L’Ass. UNA dà mandato ad un legale per indagare sul destino dei cani randagi recuperati dal Comune

0
tusa big

Continua l’attività dell’associazione UNA nel sostituirsi al comune nel fornire assistenza ai numerosi cani randagi che vagano per il territorio comunale, e prosegue la critica nei confronti dell’amministrazione monrealese ritenuta inadempiente nello svolgere quanto di competenza.

Parla di “semplice propaganda” il presidente dell’ass. Giuseppe Lo Vecchio, nel riferirsi all’attività svolta dal sindaco Di Matteo, ma allarga la critica all’ing. Busacca e al corpo della Polizia Municipale. 

“Il sindaco mette a posto le carte emanando ordinanze…, ma i tre medici veterinari ASP responsabili del territorio di Monreale rimangono a Palermo, poiché il sindaco non gli mette a disposizione una stanza da adibire ad ambulatorio veterinario”. “Anche i cartelli con la scritta area avvelenata non sono stati collocati dagli operatori comunali”.

Lo Vecchio accusa di latitanza gli organi comunali preposti ad affrontare il fenomeno del randagismo e a prendersi cura dei cani ammalati. L’ultimo caso risale al 24 settembre, quando i volontari di Una si sono dovuti sostituire all’ente pubblico per fare accedere una cagnetta alle cure di un veterinario privato. Il tutto naturalmente a spese dei volontari stessi.

L’ass. UNA chiede al Vicecomandante della Polizia Municipale Mario Cusimano di rendere noto il luogo in cui i randagi vengono ospitati, così da offrire assistenza.

Intanto l’ass. ha dato mandato all’Avv. Cecilia Viola di rappresentarla per condurre un’indagine in merito alle centinaia di cani recuperati dal Comune, di cui non si sa la fine.

Il dubbio, dichiara il Presidente Lo Vecchio, “è che siano stati rinchiusi nel lager dell’acetilene, ove sono morti di stenti, e poi gettati nei cassonetti dei rifiuti”. 

Ricevi tutte le news
Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com