2.435 caffè al giorno per 365 giorni all’anno

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Araba Fenice desk

Siamo in tempi di crisi e, si sa, in queste condizioni è opportuno tagliare le spese.

Nessun campo deve essere risparmiato: dalla sanità alla formazione, i tagli serviranno a dare stabilità alla nostra regione.

A dare il buon esempio, in tempi di ristrettezze economiche, ci pensa anche l’assemblea regionale siciliana

Sia ben chiaro: liberamente eletta da ogni singolo cittadino, in primo luogo da chi scrive, che ne ha piena responsabilità.

Anche trincerarsi dietro il fatto di non aver votato, non rappresenta una scusa: il sistema democratico italiano e siciliano in specie, è quello che politicamente regge la realtà in cui viviamo, e chi non vota semplicemente si rimette al volere della maggioranza dei votanti. Se poi pensassimo per un momento che “l’uomo è un animale politico”, il che significa che ogni uomo raggiunge la propria identità all’interno di un contesto sociale o semplicemente per contrasto con esso, avremmo ben chiaro come da un certo tipo di responsabilità sia difficile tirarsi fuori.

Tornando ai fatti, dopo le recenti inchieste della magistratura riguardanti le “spese folli” dei parlamentari nella scorsa legislatura, sono state rese note le cifre riguardanti il parlamento siciliano nell’anno 2013.Regione

Se è vero che buona parte delle spese riguardano dipendenti ed ex dipendenti dell’assemblea regionale, è anche vero che il costo delle sole competenze dei deputati e degli ex deputati ammonta a 40.495.000,00 euro, cui vanno aggiunti 7.192.000,00 euro di trasferimenti ai gruppi parlamentari.

Grande scalpore ha suscitato in questi giorni la notizia delle spese sostenute dai nostri deputati per caffetteria e servizi di ristoro: 800.000,00 euro in 365 giorni. 2.191,78 euro al giorno, cioè 2.435 caffè al giorno (al costo di 90 centesimi l’uno). Supponendo che il parlamento più antico d’Europa rimanga aperto 24 ore su 24, nessun giorno escluso (a meno che l’anno non sia bisestile) sono più di 100 caffè ogni ora consumati dai nostri deputati. Questi sono i dati, ognuno ha il diritto, ma anche il dovere, di trarre le proprie conclusioni.

E non solo, sarebbero da prendere in esame tante voci di questo bilancio, ma non cambierebbe il messaggio che ne vien fuori a caratteri marcati.

Due sono le possibili letture: quella della rabbia e quella della giustificazione.

Ambedue però, riconducono ad un unico, grande traguardo che la modernità dà ad ogni cittadino: la possibilità di conoscere, di analizzare di giudicare e poi scegliere. Con coscienza, senza preconcetti o cacce al colpevole.

Vi lascio quindi al link ufficiale del bilancio dell’assemblea regionale 2013, ove approfondire la questione, in tutti i suoi aspetti. Buona lettura, ma non prendete troppi caffè.

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