natale Giordano, coorganizzatore dell’evento insieme alla professoressa Floriana Coppoletta ed al master di I livello in “Esperto in Management di strutture alberghiere, agenzie di viaggio e tour operator” dell’Università di Messina, riguardo l’importanza della valorizzazione delle risorse culturali e turistiche del nostro territorio, e sulla candidatura dell’itinerario arabo-normanno a patrimonio mondiale dell’umanità.

Esperto in progettazione, consulente gratuito del Comune di Monreale, Giordano dal 1999 comincia a lavorare alla fondazione del COPPEM, il “Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo dei Poteri Locali e Regionali”, un network che raccoglie 202 comuni, provincie e regioni di 37 paesi del processo di Barcellona di partenariato euro-mediterraneo, ricoprendo sin da subito il ruolo di responsabile della IV commissione “Cultura e Turismo”.

Dal 2008 collabora anche con l’ICCN (Inter-City Intangible Cultural Cooperation Network), un network mondiale con sede in Corea del Sud, che si occupa di valorizzare il patrimonio culturale immateriale: di questo network, grazie al suo operato, fanno parte pure Monreale e Bagheria; Monreale è inoltre membro del consiglio di amministrazione del network.

“Fra le cose più importanti, il network organizza il festival del patrimonio culturale immateriale”, ci dice il dott. Giordano, “la cui prima edizione si è svolta nel 2012, a Gangnam, in Corea, dove ho guidato e coordinato, insieme alla professoressa Coppoletta, una delegazione di artisti della città di Monreale e di Bagheria che hanno ottenuto il primo premio come migliore performance al festival”.

Giordano comincia quindi a collaborare con la “fondazione patrimonio Unesco Sicilia”, guidata dal professor Aurelio Angelini, collaborazione che si inserisce nell’ampio lavoro di valorizzazione del patrimonio culturale e turistico materiale ed immateriale.

È notizia della settimana scorsa, nell’ambito di questa valorizzazione, la creazione del coordinamento dei comuni siciliani in cui sono presenti siti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

“Vorrei ricordare”, tiene a precisare Giordano, “che la regione Sicilia è la regione che al mondo ha più patrimoni Unesco, al momento sono 6, più un settimo candidato, che è proprio quello dell’itinerario arabo normanno sul quale stiamo spingendo delle iniziative di valorizzazione in cui si iscrive questa che stiamo realizzando a Monreale”.

In questo senso la positività della candidatura trova un ostacolo nelle criticità presenti nel territorio interessato, poiché i parametri richiesti dall’Unesco sono molto esigenti: una delle maggiori problematiche sembra essere quella relativa alla gestione integrata dei rifiuti. Giordano è comunque fiducioso in una risoluzione positiva della questione:

“Con molta probabilità, nella prossima assemblea dell’UNESCO a Parigi, ci sarà un responso positivo, per cui è possibile che dal 2015 l’itinerario del complesso arabo normanno di Palermo, Monreale e Cefalù sia iscritto nella World Heritage List dell’UNESCO.”

Sempre nell’ambito della valorizzazione del nostro territorio, Giordano ha infine chiuso la discussione annunciando le tappe successive del percorso intrapreso in questi anni, di cui il convegno di ieri è parte integrante:

“Gli step successivi sono” ha quindi concluso, “la realizzazione di una summer school sulla gestione degli eventi culturali, promossa dall’Università di Palermo in collaborazione con il master dell’Università di Messina, la fondazione patrimonio UNESCO Sicilia, l’Otie, il COPPEM, l’Associazione Net e il museo dell’opera dei pupi siciliani. Inoltre vi è un progetto che prevede di realizzare il festival dell’ICCN mondiale, in Sicilia (a Monreale e a Catania) nel 2016. Si prevede la presenza di oltre 100 delegazioni provenienti da tutto il mondo e con un festival che si esplicherebbe nell’arco di 8 giorni.” 

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