Rinviato a martedì il consiglio comunale d’urgenza odierno

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La seduta odierna del consiglio comunale che doveva analizzare, tra le altre questioni, il mancato pagamento da parte dell’ATO di alcuni debiti nei confronti della società Tirreno Ambiente e il conseguente pignoramento, è stata rinviata a martedì 15 Ottobre, in seguito alla votazione proposta dal consigliere comunale Romanotto: dei 16 consiglieri in aula 12 si sono espressi favorevolmente, approvando il rinvio dei lavori.

La seduta si era aperta con l’intervento dell’assessore La Fiora, il quale ha relazionato sulla necessità per il comune di scongiurare il pignoramento della società ATO Palermo2, e di come la somma versata faccia parte delle somme dovute nei suoi confronti da parte del Comune stesso.

Numerosi interventi da parte dei consiglieri comunali, a partire dal consigliere Lo Coco, che alla fine del suo intervento ha auspicato le dimissioni dell’amministrazione comunale, sottolineando come assurda la situazione di un Comune che non conosce in dettaglio il bilancio di una società di cui è socio di maggioranza.

A seguito dell’intervento di Lo Coco, il presidente del Consiglio, Alberto Arcidiacono, ha letto una lettera inviata dal commissario liquidatore dell’ATO, l’avvocato Roberto Terzo, che riferiva al consiglio comunale riguardo gli accordi stretti fra i comuni in data 8 Ottobre.

Dopo la lettura, è intervenuto l’assessore Vittorino, che ha voluto rimarcare come sia l’ATO ad avere subito il pignoramento, mentre il Comune sta semplicemente intervenendo per garantire l’interezza del servizio: ‘Io credo che dovremmo essere contenti, perché abbiamo abbassato di due milioni di euro il costo del servizio. Abbiamo cambiato la discarica di conferimento, e questo ha contribuito al risparmio. I costi dell’ATO derivano da anni di mala gestio.’

Non è tardata la risposta di Lo Coco: ‘Noi dobbiamo parlare di fatti, non di grandi sistemi. Qui il servizio viene pagato ma non viene fatto’.

A seguire è intervenuto il consigliere D’Alcamo, che ha affermato come la gestione rifiuti da parte dell’ATO sia nei fatti fallimentare. Tante le occasioni perse da questa amministrazione, che non ha mai chiarito l’esatta provenienza dei costi di gestione, ‘avallando continuamente l’eccessivo costo del servizio, senza mai chiedere rendiconti, anche a seguito di precise richieste, quando cittadini hanno documentato le giornate di mancata raccolta dei rifiuti. Le inadempienze che riguardano questi anni vanno caricate a questa amministrazione, non possono essere addebitate ad altri.’

Il consigliere Mirto ha posto l’accento sulla mancata attuazione di un piano riguardante la raccolta differenziata, che avrebbe potuto abbassare ulteriormente i costi.

In risposta al suo intervento, colorito da riferimenti al passato politico del Comune, che chiamavano in causa alcuni consiglieri comunali di maggioranza, ha preso la parola il consigliere Venturella: ‘Mirto era consigliere quando si è istituita l’ATO e ne conosce la storia in tutti i suoi passaggi, e adesso afferma che la colpa è tutta della presente amministrazione. I debiti dell’ATO non provengono certo da questa amministrazione; assunzioni senza evidenza pubblica, un sindaco del comune che è anche presidente dell’ATO in palese conflitto d’interesse. Per l’ultimo, il commissario dell’ATO è assente, non sa dare risposte né giustificare i costi dell’azienda.’

L’intervento del consigliere Lo Biondo ha sottolineato la mancata spiegazione di una grave discrepanza: i rifiuti raccolti in loco sono meno dei rifiuti conferiti in discarica. Questi risultano essere più di quelli effettivamente prodotti.

Questa affermazione ha spinto i consiglieri comunali, dopo alcuni interventi, dapprima a chiedere la verifica del numero legale e poi alla votazione riguardo il rinvio.

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