Costituzione nuove ARO, la lettera aperta di Massimiliano Lo Biondo

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Gentile Direttore,

domandandole di poter usufruire brevemente del vostro spazio, vorrei esplicitare alla città il mio pensiero rispetto a quello che in futuro potrebbe replicare la gestione scellerata dell’Ambito Territoriale Ottimale PA 2.
Penso che si sia ancora in tempo per evitare ciò. Soprattutto quando gli errori del passato possono diventare i nostri punti di forza, quando si può puntare sull’esperienza acquisita.

Nella fattispecie vorrei esplicitare il mio pensiero riguardo l’azzardo clamoroso che sembra in atto, nelle modalità e nei tempi che si stanno seguendo per giungere alla costituzione e alla gestione del “nostro” A.R.O. (Ambito di Raccolta Ottimale).
Come molti, anche noi consiglieri comunali, solo grazie alle notizie di stampa riportate qualche giorno fa, abbiamo appreso che già nell’ottobre scorso (circa 4 mesi fa!!) i componenti dell’A.R.O. hanno proceduto alla nomina del proprio Presidente.
Perché siamo stati tutti tenuti all’oscuro di un fatto così importante?

Perché improvvisamente, come nulla fosse e gambe all’aria, lunedì 27 Gennaio il Consiglio Comunale è stato chiamato dall’amministrazione (con un O.d.G. aggiuntivo alla precedente convocazione) a esprimersi sulla proposta di delibera avente a oggetto “Istituzione dell’Area di Raccolta Ottimale ARO Monreale ed attuazione delle disposizioni di cui all’Art. 5, comma 2-ter, della Legge Regionale n.9/2010”?
In questa proposta di delibera l’amministrazione propone al Consiglio Comunale:
Di istituire l’A.R.O. Monreale;
Di stabilire l’affidamento, organizzazione e gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti;
Di dare atto che secondo la normativa comunitaria, si procederà ad affidare la gestione del servizio attraverso l’esternalizzazione a terzi (ad esempio la ormai sin troppo nota questione dei noli dei mezzi..).
Rinnovo la domanda: perché questa improvvisa fretta dopo le polemiche che si sono innescate sull’annuncio di nuove assunzioni in seno all’A.R.O.?

Non sarebbe forse il caso che qualcuno prima spiegasse pubblicamente e ufficialmente il ragionamento manageriale secondo cui si può parlare di nuove assunzioni (per l’esattezza 11) quando ancora non esiste alcun piano industriale?
Ricordo a chi fa queste affermazioni che ad oggi, nonostante l’ATO stia per essere liquidato, non si conosce quale sia la situazione contributiva e generale dei lavoratori; non si conosce se, chi, come e in che tempi gli stessi dovrebbero transitare dall’ATO PA2 all’A.R.O.
Non si conosce l’ammontare dello scellerato debito dell’ATO PA2 di cui le famiglie sono state chiamate a farsi carico (basti ricordare la bolletta della TARES inviata prima ancora di avere stabilito le tariffe con l’approvazione del regolamento comunale…. Forse perché l’esigenza era quella di pagare velocemente il debito accumulato nonostante il servizio penoso per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e inesistente per la raccolta differenziata? ….).
In ragione di ciò, allora, credo che approvare quella delibera possa rappresentare l’ennesimo torto alle famiglie, soprattutto quelle più in difficoltà, e alle forze economiche cui vengono meno ancor di più le risorse economiche per investire nella forza lavoro.

Sarebbe, allo stesso tempo, l’ennesima offesa a una città ormai oltraggiata, maltrattata, offesa e sbeffeggiata da una politica che troppo spesso ha guardato alle elezioni piuttosto che guardare alle generazioni future.
Per questa ragione che faccio un triplice invito:
All’amministrazione di ritirare la proposta di delibera così esposta; all’amministrazione di portare in Consiglio Comunale l’idea concreta di un piano industriale attraverso cui avere l’idea concreta della gestione, in termini economici, amministrativi e non ultimo logistici; alla politica tutta, soprattutto a chi oggi è candidato (Sindaci e Consiglieri Comunali) a tracciare dettagliatamente, esplicitamente e pubblicamente, sin da oggi e non dal giorno dopo le elezioni, le strategie politiche, imprenditoriali e sociali riguardo una questione che oggi costa ai cittadini già troppi milioni di euro (la cui entità non è ancora data sapersi, nonostante le ripetute richieste formulate dal sottoscritto e da altri Consiglieri Comunali).

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