Intervista a Toti Zuccaro, segretario del PD monrealese

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Araba Fenice desk

Primarie di coalizione, lacerazioni interne al PD, tesserati del PD che votano per Capizzi, spinte centrifughe. All’interno di un mondo complesso e i continuo movimento, qual è il Partito Democratico monrealese, abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza intervistandone il numero uno, il segretario Toti Zuccaro.

D: Segretario Zuccaro, sembra che la sua opera di ricongiunzione delle varie anime del partito sia riuscita solo a metà. Qual è la situazione del PD?

R: All’interno del Partito Democratico ci sono soggetti che non condividono in pieno il percorso che il PD ha scelto, ma si tratta solamente di posizioni personali. Si è lavorato per ricucire con tanti e tanti difatti sono rientrati, anche alcuni che avevano votato scheda bianca al congresso per l’elezione del segretario comunale. Nell’ultimo periodo tanta gente nuova si è avvicinata alla sezione monrealese del partito, anche grazie all’effetto Renzi. Questo non significa che chi c’era prima vada messo da parte, ma bisogna abituarsi ad una nuova realtà del partito democratico, un partito capace di integrare vecchie generazioni che hanno dato tanto con una nuova generazione che sta entrando adesso. E facendo la somma il risultato è molto positivo.

D: Come giudica la nascita del movimento SìCambia?

R: Ancora non l’ho capita. Vedo due portavoce che hanno appoggiato la candidatura di Massimiliano Lo Biondo alle primarie di partito. Penso che le primarie siano state un momento importante di confronto democratico all’interno del partito, e che abbiano segnato una linea da seguire. I tre candidati avevano accettato il percorso del partito, deliberato durante la precedente segreteria Ganci, basato su primarie interne, per poi rimettersi in gioco con le primarie di coalizione, se ci fossero state le condizioni. Che poi due attori principali della candidatura di Lo Biondo vadano sui giornali a presentare il Movimento SìCambia mi lascia perplesso. Io avrei gradito come partito l’appoggio ufficiale alla candidatura di Di Salvo.

D: Nella recente intervista, i portavoce del movimento SìCambia hanno dichiarato che stanno a guardare le scelte che saranno messe in campo dal PD.

R: Non capisco cosa aspettino perché le scelte del PD sono chiarissime, trasparenti e più volte annunciate. Un programma chiaro da presentare alla città, la scelta di un candidato proprio da proporre, e la ricerca di una coalizione forte di centro sinistra da presentare subito a Monreale, in alternativa a questa amministrazione che ha fallito. Difficilmente si può vincere al primo turno da soli. Il passato insegna che poi bisognerà, per poterci presentare al secondo turno, scendere a patti e fare accordi in sei giorni con altre forze politiche senza tenere conto dei programmi. E’ quello che vogliamo evitare facendo già prima una sintesi all’interno delle forze di centro sinistra, con gli esponenti che si ritrovano in questo ragionamento, facendo scegliere ai cittadini chi può rappresentare al meglio il progetto del centro sinistra, così da presentarci con questa alleanza già al primo turno.

D: Crescere e SìCambia, due esperienze simili o diverse?

R: La lista Crescere era nata per sostenere la candidatura a sindaco del Partito Democratico, sin dall’inizio, e non aveva come portavoce esponenti principali del Partito Democratico. L’amico Roberto Gambino, che ha partecipato ai direttivi del partito e ne ha condiviso il percorso interno, dopo che il suo candidato ha perso le primarie è venuto fuori con un Movimento civico. Si tratta di un passaggio che poteva essere concordato. Può emergere l’esigenza di tenere all’interno di un progetto di coalizione sensibilità diverse, che non vogliono candidarsi nel PD ma che vi stanno vicino. Avrei pure capito. Crescere sin dall’inizio partecipò alle trattative per scegliere il candidato sindaco del partito, non si è mai seduta ad un tavolo diverso da quello del partito democratico.

D: Piero Capizzi, alla presentazione del suo simbolo, ha dichiarato l’intenzione ad aprire un dialogo con il PD.

R: Capizzi ha accolto l’invito da noi rivolto a tutte le forze politiche della città a fare un percorso condiviso. E d’altronde è innegabile che negli ultimi anni l’unica opposizione a questa amministrazione in consiglio comunale sia stata fatta dal PD e dalla lista Insieme rappresentata dai consiglieri Capizzi e Gelsomino, fino ad arrivare al voto di sfiducia. Storicamente la difficoltà è stata quella di ritrovarci prima intorno ad un progetto scelto e condiviso, per poi decidere il candidato sindaco. Al primo punto non c’è il candidato, non c’è Piero, non c’è Vittorio, non c’è neanche il partito. Al primo posto c’è la città. Bisogna riconoscere se c’è un progetto condivisibile per la città.

D: Avete avviato trattative anche con il M5S, con il Movimento dell’arch. Natale Sabella, con il Movimento del Presidente del Consiglio Comunale Alberto Arcidiacono?

R: Al momento altre forze non hanno risposto al nostro appello. Chiederò a breve un incontro ufficiale a SEL. Arcidiacono non può rappresentare un alleato in questa coalizione, perché ha incarnato fino a ieri un percorso politico non condivisibile.

D: Nel caso si dovesse arrivare alle primarie di coalizione, l’elettore Toti Zuccaro, e non il segretario, chi sceglierà tra Di Salvo e Capizzi?

R: Il mio voto non potrà che andare su Di Salvo, che ho sostenuto durante le primarie di partito, su questo punto non c’è dubbio.

D: Beh, un tesserato del PD su questa testata aveva dichiarato che avrebbe votato per Capizzi in seconda battuta.

R: Sono scelte personali. Io porto l’esempio della vittoria di Pisapia a Milano. Pisapia, candidato di SEL, si sottopose alle primarie del centro sinistra, e prese anche i voti del PD perché fu riconosciuto come il candidato più rappresentativo di un progetto condiviso all’interno del centro sinistra. Non possiamo certo per questo accusare gli elettori del PD di tradimento. E’ chiaro che io inviterò coloro che hanno appoggiato Vittorio al primo turno a farlo anche al secondo, come farò io. Le primarie saranno un forte momento di partecipazione democratica. Dobbiamo capire che il partito democratico sta offrendo alla città la possibilità di un confronto, per evitare di arrivare alle elezioni con lacerazioni tra le varie anime interne. Proviamo a mettere il progetto dinanzi, e il PD, chiunque sarà il candidato, si farà garante del progetto.

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