Piero Capizzi: “Nessuna chiusura nei confronti del Partito Democratico e massima apertura nei confronti di possibili primarie di coalizione di centro sinistra”

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Araba Fenice desk

Piero Capizzi è un fiume in piena. Chiamato in causa dalle polemiche di questi giorni interne al Partito Democratico, vuole chiarire la sua posizione. Il consigliere comunale della lista Insieme respinge le etichette che gli sono state affibbiate e non comprende il percorso avviato dalla segreteria del Partito Democratico negli ultimi mesi.

“La mia storia politica nasce nel Partito Popolare nel 1998 per proseguire nella Margherita e quindi all’interno di una lista civica. Una storia eloquente che spiega come io sia un soggetto organico ad un’area di centrosinistra”.

Capizzi ha condiviso per diversi anni un percorso politico con l’ex sindaco Toti Gullo, che è stato, almeno per un certo periodo, vicino a Renato Schifani, esponente di spicco del centro destra.

Quel progetto politico non è iniziato con il centro destra. Tutt’altro, anche se vide una convergenza programmatica di alcuni politici di centro destra. La questione fu sottoposta ad esponenti dell’allora centro sinistra, oggi alcuni dei quali autorevoli componenti del direttivo del PD, che non ne furono per niente scandalizzati e che fino all’ultimo giorno condivisero, anche con ruoli istituzionali di alto profilo, le scelte programmatiche di quell’amministrazione.

L’animata discussione che ha diviso su due fronti contrapposti il PD è scaturita essenzialmente da divergenti posizioni sulle primarie di coalizione, per le quali Silvio Russo avrebbe auspicato la candidatura di Capizzi.

“Non ho mai dichiarato di essere contrario alle primarie di coalizione, anzi sono interessato ad un confronto con altri candidati di centro sinistra o espressione della società civile. Io sono alternativo al centro destra e all’attuale amministrazione, lo dice la mia storia politica. Ho sempre condiviso numerose scelte e iniziative con diversi amici attualmente facenti parte del PD, anche quando militavano nell’allora PDS e DS.

Capizzi è stato attaccato per la “fuga in avanti” avvenuta, a giugno, con l’ufficializzazione della sua candidatura a sindaco.

“Io ho ufficializzato la mia candidatura il 2 giugno 2013. Ma non si tratta certamente di una fuga in avanti. Anzi”.

Per Capizzi è stata la dirigenza del PD ad avviare un percorso inspiegabile e incoerente. “I primi di maggio ebbi un incontro presso lo studio dell’avv. Fabio Ganci, segretario del PD. Presenti anche Walter Miceli (ex segretario locale del PD, ndr) Vittorio Di Salvo, Toti Zuccaro, Beni Di Nicola, tutti membri del PD, Giuseppe Cangemi e Mimmo Gelsomino. Si trattava di un incontro ufficiale con una delegazione del PD guidata dal suo segretario, Fabio Ganci. Si era manifestato il proposito di intraprendere un progetto politico comune, partito già con la condivisa sfiducia al sindaco Di Matteo, in vista delle prossime amministrative. In quella sede non si è discusso di nomi ma di propositi. Il 23 maggio, invece, il Partito Democratico rende pubblica la scelta di indire le primarie di partito senza coinvolgere nessuno di noi”. Da qui la scelta di ufficializzare la mia candidatura.

Ma resto sempre disponibile, e ci tengo a sottolinearlo, ad un confronto programmatico all’interno del centro sinistra per riavviare un progetto comune che metta da parte sterili personalismi e inutili polemiche e ponga le condizioni per una sinergica azione di governo  nell’esclusivo interesse del nostro paese”.

A Capizzi alcuni sostenitori di centro sinistra riconoscono la capacità di raccogliere voti nell’elettorato di centro destra.

“Io non sono un politico di professione. Sono un avvocato ed e’ la mia professione che mi porta ad avere contatti con le persone di diversa ideologia ed estrazione politica. Ritengo che il consenso assegnato ad un sindaco non debba essere legato solo all’ideologia o all’estrazione politica. Si tratta di un consenso che si rivolge ad un programma amministrativo che indichi ciò che effettivamente si vuole fare per il bene della collettività e nei confronti di una persona nella quale si crede, per capacità, autorevolezza, lealtà, correttezza e serietà.

Concludo, augurando un “in bocca al lupo” ai candidati alle primarie del PD”.

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