Il comune di Monreale commissariato per il PRG

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Araba Fenice desk

“Il commissariamento del comune di Monreale sul PRG è un’umiliazione per la città!” – questa la dichiarazione a caldo di Salvo Leto, Responsabile per le politiche del territorio del PD, alla notizia della decisione assunta dall’assessorato regionale agli Enti Locali. – “Umiliazione che questa amministrazione, se avesse voluto, avrebbe potuto evitare. Avevamo sollevato la questione già in agosto in tempi utili per intervenire ma, purtroppo, oggi si giunge ad una triste e prevedibile conclusione”.

Un botta e risposta sull’argomento c’è infatti stato a settembre tra il sindaco Di Matteo e Leto, come si può leggere qui.

“Come ho già avuto modo di segnalare in precedenti comunicati – prosegue Leto – la giunta Di Matteo aveva ereditato un piano regolatore approvato dalla precedente amministrazione e già al vaglio del genio civile. Con una delibera immediatamente esecutiva lo ritirò a poche settimane dal proprio insediamento, e, di fatto ad oggi l’iter non è stato portato a conclusione, nonostante siano passati quasi cinque anni.

Inutile tornare sulle presunte motivazioni e sulle pseudo giustificazioni addotte per il ritiro del piano regolatore (fra l’altro ripresentato anni dopo senza alcuna variazione). Né serve tornare sulla polemica politica passata. Ma ci sia consentito: avevamo pienamente ragione a criticare una amministrazione che continua a collezionare umiliazioni per la città. Per fortuna il tempo di questa amministrazione comunale è giunto ormai al temine e sarà compito del nuovo sindaco e della nuova giunta portare a compimento il nuovo PRG.

Il Partito Democratico sarà in prima linea per giungere a questo obiettivo di civiltà minima, convinto com’è che non si può tollerare questa mancanza di regole che consente di continuare a saccheggiare il territorio senza che vi sia un progetto di pianificazione che ne orienti la gestione nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e ordinato.

È necessario fermare l’espansione incontrollata del paese e nello stesso tempo rilanciare l’edilizia, a vantaggio della piccola e media impresa edile, attraverso un piano di riqualificazione che metta in sicurezza l’esistente a partire dalla riqualificazione del centro storico.

La mancanza del piano regolatore, scaduto ormai da decenni, ha conferito all’ufficio tecnico un potere decisionale ed arbitrario che non può essere mantenuto. Questo è uno dei veri nodi della prossima campagna elettorale e in questo, per quanto riguarda il Partito Democratico, non possono esserci equivoci.

Questa anomalia deve essere interrotta e Monreale deve essere dotata di uno strumento che le consenta di poter pianificare, governare e gestire il proprio sviluppo per gli anni a venire, uscendo dalla anarchia normativa che ha favorito meccanismi clientelari e una gestione scriteriata del territorio e delle sue risorse”.

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