Aquino: la grata della discordia

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Vogliamo riportare l’attenzione su una questione nota, ma non ancora risolta, che sta portando alcuni cittadini monrealesi all’esasperazione e che probabilmente li condurrà ad adire le vie legali.

L’oggetto del contendere è la grata posizionata ad Aquino all’incrocio tra Via Aquino e Via Ponte Parco, che raccoglie le acque piovane che giungono a valle da Via Aquino alta.

Sarebbe più esatto dire che dovrebbe raccogliere le acque piovane, dato che risulta insufficiente a gestire l’enorme flusso d’acqua raccolta lungo la strada e che scorre verso il basso, senza considerare che durante i grandi acquazzoni viene regolarmente ostruita dai rifiuti che dai cassonetti posizionati a monte della strada (ingresso di fondo Pasqualino) “navigano” verso la valle.

Alle lamentele causate dagli allagamenti alle attività commerciali e alle abitazioni poste al piano terra, si aggiungono le grida di esasperazione dei residenti della zona, che denunciano il danno biologico procurato dal rumore generato dalla grata stessa, al passaggio degli autoveicoli. La grata non è infatti ben allocata nel suo alloggio, e come è possibile verificare dal video, il rumore che ne deriva è insopportabile che chi lavora o abita nei pressi. Diverse segnalazioni sono giunte alla nostra redazione. I residenti riconoscono che nel corso degli ultimi anni il comune ha provveduto ad effettuare una serie di interventi, per lo più orientati e limitati ad inserire dei supporti di gomma sotto la grata per ammortizzarne le oscillazioni.

Ma nessuna di queste azioni è stata risolutiva, e dopo pochi giorni il problema si è sempre ripresentato.

I residenti non riescono più a riposare la notte. Il rumore è continuo e, obiettivamente, insopportabile. Il breve filmato, girato questa mattina, ne è una dimostrazione.

La strada costituisce infatti un’importante arteria stradale della frazione di Aquino, ed è trafficata anche durante le ore notturne. Da qui l’intenzione di trascinare il comune, ritenuto inadempiente, davanti ad un giudice per avere riconosciuto il danno biologico.

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