Un incontro a tratti infuocato oggi in aula consiliare fra i precari del Comune e la giunta.

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Si è appena concluso l’incontro fra i contrattisti del Comune di Monreale e la giunta dello stesso, richiesto dall’amministrazione per chiarire le ragioni della delibera del 31 Ottobre scorso, contenente la fine del rapporto di lavoro fra i precari ed il Comune, al 31 Dicembre, se non interverranno trasferimenti regionali o statali a quella data.

Ad aprire l’incontro Nicola Giacopelli, sindacalista CISL, che ha auspicato una discussione propositiva, prendendo atto del coraggio dimostrato dal Sindaco nel proporre la riunione.

A seguire, è intervenuto il Sindaco Di Matteo, che ha sottolineato la sua solidarietà con i lavoratori, dichiarando però al contempo come la delibera sia un atto dovuto, necessario all’approvazione del bilancio pluriennale. La sua approvazione riguarda quindi degli obblighi tecnici, fermo restando la disponibilità della giunta alla sua modifica, nel caso in cui dalla Regione arrivassero eventuali proroghe.

In un clima disteso, è poi intervenuto Silvio Russo, sindacalista CGIL, che ha dapprima ricordato come in precedenti occasioni l’operato del Sindaco sia andato in favore dei precari, con lo stesso che ha firmato, anche contro il parere dei dirigenti, le delibere di proroga. Ma non è mancata un’accusa nei confronti dello stesso sindaco: nei mesi addietro, infatti, era stato proposto all’amministrazione di dare in gestione il parcheggio della Cirba ai contrattisti, che avrebbero così avuto concrete possibilità lavorative. Secondo Russo, il Comune non ha voluto fare questa scelta.

“Signor Sindaco, le ho dato i meriti delle precedenti decisioni. Ma per quanto riguarda l’ultima delibera, non posso; non è tanto un problema tecnico, ma anche psicologico.

Si sarebbe potuto aspettare qualche giorno, aspettando l’esito degli incontri fra lo Stato e la Regione. Al posto suo, se avessi voluto davvero difendere i lavoratori, sarei andato alla Regione, non avrei firmato la delibera”.

A seguito, è nuovamente intervenuto Nicola Giacopelli, che ha condiviso quanto affermato da Silvio Russo, tranne in un punto. Secondo Giacopelli, infatti, la delibera è contestabile anche dal punto di vista tecnico. In primo luogo perché l’atto sarebbe fondato su una serie di dati ed elementi falsi: al suo interno è difatti citato un decreto ministeriale del 16 marzo 2011 che regolamenta il numero di dipendenti di un Comune in rapporto alla popolazione, ma questo decreto non sarebbe applicabile al comune di Monreale, perché si riferisce solo ai comuni dichiarati in stato di dissesto; la sua validità inoltre scade il 31/12/2013, quindi la sua inapplicabilità è duplice.

Giacopelli ha poi sottolineato l’inadempienza di quasi tutti i dirigenti del Comune, a cui la giunta aveva chiesto, come da legge, di comunicare le figure professionali necessarie ai vari uffici. In allegato alla delibera si trova però la sola segnalazione del dirigente Busacca, che ha fatto richiesta di generiche figure professionali:

“Viste queste inadempienze, nessuno deve subirne le conseguenze?”

Inoltre, ci sarebbero delle voci errate fra quelle riportate nelle spese del personale.

“Riguardo il personale ATO, ad esempio, si riporta la cifra di 3.000.000 di euro, cifra comunicata in via informale dall’ATO stessa. Ma come può basarsi una delibera comunale su un atto informale?”

Infine, secondo Giacopelli, esiste una deroga alla norma che stabilisce che le spese del personale non possono superare il 50% del bilancio comunale, e questa deroga riguarda proprio le regioni a statuto speciale.

“La norma gli spiragli li ha dati. Inoltre, come diceva Russo, ad oggi ci sono notizie riguardo l’intervento della regione e del ministero, riguardo la proroga.

La nostra richiesta è di revocare o di sospendere la validità di questo atto deliberativo, in attesa degli ultimi sviluppi. Si può fare una riflessione su quest’atto. Vi chiedo di rivederlo.”

Dopo un momento di confusione generato dagli animi dei lavoratori giustamente infervorati, il sindaco Di Matteo ha chiuso i lavori, chiedendo 48 ore di tempo per riflettere sulla questione:

“Oggi prendiamo atto di quello che avete detto, ci risentiremo nel giro di 48 ore per rendere note le decisioni della nostra amministrazione.”

D’accordo al rinvio Giacopelli, che ha però ribadito l’attenzione da porre nel confronto dell’operato dei dirigenti inadempienti.

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