Ieri si è spento padre Vincenzo Noto. I funerali Venerdì 20 Dicembre alle ore 10.00 nella Basilica Cattedrale di Monreale

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Padre Vincenzo Noto era nato a Bisacquino nel 1944. Aveva frequentato il Seminario Arcivescovile di Monreale, il Pontificio Seminario Romano, l’Accademia ecclesiastica e la Luiss di Roma conseguendo la laurea in Teologia, Scienze Politiche e la licenza in Diritto Canonico.
Fu ordinato Sacerdote nella Chiesa del Carmine di Bisacquino il 19 marzo 1969.
Padre Noto è stato un giornalista professionista molto apprezzato e ha collaborato con: Avvenire, Famiglia Cristiana, Osservatore Romano, Jesus ed è stato Redattore al Giornale di Sicilia.
Ha diretto l’Agenzia Mondo Cattolico di Sicilia e il settimanale cattolico Novica.
Dal 1997 al 2002 è stato il Vicario generale dell’Arcidiocesi di Monreale.
Fino a ieri è stato direttore della Caritas della Diocesi di Monreale.
Molto feconda la sua attività di scrittore. Cominciò nel 1972 con “Creazione e lavoro”, mentre nel 2012 pubblicò l’ultimo libro, “Zaccheo”.
La sua produzione giornalistica e quella di scrittore ha spesso trattato il rapporto tra Chiesa e società, Chiesa e mafia (esempio ne è stato il libro sul Cardinale Salvatore Pappalardo), Chiesa e politica. La politica, sia nazionale che locale, che Padre Noto ha sempre tenuto sotto osservazione.
Durante la campagna elettorale per le amministrative monrealesi del 2009 chiese un incontro con tutti i candidati alla carica di sindaco per ascoltare quali proposte avessero nei confronti delle problematiche sociali del paese delle quali la sua attività costituiva un osservatorio e un termometro aggiornato. Sebbene scoraggiato dai risultati che la politica avesse offerto negli ultimi anni, sosteneva l’importanza per i giovani, capaci e onesti, di contribuire al miglioramento della società spendendosi in politica. Aveva scritto il libro “I Cristiani in politica”.
In un’intervista che mi rilasciò nel 2009, dichiarava che rientra tra i compiti di un buon cristiano dedicarsi alla gestione della cosa pubblica: “Paolo VI diceva che la politica è la più alta forma di carità. Impegnarsi in politica è una grandissima azione di carità nei confronti della società”.
Padre Noto stava al passo con i tempi e, con molta dimestichezza, faceva uso dei nuovi strumenti di comunicazione. La sua intensa e poliedrica attività era divulgata principalmente tramite la rete. Da diversi anni infatti aveva creato un sito personale, all’indirizzo www.vincenzonoto.it. L’ultimo aggiornamento riporta proprio la data di un anno fa, il 19/12/2012, a testimonianza dell’inizio della malattia.
Negli ultimi anni l’impegno era rivolto soprattutto nei confronti della Caritas Diocesana.
“Sono presidente della Caritas da 7 anni – dichiarò in un’intervista che mi rilasciò nel 2009 – il mio ruolo comporta un’attenzione nei confronti dei più fragili dei 24 paesi della diocesi, sensibilizzando le chiese locali affinché percepiscano queste povertà ed accolgano i fratelli più bisognosi, non nella logica dell’assistenza economica, ma nella logica di un uomo che soffre. La Caritas ha il dovere di promuovere una comunità ecclesiale che sappia accogliere con amore chiunque, anche chi è ricco, che può essere psicologicamente debole. E più volte ho visto piangere persone benestanti. Dobbiamo avere la capacità di capire quali sono i veri bisogni”.
Padre Noto aveva promosso nuove linee di intervento per combattere la crisi economica: “Ho istituito presso Banca etica un deposito a garanzia di microprestiti da effettuare nei confronti di quei piccoli imprenditori che hanno bisogno di un moderato sostegno economico per superare un momento di crisi” dichiara nella stessa intervista.
Con la sua scomparsa Monreale perde un intellettuale dalla mente lucida e attento al cammino della Chiesa.
“La Chiesa è sempre peccatrice e sempre insufficiente. Guai se pensasse che Lei può affrontare i problemi. La Chiesa è strumento e deve vivere la logica del servizio. Strumento di Dio che la fa essere presente come testimone di determinati valori. E poi è importante, quando si parla di Chiesa, non guardare all’istituzione, ma ad una dimensione di fede. La Chiesa è presente e cresce laddove, anche nell’anonimato, vi sono persone di buona volontà. E la gente vive la fede con senso di pudore e senza sbandierarla”.
Nonostante fosse un buon conoscitore della sofferenza umana manteneva sempre una buona dose di ottimismo. “Non è pessimista?” gli chiesi?
“No. assolutamente, perché attorno a noi c’è tanta fede che nessuno vede”, rispose risoluto.

I funerali saranno celebrati Venerdì 20 Dicembre alle ore 10.00 nella Basilica Cattedrale di Monreale.

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