Monreale: Ministero dell’Istruzione condannato, l’alunno disabile non riceveva l’assistenza di sostegno per tutte le ore settimanali

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Araba Fenice desk

La sentenza è di quelle che farà parlare tanto, e spingerà tanti genitori che vivono una condizione simile a ricorrere alle vie legali.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima, ha condannato in via definitiva il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca al risarcimento del danno e ha accolto in pieno la tesi difensiva.

Con sentenza del 23 gennaio 2014, il TAR ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati monrealesi Rosaria Messina e Andrea Terranova che, nel mese di Novembre 2013, avevano impugnato contro  i competenti organi regionali il provvedimento che assegnava ad un minore, che frequenta la scuola elementare Pietro Novelli di Monreale, affetto da disabilità, un insegnante di sostegno per un numero di ore settimanali inferiore rispetto a quello necessario secondo quanto previsto dalla documentazione medica e dal PEI (Piano Educativo Individuale). Le documentazioni attestavano la necessità per il minore di essere assistito da un insegnante di sostegno nel rapporto 1/1. In pratica, secondo i magistrati amministrativi, l’allievo avrebbe dovuto ricevere assistenza per 22 ore settimanali, quando invece riceveva l’ausilio dell’insegnante di sostegno per sole ore 11.

Secondo i giudici in questo modo al minore non veniva erogato un servizio didattico con adeguate misure di sostegno, riscontrando che il soggetto disabile invece fruiva solo nominalmente del percorso di istruzione.

In pratica, secondo i magistrati, al fine di consentire all’allievo la proficua partecipazione alle attività didattiche, lo stato di disabilità è incompatibile con la contrazione delle ore di sostegno.

Il TAR ha riconosciuto alla parte ricorrente anche il diritto al ristoro del danno non patrimoniale subito, qualificabile come danno esistenziale, “in presenza di lesioni ai valori della persona umana garantiti o protetti dalla Costituzione e ai diritti costituzionalmente inviolabili”.

La parte lesa riceverà quindi € 1000,00 per ogni mese di mancata ottemperanza alla sentenza, con decorrenza dalla notifica del ricorso e sino all’effettiva assegnazione dell’insegnante nel rapporto 1/1.

L’istituto scolastico P. Novelli non è stato riconosciuto responsabile della violazione del diritto. Solamente al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca è stata imputata la responsabilità generale delle scelte gestionali poi effettuate dalle articolazioni periferiche dell’Amministrazione.

Secondo i magistrati amministrativi, il Ministero va condannato a garantire al disabile il sostegno per tutte le ore di frequenza scolastica, fin quando non verrà meno o lo stato di disabilità grave o la valutazione da parte del piano scolastico individualizzato, o di altro documento equipollente, della necessarietà del rapporto 1/1 al fine della effettività della frequenza scolastica.

In Italia tante famiglie con studenti disabili non ricevono l’assistenza dell’insegnante di sostegno per tutte le ore scolastiche. Spessissimo sono all’oscuro dei loro diritti e non vengono informate adeguatamente dagli istituti scolastici.

Questa sentenza costituirà certamente un punto di riferimento e aprirà la strada ad una serie di azioni legali per i tanti casi simili diffusi nel territorio nazionale.

L’avv. Messina dichiara che “la sentenza conferma l’orientamento giurisprudenziale che riconosce al disabile il diritto all’insegnante di sostegno con rapporto 1/1 per l’intero percorso scolastico, permanendo le condizioni”.

Il ricorso va presentato entro 60 giorni dall’inizio dell’attività scolastica anche se, sottolinea l’avv. Messina, “trattandosi di diritti individuali riconosciuti costituzionalmente, la tutela potrebbe essere più ampia e valutabile nei singoli casi”.

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