Due monrealesi nel progetto ARIANNA al servizio dei non vedenti

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Araba Fenice desk

Il dott. Domenico Garlisi ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica e Telecomunicazioni presso il Dipartimento di Energia, Ingegneria dell’Informazione e modelli Matematici (DEIM) dell’Università degli studi di Palermo. Attualmente è assegnista di ricerca nel medesimo dipartimento e fa parte del gruppo di Ingegneria delle Telecomunicazioni. Si occupa principalmente di ricerca nel campo delle telecomunicazioni wireless, e in questi anni ha acquisito notevoli competenze sulle tecnologie WIFI e Zigbee.

Durante il suo dottorato di ricerca, assieme al suo team ha sviluppato un prototipo di nodo wireless che si adatta alle variazioni degli ambienti in cui viene utilizzato. Il nome dato a questo nuovo concetto di intendere un elemento della rete è WMP (Wireless MAC Processor). L’argomento può essere approfondito attraverso il link http://wmp.tti.unipa.it/.

Gli abbiamo chiesto del progetto ARIANNA realizzato dal Gruppo di Telecomunicazioni costituito, oltre che da Garlisi, anche dai ricercatori Pierluigi Gallo di Sciacca, ma trasferitosi a Monreale, Ilenia Tinnerello, dal professore associato Laura Giarrè e dall’assegnista di ricerca Daniele Croce.

“ARIANNA (pAth Recognition for Indoor Assisted Navigation with Augmented perception) è l’ultima applicazione di ausilio per le persone non vedenti. Si tratta un sistema di navigazione per i non vedenti che utilizza dei percorsi realizzati tramite l’accostamento di strisce sul pavimento.

Grazie all’utilizzo dello smartphone la persona con disabilità visive viene guidata lungo il percorso e riesce ad orientarsi e a rilevare la direzione da seguire attraverso un’interfaccia aptica che utilizza la vibrazione dello smartphone. ARIANNA converte le informazioni visive acquisite attraverso la fotocamera del dispositivo in sensazioni tattili. L’utilizzo di un’interfaccia aptica rende possibile ricevere delle percezioni tattili da un sistema, in questo caso ottenuta attraverso la funzionalità di vibrazione che tutti gli smartphone posseggono. Si tratta di una tecnica già usata per comunicare qualcosa ai non vedenti, si pensi al braille. ARIANNA utilizza questa tecnica per guidare l’utente lungo dei percorsi.

E’ allo studio la possibilità di introdurre percorsi a infrarossi (che le fotocamere degli smartphone sono già in grado di rilevare) per ridurre l’impatto visivo. Anche l’utilizzo di codici a barre o Qrcode collocati lungo il percorso permettono di raccogliere informazioni aggiuntive relative al percorso, che possono essere correlate con quelle ottenute da una eventuale connessione dati che lo smartphone possiede già.

In definitiva ARIANNA utilizza i sensori e le interfacce presenti su uno smartphone per essere di ausilio ai non vedenti. Un prototipo del sistema è stato mostrato durante l’exhibition associata al Workshop Challenges organizzato dalla fondazione Andrea Bocelli (ABF) presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston.

E’ un esempio dell’importanza che riveste la ricerca universitaria, in grado di risolvere problemi e migliorare la nostra qualità di vita”.

Abbiamo chiesto a Domenico Garlisi qual è il futuro per gli assegnisti.

“Per gli assegnisti c’è la sfida di trovare i fondi per continuare a fare ricerca”, conclude il ricercatore monrealese. 

 

 

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