Assenteismo da votazione in consiglio comunale?

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In una nota diffusa ieri in rete, il portavoce del M5S monrealese, Fabio Costantini, ha dato la sua interpretazione del comportamento del Partito Democratico monrealese durante il consiglio comunale di Sabato 28 Dicembre.

Alcuni consiglieri del PD hanno infatti abbandonato l’aula prima della votazione sulla proposta di delibera riguardo il Bilancio di previsione 2013, poi approvato dal consiglio stesso.

La motivazione del loro comportamento sarebbe da ascriversi, secondo il portavoce del M5S, ad una “paura di andare a casa troppo forte per i nostri Consiglieri di opposizione (ed in particolar modo per quelli del PD)” che così “preferiscono fare l’opposizione che non si oppone.” Dalle parole del capogruppo del Partito Democratico Salvatore Mirto, invece, emerge un quadro diverso.

Ricordiamo il risultato delle votazioni:

  • 17 presenti in aula

  • 7 voti contrari (Caputo, D’Alcamo, D’Eliseo, Gelsomino, Lo Coco, Mirto, Villanova)

  • 9 voti favorevoli (Albano, Giurintano, Li Causi, Picone, Romanotto, Scalici, Vaglica, Venturella, Vittorino)

  • 1 astenuto (Arcidiacono, presidente del consiglio comunale)

La circostanziata analisi di Costantini parte dal comportamento del consigliere Schimmenti che “dopo le solite dichiarazioni di voto (negativo), contornate dall’alibi dell’ormai famigerato senso di responsabilità, […] si affanna, durante l’appello nominale per il voto, ad abbandonare frettolosamente l’aula, per evitare che l’opposizione si opponga!”

Continua poi, analizzando la condotta dei consiglieri Lo Biondo e Di Verde:

“Con più nonchalanche, assumono condotta similare i Consiglieri Lo Biondo (che aveva addirittura presentato una pregiudiziale al bilancio per la mancanza degli allegati) e Di Verde, anche lui magicamente riapparso al termine dell’appello utile al voto. Se solo fosse giunto qualche nanosecondo prima… (talvolta, nella vita, la sfortuna perseguita gli individui).”

Le conclusioni di Costantini sono lapidarie: “Conti alla mano, se i tre Consiglieri in quota PD non si fossero strategicamente dileguati, il risultato sarebbe stato ribaltato: avremmo avuto 10 voti contrari, 1 astenuto e 9 favorevoli col risultato di vedere bocciato il Bilancio previsionale!”

Abbiamo sentito i consiglieri citati dal portavoce, ed il capogruppo del PD Salvatore Mirto (che ha dato voto contrario alla proposta di delibera), per avere una risposta a riguardo.

Il consigliere Lo Biondo non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione per non dar adito a polemiche, mentre il consigliere Di Verde ha sottolineato come la sua assenza temporanea fosse dovuta ad un impegno personale, che lo ha visto assentarsi per poco tempo dal Consiglio comunale. Il suo intento sarebbe stato quello di partecipare alla votazione secondo le decisione del suo gruppo di appartenenza, ma, come sottolinea anche Costantini, è riuscito a ritornare in aula solo a votazione conclusa, partecipando alle rimanenti votazioni in programma.

Più dettagliate e di natura politica le risposte date dal consigliere Schimmenti e dal capogruppo Mirto, i quali hanno sottolineato l’opposizione del partito democratico ai contenuti della proposta, fermo restando la necessità per il Comune ed i suoi cittadini di avere un bilancio:

“Il mio intervento mirava a non lasciare la città senza un bilancio”, dichiara Giovanni Schimmenti. “Una città senza bilancio non può garantire nessun servizio. È chiaro che la situazione è grave, ma, con la sua mancata approvazione ci sarebbero state gravi conseguenze anche per i lavoratori del Comune e per i precari.”

“Il Comune ha bisogno di un bilancio”, afferma Salvatore Mirto, “sarebbe stato irresponsabile lasciarlo senza, e non farlo passare avrebbe significato una fuga dalle proprie responsabilità. Sarebbe stato meglio che lo redigesse un commissario? Secondo ma no! Quello del movimento 5 stelle è un comportamento disfattista, sia in campo nazionale che locale”.

In sintesi, la posizione dei consiglieri del Partito Democratico descrive un’opposizione che avrebbe voluto entrare nel merito del bilancio, e da qui deriverebbero le continue richieste per poter prendere visione degli allegati necessari alla formulazione di un corretto giudizio, ma che non avrebbe voluto esporre la città al rischio del commissariamento, come si può evincere dall’articolo 141, lettera c, del testo unico sugli enti locali.

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