Gino Strada: un’esperienza di medicina e diritti

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 Così esordisce Gino Strada, ai “Cantieri Culturali alla Zisa” di Palermo, ieri, 18 settembre 2013. Strada è medico chirurgo fondatore, nel 1994, di Emergency, un’associazione umanitaria, internazionale e indipendente che offre cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà; promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, in ogni parte del mondo. Ruanda, Iraq, Serbia, Cambogia, Eritrea, Afghanistan, Algeria, Angola, Palestina, Nicaragua, Sudan, Sri-Lanka, Libia, sono paesi del mondo in cui Emergency è intervenuta dal 1994.

“Ci sono molte decine di migliaia di mine inesplose specie in Iraq, che essendo state vendute a Saddam, ancora uccidono e mutilano in misura maggiore i bambini, dice il fondatore di Emergency. Le mine inesplose hanno una forma accattivante, spesso quella di piccole farfalle, non esplodono subito – sono ad accumulo di pressione – i bambini le raccolgono e le portano a casa”.

“Non ci interessa chi è il carnefice di turno, continua Gino Strada, ci interessano le vittime, pezzi di Umanità che se ne vanno”. E quando queste persone restano vive, ma mutilate, in quei paesi in guerra – dove non c’è lavoro per nessuno – non hanno nessuna chance”.

Per questo in Emergency hanno realizzato non solo centri di riabilitazione, ma anche corsi di formazione professionale. Tanti mutilati hanno costituito cooperative e 300 sono ancora attive. In Sudan e in Sierra Leone sono stati istituiti centri di pediatria e di maternità riducendo la mortalità e rientrando negli “Obiettivi del Millennio” dell’OMS già nel 1995.

“La medicina è un diritto di tutti, afferma Strada, dunque, noi sosteniamo che non debba esserci differenza tra una prestazione medica erogata a Kabul e una a Copenaghen. Non ci piaceva, infatti, l’idea di andare a curare malaria e diarrea in Africa, portando medicine scadute, sapeva di colonialismo. Il principio fondante deve essere quello dell’uguaglianza e non esiste nemmeno un centro tumori in Africa”.

L’obiettivo, di Emergency è anche quello di costruire centri di eccellenza, un grande progetto per ogni Paese. In Sudan infatti è stato istituito un grande polo di cardiochirurgia, cominciato a costruire nel 2004 e reso operativo nel 2007. In programma ci sono altri 10 centri di eccellenza.

Per la costruzione di ogni centro, per l’equipaggiamento e il funzionamento per 3 anni serviranno 300 milioni di dollari che è il costo per un giorno di guerra in Afghanistan.

“La costruzione dei diritti umani però è il miglior antidoto alla guerra che deve essere abolita. Albert Einstein nel 1924 fu il primo a parlare dell’abolizione della guerra, quando qualcuno parlava di volerla umanizzare. Il nostro lavoro non è straordinario, conclude Strada, ma banale, ovvio, solo che il mondo è a testa in giù e pensa al “mercato” e agli interessi di pochi. La pace, dunque, dovremo conquistarcela col nostro impegno, nessun governo ce la regalerà e perciò la responsabilità individuale è fondamentale per il cambiamento e se ognuno fa un pezzettino, potremo trovarci in un mondo migliore”.

Nel 2006, Emergency ha aperto un Poliambulatorio a Palermo in via G. La Loggia 5/a (Tel: 091 6529498) e garantisce l’assistenza sanitaria gratuita a migranti e non, con o senza permesso di soggiorno, e a chiunque ne abbia bisogno. A eccezione di alcune figure sanitarie e di coordinamento che garantiscono l’organizzazione del servizio, il personale medico, sanitario e amministrativo del Poliambulatorio opera a titolo volontario e gratuito.
Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della direzione generale dell’Asp di Palermo, che ha ristrutturato e messo a disposizione i locali per la conduzione delle attività. Il personale presente è costituito da medici internisti, odontoiatri, pediatri, cardiologi, ginecologi, farmacisti, psicologi e infermieri;

Il Poliambulatorio è aperto durante i giorni feriali dal lunedì al venerdì – h. 9,00 / 18,00

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti”. Riconoscere questo principio ”costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo” (Dichiarazione universale dei diritti umani, Parigi 10/12/1948)

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