La poesia risuona a Monreale: presentato il testo “la voce del vento e a vuci ra terra”

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Araba Fenice desk

«La voce del vento» lambisce «a vuci ra terra», per dar vita, come in una sinfonia, ad un ritmo intenso e vario che i diversi autori offrono al lettore”: con queste parole si apre la prefazione al testo di Barbara Bonaiuto, cantante dell’Orchestra Italiana.

Alla presentazione di ieri quelle voci si sono fuse nelle declamazioni dei lettori Francesca Lo Cicero, Giusy Salamone, Salvatore Mangiacavallo, Patrizia Terzo, Anna Leto e Francesco Romano, che hanno letto ed interpretato i testi di Mara Turdo, Camillo Lanzafame, Anna Leto, Manuela Alberto, Angela Cantore, Sabina La Manna, Francesco Paolo Maniscalco, Maria Manzari, Mauro Di Matteo, Sabrina Longari e Lilly Attinasi. Le letture sono state accompagnate dalla voce degli strumenti musicali di Dario Venturella, artista monrealese.

Ad aprire la presentazione, le parole del Sindaco di Monreale Filippo Di Matteo, che ha salutato, a nome della città, tutti gli autori e il numeroso pubblico presente in aula. Il Sindaco ha sottolineato l’importanza di manifestazioni del genere nella crescita di Monreale, non solo dal punto di vista culturale ma anche da quello economico:

“L’amministrazione è lieta di ospitare in questa sala e negli altri spazi comunali manifestazioni come questa. Questa amministrazione ha fatto e continua a fare tanto per le numerose manifestazioni culturali di Monreale. Ringrazio, in questo senso il lavoro della giunta ed in particolare dell’Assessore Giangreco.”

In seguito è intervenuta Mara Turdo, curatrice dell’edizione e autore presente nella stessa opera, che ha introdotto le declamazioni successive, ringraziando in primo luogo il Sindaco, gli assessori intervenuti Cardullo e Giangreco, e tutto il pubblico presente. Nelle sue parole riecheggia la storia dell’associazione “Tracce nel Vento”, nata nel 2012 a Monreale, per poi passare, con toni entusiastici, alla descrizione della raccolta: 15 autori diversi, che alternano il vernacolo e l’italiano, lasciando spazio, per la prima volta in un testo poetico, al dialetto monrealese. Pur se di estrazione diversa, di regioni d’Italia diverse, lo sguardo degli autori, come “un palpito all’unisono”, ha avuto un intento comune: “emozionare emozionandosi”.

In chiusura di manifestazione, le parole dell’assessore Lia Giangreco, che, citando un lavoro di Tullio De Mauro ed Andrea Camilleri, ha sottolineato l’importanza del dialetto come veicolo di trasmissione di ciò che risiede nel fondo del nostro animo, che si tratti di emozioni o di qualcosa di ancora più profondo. Così, questa manifestazione si inserisce in un ampio dibattito nazionale, a sottolineare l’importanza del dialetto in ogni cultura umana.

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