Partito Democratico: domani si vota

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Ci siamo! Domani si vota per scegliere la persona che potrà guidare nei prossimi anni, quelli più difficili, l’amministrazione della città. I monrealesi avranno non solo la possibilità di individuare il migliore o il meno peggio ma anche la responsabilità di discernere chi tra i tre candidati, Di Salvo, Leto e Lo Biondo, ha mostrato di conoscere pregi e difetti della nostra città.

I programmi nelle campagne elettorali sono tutti ricchi di impegni, promesse, belle parole ma chi nell’urna deve tracciare la x su un nome o sull’altro, ha il compito di andare oltre: di guardare la storia politica delle persone che si presentano e di vedere da chi sono sostenuti. Serve una lente d’ingrandimento.

Le primarie organizzate dal Partito Democratico per la prima volta nella nostra realtà sono state un’occasione straordinaria: hanno permesso di mettere in moto un dibattito che da mesi mette a confronto le diverse anime di Monreale, hanno creato occasioni per ritornare ad aggregare, hanno portato finalmente qualche volto nuovo e giovane nell’arena della politica. 

Abbiamo registrato incontri e scontri, tensioni e terremoti politici ma le primarie hanno dato una chance in più ai cittadini, un contributo di conoscenza. Chi vincerà dovrà tenere sulla sua scrivania le parole di Giorgio La Pira: “La sola metodologia di vittoria è la rinuncia a sé stessi, il distacco radicale dalla propria piccola sfera: gli strumenti che suggeriscono l’ambizione, la colpa, la meschinità, sono strumenti radicalmente privi di efficacia politica. E’ proprio il discorso sul metodo quello che va fatto in questo periodo storico”.

Per troppi anni abbiamo vissuto in una città dove serve un nuovo Piano Regolatore ma nessuno ha avuto il coraggio di cambiare. Per troppo tempo abbiamo fatto i conti con l’abbandono delle frazioni; con vocabolari della politica privi dei termini sostenibilità ambientale, edilizia scolastica, sostegno all’associazionismo. Per troppe legislature abbiamo visto gli stessi volti sedere a Palazzo.

Monreale ha bisogno di avere al governo persone competenti. Sembra di risentire le parole di Giuseppe Lazzati: “Ricordo i primi tempi in cui, in Italia, si cominciò a rivivere la vita politica come la stiamo vivendo ora. Cominciarono le elezioni amministrative. Allora sentivo dire: quello è un bravo cristiano, facciamolo sindaco. Io rispondevo non basta essere un bravo cristiano per fare il sindaco, perché se non si hanno certe capacità non si riesce a fare bene il sindaco”.

Domenica non ci saranno vincitori e sconfitti. Chi la pensa così ha perso in partenza. Le primarie nazionali e in altre città italiane hanno dimostrato che il Centrosinistra per vincere non ha bisogno di guerre ma di squadre: è il caso di Milano, di Bologna. Chi otterrà più voti sarà il capitano della squadra. Se gli altri sapranno fare il difensore e il portiere allora il Centrosinistra avrà l’opportunità di conquistare la città. 

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