L’intervista: Salvino Caputo presenta il suo progetto politico per Monreale

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Araba Fenice desk

Salvino Caputo è un volto molto noto nel panorama politico monrealese. E’ stato sindaco della città per due legislature, deputato regionale per tre, fino alla presa d’atto, avvenuta a giugno di quest’anno da parte della Commissione Verifica Poteri dell’Ars, della decadenza dalla carica di deputato regionale. Ma la condanna definitiva ad un anno e cinque mesi per «tentato abuso d’ufficio» non è, per Salvino Caputo, così grave da non rendere ancora spendibile il suo nome nella prossima campagna elettorale. “Non ho mai rubato, non ho commesso reati infamanti, non ho accuse di corruzione, la mia accusa è di avere firmato cinque determine di sgravio di contravvenzioni, un incidente di percorso, ma posso continuare a camminare a testa alta”.

Caputo spiega come i suoi avvocati abbiano eccepito l’incostituzionalità della legge Severino e la sua erronea applicazione retroattiva. Sono ben tre i ricorsi presentati dalla sua difesa. Uno in Cassazione per il riconoscimento dell’errore di fatto, dato che la Cassazione non ha considerato il reato prescritto, un altro alla Corte d’Appello di Palermo per la revisione del processo perché sono state trovate le cosiddette prove nuove, ed infine uno al tribunale civile per la revoca del provvedimento di decadenza da parlamentare.

Ma “i piedi e il cuore sono sempre rimasti nella mia città”, afferma Caputo, che con vigore ha dato il via alla campagna elettorale.

Una delle liste che sosterranno il suo progetto recherà il suo nome: “Caputo per Monreale”. A questa si affiancheranno quasi certamente altre 2 liste, una delle quali costituita per il 50% da donne che “vogliono impegnarsi in prima persona nella politica monrealese, un’altra di professioni, imprenditori, rappresentanti sindacali ed esponenti delle associazioni di volontariato,” finora tenuti ai margini della vita politica della città.

“Già 60/70 persone mai impegnatesi in politica hanno deciso di candidarsi”.

L’ex deputato, transitato a fine 2012 dal PDL a Fratelli D’Italia, una costola dello stesso PDL, nelle cui file ha presentato a Febbraio la propria candidatura per il Senato della Repubblica, è rientrato nel PDL, ma non nasconde di non essere molto interessato a presentare una lista con il simbolo del partito. Al momento i partiti non “tirano” e la strategia migliore potrebbe essere quella di scendere in campo con liste civiche.

Nel corso dell’intervista Caputo difende le scelte occupazionali fatte in seno all’ATO, oggi una delle cause dei grandi buchi di bilancio per il comune, rimandando al mittente (il sindaco Di Matteo) le accuse di avere effettuato assunzioni in eccesso rispetto a quanto previsto dalla pianta organica.

“Abbiamo applicato la delibera del Presidente della Regione che prevedeva l’assunzione presso il nascente ATO dei dipendenti del comune e delle cooperative che si occupavano di rifiuti per i comuni. Tutte le assunzioni sono state fatte al di sotto della soglia stabilita dalla regione per fare funzionare l’ATO”.

Caputo, abile oratore, dribbla le critiche rivoltegli di avere lasciato, alla fine della sua sindacatura, un paese pieno di debiti: ”Appena insediatomi, nel 1994, ricevetti la visita dell’ufficiale giudiziario giunto per pignorare lo studio del sindaco e il quadro di Leto per i debiti contratti dalla precedente amministrazione. Eppure io non ho mai dato la colpa agli amministratori che mi hanno preceduto”.

“Ho fatto il sindaco fino al 2004, dopo quella data non sono state più realizzate a Monreale opere pubbliche. Strade, fognature, palestre e scuole sono state realizzate durante l’amministrazione Caputo. Anche oggi il complesso Guglielmo e il cinema Imperia sono una proiezione di progetti e finanziamenti nati con la mia amministrazione”.

Su una possibile ricucitura del centro destra monrealese, Caputo sgombra qualsiasi dubbio. “La maggioranza del partito non ritiene spendibile una ricandidatura del sindaco uscente. Non condividiamo alcune sue scelte: l’eccessivo indebitamento, l’esagerato ricorso alla tassazione, l’assenza di nuove opere pubbliche, il mancato coinvolgimento culturale della nostra città, la cattiva gestione del territorio”.

“Questa amministrazione – prosegue Caputo – non è stata capace di attrarre a Monreale manifestazioni culturali di spessore, anche finanziate da provincia o regione, né di creare eventi di risonanza mediatica tali da fare affluire turisti. La capacità di un sindaco sta nel trovare risorse al di là dei trasferimenti dello Stato”.

Caputo non parla di candidature a sindaco, è prematuro, ma dichiara che il valore aggiunto del suo gruppo sta anche nella possibilità di trovare in lui un referente politico che ha tessuto nel tempo una serie di rapporti istituzionali e di relazioni che gli permettono di fare affluire con maggiore facilità e rapidità finanziamenti pubblici, di fare giungere a Monreale manifestazioni turistiche e spettacoli organizzati da regione o provincia.

Infine non manca una stoccata ai due deputati regionali monrealesi, Nino Dina e Salvo Lo Giudice. “Non c’è più su Monreale quell’attenzione che c’era quando io ero deputato. Ogni mio disegno di legge, ogni mio emendamento era parametrato ai riflessi che avrebbe avuto sul territorio monrealese”.

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