La natura: grande alleata dell’uomo

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Oggi, dobbiamo reimparare a vivere in simbiosi con la Natura.

Non possiamo considerarci ed essere biecamente e ciecamente sfruttatori e predatori della Natura.

Oggi, noi viviamo sulla Terra e sfruttiamo le risorse che la Natura generosamente ci dona, come se fossimo gli ultimi abitanti sulla Terra, l’ultima generazione di predatori. Tanti di noi siamo disorientati, non più attenti al mondo in cui viviamo, non apprezziamo e custodiamo quello che Dio ha creato per tutti noi.

Dobbiamo rispettare la Natura, avendo di fronte a noi un grande ed ineludibile Comandamento: la Natura non è nostra, non è nostra proprietà, ma l’abbiamo ricevuta in prestito per tramandarla, donarla ai nostri figli, alle future generazioni. E come ogni dono deve essere di valore, apprezzabile, non svalutato o distrutto.

Dio con grande generosità ha creato la Natura e tutto ciò che ruota intorno. Noi umani siamo una piccola tessera di un mosaico e dobbiamo contribuire, con la saggezza delle nostre scelte, al mantenimento di questo meraviglioso equilibrio, di questo armonico caleidoscopio di specie viventi.

La Terra, la Natura durante i milioni di anni sono state generose con tutte le specie viventi, anche con la specie umana. La Natura ha fornito all’Uomo cibo, acqua, ossigeno, indispensabili per la sopravvivenza del corpo, ma anche magnifici spettacoli naturali: mari, laghi, fiumi, cascate, verdi foreste, … ammirando i quali ci si permea di serenità, equilibrio.

Abbiamo il dovere di preservare tutto ciò, di utilizzare quanto necessario alla nostra vita terrena, ma non di depredare e distruggere la Natura per meri scopi di lucro, per creare effimera ricchezza: ciò porterebbe, inevitabilmente, alla rottura di quel magico e fragile equilibrio che regna in Natura. E quando le conseguenze saranno così catastrofiche da travolgere il genere umano, probabilmente, sarà troppo tardi per ravvederci.

Oggi, si sente sempre più frequentemente parlare di disboscamenti, deforestazioni, incendi, ma non si ha notizia di opere riparatorie da parte dell’Uomo: opere necessarie a garantire un adeguato assorbimento di CO2 da parte degli alberi, con successiva generosa trasformazione e liberazione nell’aria di O2; a garantire un efficiente drenaggio del terreno, con riduzione di rischi di frane e dissesti idrogeologici.

Diventando meno teorico e volendo proporre qualche piccola soluzione, inizierei con invitare l’Amministrazione Comunale futura, a farsi carico della piantumazione di un albero per ogni nuovo nato, riqualificando così zone abbandonate, degradate, incolte. Esiste, peraltro, una legge del 1992 che punta ad incentivare gli spazi verdi urbani, per migliorare la qualità della vita, ma che, purtroppo, ha trovato scarso riscontro nelle diverse realtà italiane.

Nel nostro piccolo, come cittadini, potremmo adottare uno dei tanti spazi di terra incolti, di proprietà del Comune di Monreale, magari il più vicino alle nostre abitazioni, provvedere alla pulizia ed alla successiva piantumazione. Ciò porterebbe a riqualificare molte zone, oggi in assoluto degrado, migliorerebbe la qualità della vita di ciascuno di noi e, soprattutto, avremmo compiuto un piccolo gesto di riconoscenza, di rispetto, di riparazione verso la Natura.

Impariamo a vivere in simbiosi con la Natura, ne avremmo da guadagnare, non in termini economici (così come si intende spesso oggi), ma in termini di qualità della vita, salubrità dell’aria, equilibrio idrogeologico.

Il “Tao te ching” è un testo cinese cui si ispira il Taoismo ed è datato intorno al VI sec. A.C.

In questo testo si dice che l’Uomo e il Mondo formano un’unità indissolubile e si influenzano vicendevolmente. Ci sono correlazioni costanti tra il cielo, la terra e l’Uomo.

Come il lavoro dell’Uomo, nel giusto momento, è necessario per far crescere le messi, così la fertilità della terra e la pioggia del cielo: c’è una stretta correlazione in ogni ambito della vita. Non appena c’è un ostacolo su una Via, ce ne è anche sulle altre.

In Natura è indispensabile che tutto si sviluppi spontaneamente, senza costrizione e frizione tra le parti di tale meccanismo. L’Uomo deve comportarsi in modo spontaneo, equilibrato. Se egli, invece, si comporta da testardo, se non si conforma alla corretta condotta rituale, ne risulteranno fenomeni naturali anormali e gli affari del mondo umano verseranno nel disordine. Perciò, l’uomo deve severamente controllarsi in tutte le sue azioni. Egli non deve fare coscientemente niente che possa contravvenire alla natura delle cose.

Tutto ciò era già chiaro ai cinesi nel VI sec. A.C.

Pertanto, per uno sviluppo sostenibile, equilibrato, rispettoso, è fondamentale che l’Uomo moderno rivolga lo sguardo indietro e si riappropri della saggezza posseduta dagli antichi, saggezza che durante i secoli è stata riposta nel dimenticatoio.

La Natura e gli Esseri viventi non sono entità isolate, ma sempre e comunque sistemi viventi dove il singolo è in rapporto di interdipendenza con i suoi simili e con il sistema tutto. La somma di queste relazioni è come una ragnatela. Per vincere le sfide che discendono dallo sviluppo selvaggio, dalla distruzione della Natura, dalla nevrosi del nostro vivere, l’umanità dovrà cercare di studiare e capire questa ragnatela, questa trama invisibile ma essenziale di relazioni.

Concludo citando una riflessione di F. Capra: ” La sopravvivenza dell’umanità dipenderà dal nostro grado di competenza ecologica, dalla nostra capacità di comprendere i principi dell’ecologia e di vivere in conformità con essi.”

Mirto Girolamo

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