27 gennaio: Giornata della Memoria

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Lunedì 27 gennaio si celebrerà la Giornata della Memoria in ricordo di tutte le vittime della Shoah (l’Olocausto in quanto genocidio degli ebrei). Nei prossimi giorni verranno organizzate tante iniziative nelle città italiane, e soprattutto nelle scuole, per invitare la popolazione a non dimenticare la tragedia tutta dell’Olocausto che causò 15 milioni di morti in pochi anni. 

Una giornata per ricordare un pezzo agghiacciante della nostra storia perché, tra qualche tempo, le persone che hanno vissuto quella terribile esperienza non potranno più raccontarla e noi potremmo dimenticarla. 
Un “pezzo” della nostra storia che ci vede coinvolti, a cominciare dalle “leggi razziali”, prodotte dai regimi nazista di Hitler, fin dal 1933, e fascista di Mussolini, dal 1938 che, rendendo le condizioni di vita degli ebrei intollerabili, cercarono di spingere questo popolo verso un esodo definitivo all’estero. 

Durante la seconda guerra mondiale, poi, gli ebrei vennero isolati e concentrati nei ghetti e, all’inizio del 1942, venne varata la “soluzione finale della questione ebraica”, un atroce piano di sterminio che prevedeva la deportazione nei lager degli ebrei di tutti i paesi occupati e la loro uccisione; ne sono stati uccisi circa 6 milioni. 

Nei Lager, i prigionieri, compresi i bambini, dovevano lavorare tutto il giorno e avevano pochissimo cibo per nutrirsi. Molti si ammalarono e morirono, altri furono uccisi nelle camere a gas. Tutti indossavano la “zebrata”, una casacca e un paio di pantaloni per i maschi e un camicione per le femmine; su questa venivano cuciti un triangolo e un numero di matricola per individuare e schedare la categoria e la nazionalità dei deportati: triangolo giallo per gli ebrei, verde per i criminali comuni, rosso per i politici, rosa per gli omosessuali, per gli asociali, viola per i Testimoni di Geova. Nel lager di Auschwitz il numero di matricola veniva anche tatuato sull’avambraccio sinistro.

L’Olocausto venne esteso dunque a tutte le persone, gruppi etnici e religiosi ritenuti “indesiderabili” dalla dottrina nazista, e di cui il Terzo Reich aveva previsto e perseguito il totale annientamento: prigionieri di guerra sovietici, popolazioni delle regioni orientali europee occupate ritenute “inferiori”, oppositori politici, gruppi etnici come Rom, Jenisch, Sinti, gruppi religiosi come pentecostali e Testimoni di Geova, omosessuali, portatori di handicap e malati di mente.

L’Italia, con una legge del 2000, ha scelto la data del 27 gennaio perché, proprio in quel giorno del 1945, fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz, anche se molti altri ebrei, d’Italia e d’Europa, vennero uccisi nelle settimane seguenti.

Anche la scuola P. Novelli si prepara all’evento: Lunedì 27 gennaio, infatti, alle ore 15,30, gli alunni delle classi IV B/C/E porteranno in scena un recital dal titolo “Volevo volare come una farfalla”.
Gli alunni leggeranno brani tratti dal romanzo autobiografico “Volevo volare come una farfalla”, frammenti di infanzia durante la Shoah di Hannah Herkhowitz, canteranno e danzeranno sulle note del tema “La vita è bella” di Nicola Piovani. Durante lo spettacolo verrà proiettato il video che documenta i lavori realizzati dagli alunni, guidati dall’insegnante Pina Cirino, per partecipare al concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”.


“La memoria” ci aiuterà a costruire un futuro migliore!

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Pittura ad olio di m 1,30 X 1, realizzata qualche anno fa dall’artista monrealese Pina Cirino e donata alla scuola Pietro Novelli in occasione della “Giornata della Memoria”

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