Giuseppe Civati in visita a Monreale

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Araba Fenice desk

Una delegazione di simpatizzanti e attivisti del Partito Democratico di Monreale ha partecipato oggi alla visita del candidato alla segreteria nazionale del PD Giuseppe Civati. L’incontro era organizzato da Fabrizio Lo Verso, in collaborazione con Roberto Gambino del comitato monrealese ‘Pippo Civati segretario del PD’.

Dopo i saluti iniziali di Roberto Gambino che ha sottolineato come la figura di Civati rappresenti un cambiamento profondo in seno al Partito Democratico, con la conseguente rottura delle ormai consuete logiche partitiche, a parlare è stato Fabrizio Lo Verso.

Nel suo intervento, Lo Verso ha messo in luce la volontà di un ritorno, grazie anche all’avvicinarsi del congresso nazionale, ad una sinistra dei fatti, e non di apparato: di questo, sarebbe testimonianza la scelta dello stesso Civati, di avere come referente per Monreale non uno dei ‘grandi elettori’, ma un ragazzo che si riconosce in queste idee.

Naturalmente più lungo l’intervento di Civati, che ha spaziato dalla situazione politica nazionale italiana, alle dinamiche interne al partito democratico; una cosa è parsa chiara: la sua candidatura auspica un avvicinamento del PD ai cittadini ed agli elettori, che conducano gli apparati dirigenti agli scopi per cui sono stati scelti.

Un inciso è andato anche al movimento 5 stelle, con cui Civati pensa ci possa essere un dialogo, riconoscendo le molte occasioni perse da entrambe gli schieramenti.

Palese la spinta alla discontinuità con l’attuale situazione parlamentare: il Partito Democratico, nelle parole di Civati, può anche partecipare ad un governo di larghe intese, ma questo non deve snaturare in alcun modo la sua identità; non si può proseguire in un percorso che sembra portare sempre più alla nascita di un movimento politico che, nei fatti, sarebbe una riedizione dei grandi partiti della prima repubblica, ma senza le figure carismatiche che ne facevano parte.

L’ultima battuta, è stata un monito per tutti i cittadini: ‘l’ossessione degli italiani è avere politici con gli attributi: è giusto, ma non basta; quello che serve, è avere politici con un cervello’.

Infine, i saluti, rivolti alla città di Monreale, alle sue bellezze, ed ai componenti del Partito Democratico, dal primo all’ultimo: dagli iscritti storici, ai giovani che sperano di poter cambiare le cose.

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