“Monreale è un caleidoscopio”

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Araba Fenice desk

L’arte monrealese ha un nuovo alleato: il palermitano Filippo Maria Gerbino, classe ’80, nominato dal Sindaco “Consulente per la gestione dei beni Culturali e Museografici”.

Laureatosi in Scienze dell’arte, della musica e dello spettacolo (DAMS) con indirizzo Arte, dopo aver conseguito il diploma di specialistica in Storia dell’Arte Moderna e Medievale, sta per concludere il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea in Sicilia.

In quale occasione è avvenuta la proposta di collaborazione da parte del sindaco?

L’incontro è avvenuto casualmente. Ho presentato il mio curriculum vitae al Sindaco e lui, insieme all’Assessore Giangreco, mi hanno ricontattato dicendomi che non avevano una figura tanto specializzata nel settore e  mi hanno proposto questa carica a titolo gratuito.

Sono stato a Monreale solo due volte, una volta per l’inaugurazione del piccolo museo etnoantropologico e poi per visitare  la galleria civica, occasione che fu utile per presentarmi il direttore della galleria.

La galleria contiene quadri donati da Sciortino e dalla moglie, e poi ci sono tele del calibro di Tosi, Attardi, insomma, nomi importanti.

Quali sono le qualità professionali che può mettere in campo?

A questa domanda il Dott. Gerbino mi risponde con un curriculum vitae piuttosto notevole, citandomi alcune delle attività svolte quali la revisione di testi di storia dell’Arte, le esperienze come componente della redazione della rivista ORDI (Rivista dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia), componente della segreteria tecnico-scientifica dell’Osservatorio per le arti decorative in Italia “Maria Accascina”, ricercatore junior per progetto Prisma-Piano di ricerca per il turismo relazionale integrato Sicilia-Malta; e questi sono solo cenni.

Cosa andrebbe valorizzato a Monreale e in che modo?

Monreale è un caleidoscopio: accoglie in sé il periodo latino-bizantino, una diocesi importante con un museo diocesano interessantissimo, storia dell’arte che propone il barocco (vedi per esempio l’ex ospedale S. Caterina ed altre chiese) ed anche il moderno con il Novelli, col Velasco, lo Stoner, il Pitré e ancora arte contemporanea con Tosi, Attardo e De Chirico.

Al momento la valorizzazione è carente per due motivi, a mio avviso:

da una parte la carenza dei fondi e dall’altra va rafforzata la consapevolezza del potenziale monrealese che non si ferma alla Cattedrale, ricordiamo anche la ricchissima Abbazia di San Martino con il laboratorio di  restauro e le opere di ceroplastica, ed è  solo un esempio.

Come giudica l’attuale assetto del complesso monumentale multimediale Guglielmo II?

E’ sicuramente un ottimo inizio.

Come già ricordato, il Complesso accoglie opere di grande interesse artistico, tuttavia, l’attuale non è di facile lettura.

Andrebbero ripensati gli spazi, con una collocazione che promuova una riflessione e conoscenza del contesto temporale in cui i quadri sono stati dipinti e valorizzando ulteriori aree del territorio.

Può svelarci qualcuna delle sue idee?

Vorrei creare un legame col museo diocesano sviluppando un partenariato che proponga qualcosa di forte, mettendo assieme diocesi e comune, non solo chiedendo prestiti ma collaborando.

Inoltre, mi piacerebbe unire l’arte moderna con l’arte contemporanea.

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