Ddl “Città metropolitane”: Monreale annessa a Palermo. Ecco cosa succederà..

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Araba Fenice desk

Nei giorni scorsi è stato approvato dalla Giunta regionale siciliana , su proposta dell’Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica, il ddl “Città Metropolitane”, con il quale si istituiscono nuovi enti territoriali dotati di autonomia statuaria, regolamentare, normativa, amministrativa e finanziaria.
Grazie a questo disegno di legge queste città metropolitane avranno competenze che finora sono spettate alla Regione, come la gestione dei rifiuti, dei beni culturali, dei fondi europei e dell’edilizia popolare; succederanno a titolo universale alle Province e ai Comuni capoluogo (Palermo, Catania e Messina); e si articoleranno il proprio territorio in Municipi metropolitani, che andranno a sostituire i comuni rientranti nel territorio della metropoli. 
Monreale, per esempio, diventerà un Municipio di Palermo, perdendo così gran parte dei suoi poteri e della sua autonomia. 
Dopo l’istituzione delle Città metropolitane, che avverrà anche tramite una consultazione referendaria, è prevista una prima fase transitoria, in cui dovranno essere approvati Statuto, Regolamento per il decentramento e bilanci della nuova città e delle nuove municipalità. 
Successivamente, al primo turno elettorale utile successivo, si procederà alle elezioni dei nuovi organi governativi.
Per quanto riguarda la Città metropolitana, essa sarà governata da un “super-potente” Sindaco metropolitano eletto direttamente dai cittadini, una Giunta metropolitana composta da un numero massimo di 9 assessori, e da un Consiglio metropolitano composto da 35 membri eletti direttamente dai cittadini. Ad essi si affiancherà la Conferenza metropolitana, composta da tutti i presidenti dei Municipi.
Per quanto riguarda invece i Municipi metropolitani, essi saranno governati da un Presidente, eletto direttamente dai cittadini; e da un Consiglio composto da 5 o 7 membri (dipende dal numero degli abitanti), eletti anch’essi dai cittadini con metodo proporzionale. Tutti gli organi rimarranno in carica 5 anni.

Fortemente contrari sembrano essere i sindaci di Monreale, Bagheria e Villabate (3 dei 20 Comuni che verranno annessi alla Città metropolitana di Palermo), i quali oggi invitano gli altri colleghi ad un incontro che si terrà venerdì mattina alle ore 11.00 a Palazzo Butera a Bagheria, per adottare alcune iniziative contro questo ddl governativo.
“Ogni comune ha la propria identità che bisogna mantenere a tutti i costi, – hanno dichiarato Di Matteo, Lo Meo e Cerrito – il Governo non può cancellare millenni di storia e per questo invitiamo i colleghi ad unirsi a noi per evitare ulteriori sconvolgimenti”. 
Gli altri comuni coinvolti saranno Altavilla Milicia, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Capaci, Carini, Casteldaccia, Cinisi, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Misilmeri, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Terrasini, Torretta, Trabia e Ustica.

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