“Berlusconi o Alfano? Attendo le loro proposte per il territorio”

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Araba Fenice desk

“Sono andato a Roma solo come rappresentante di una delle città del Crocifisso”, puntualizza il sindaco di Monreale Filippo Di Matteo. Per i più maligni, la trasferta di mercoledì scorso sarebbe stata invece l’occasione per incontrare i fedeli dell’area berlusconiana, con i quali aprire un dialogo.

Di certo non ha preso parte alla manifestazione contro la decadenza da Senatore del Cavaliere, promossa dai falchi di Berlusconi, alla quale hanno partecipato alcuni berlusconiani vicini a Salvino Caputo. “Non condivido questa manifestazione, sotto l’aspetto giuridico si tratta di un problema d’interpretazione di una norma di legge, e la legge va applicata”. Alla domanda se, qualora fosse stato un parlamentare, avesse votato per la decadenza, la risposta è più “politica”: “Avrei seguito la linea proposta dal Senatore Casini, cioè una linea morbida, non di accanimento contro una persona. Avrei votato per rinviare di qualche mese la votazione in Parlamento, attendendo la dichiarazione di interdizione”.

Di Matteo non ha ancora sciolto la prognosi: Alfano o Berlusconi? Nuovo Centro Destra o Forza Italia? E’ una decisione ancora prematura. “La base ed il gruppo consiliare – precisa Di Matteo – non hanno ancora deciso”. L’esponente dell’ex PDL è in attesa di vedere quali proposte saranno messe sul campo dalle due forze politiche, è da qui che verrà fuori la scelta.

Salvino Caputo invece la scelta l’ha già fatta e resa pubblica. Per Di Matteo l’adesione dell’ex alleato a Forza Italia non costituisce una condizione ostativa al suo ingresso nello stesso gruppo. Niente di strano che in futuro possano militare nella stessa formazione.

Caputo ha dichiarato di essere vicino alla formazione di Forza Italia, è una dichiarazione personale, come altre possono essere fatte a livello individuale a Monreale. Io sono a capo di una forza politica che amministra la città, la mia adesione ad una formazione avverrà con il consenso di tutto il gruppo che mi sostiene”.

Sia Repubblica che il Giornale di Sicilia avevano inserito il nome del sindaco di Monreale tra i rappresentanti dell’ex PDL accorsi alla prima convention del neo CDN organizzata a Palermo da Alfano la scorsa settimana.

Di Matteo smentisce la sua presenza all’incontro. “Non sono andato perché stavo male, non perché non mi interessava. Anzi, sarei certamente andato per ascoltare le intenzioni e le proposte di questa nuova formazione”.

Una campagna elettorale condotta con alle spalle Berlusconi o Alfano non è certamente la stessa cosa. Berlusconi, alla guida dell’opposizione parlamentare, utilizzerà tutta la sua capacità mediatica per attaccare e sparare a zero contro il governo Letta e contro i traditori del PDL, facendo leva su questioni alle quali i cittadini sono molto sensibili. Una posizione di attacco. Alfano dovrà giocare in difesa, cercando di spiegare l’adozione di manovre ostiche ai cittadini.

Di Matteo, così sostiene, non vuole lasciarsi condizionare da valutazioni strategiche, di semplice opportunità politica. Ad interessarlo sono solamente le proposte che verranno messe in campo. “I territori sono stati abbandonati, i sindaci hanno bisogno di una classe politica in grado di assumersi impegni e fornire gli strumenti necessari a dare risposte ai cittadini”.

Per il sindaco quindi i tempi non sono ancora maturi per potere assumere una decisione, e vuole stare ad ascoltare. Molti esponenti politici, intanto, si sono già schierati.

Non è così, hanno deciso i generali, non l’esercito. Io, il sindaco di Corleone e tanti altri rappresentanti degli enti locali non abbiamo espresso una scelta. Attendiamo quali risposte daranno alle questioni del territorio, valuteremo le loro proposte. La nostra scelta sarà orientata nei confronti di chi saprà offrire una proposta convincente”.

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