Quale destino per l’ATO PA2 e per i suoi dipendenti?

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L’Avv. Roberto Terzo, commissario liquidatore dell’ATO PA2 ha inviato una lettera al Presidente della Regione Crocetta, all’assessore all’Energia Marino, al prefetto Cannizzo e ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari Territorio e Ambiente e Attività Produttive. Scopo della missiva è sapere come stanno operando gli enti competenti per rispettare la tempistica prevista per l’attuazione della riforma sul ciclo integrato dei rifiuti e quindi sulla costituzione della SRR e delle ARO.

“Avverto un profondo disagio nell’ascoltare il silenzio da parte degli organi competenti circa il destino della società e del servizio”- scrive il dirigente dell’ATO, che chiede di conoscere lo stato di attuazione della normativa e degli adempimenti delegati ai comuni relativamente alla costituzione delle SRR, condizione necessaria per consentire la prosecuzione del servizio senza soluzione di continuità.

La preoccupazione va soprattutto al personale, perché, anche se entro il 30 settembre i comuni soci del nuovo ambito Palermo Ovest costituiranno la SRR, i tempi per il passaggio del personale non potrebbero essere sufficienti. Troppo stretti sarebbero i tempi anche per creare il nuovo assetto societario e per organizzare il nuovo e complesso sistema di raccolta.

Contratti di noleggio, convenzioni per l’approvvigionamento dei carburanti, per la manutenzione degli automezzi e per altre forniture essenziali non potranno essere garantiti”.

Stessa incertezza grava sui provvedimenti autorizzativi del conferimento rifiuti presso le piattaforme di trattamento convenzionate, ormai in scadenza, e alla voltura delle autorizzazioni in materia di gestione degli impianti gestiti dagli ATO.

In mancanza di una proroga per gli ATO, i comuni, dal 1° ottobre, con le prime emergenze sanitarie, dovrebbero ottemperare all’obbligo di far fronte alle crisi igienico-sanitarie facendo ricorso a ditte terze, con conseguente crescita esponenziale dei costi per gli enti locali.

Terzo chiede quindi che la gestione del servizio da parte dell’ATO venga prorogata fino al 31.12.2013, per scongiurare un impasse con le inevitabili conseguenze descritte.

Intanto buone notizie arrivano sul versante del ciclo di trattamento dei rifiuti.

Terzo fa sapere che i diversi servizi del Dipartimento Acque e Rifiuti e del Dipartimento Territorio e Ambiente dovrebbero rilasciare l’ultimo parere tecnico, propedeutico all’ottenimento della “sudatissima” Autorizzazione Integrata Ambientale per mettere in esercizio il nuovo impianto sito a Camporeale, “che se fosse pronto domani – dichiara Terzo – verrebbe gestito dall’ATO (almeno fino al 30 settembre). Diversamente nessuno lo sa, la legge di riforma niente prevede in merito, classico caso di vacatio legis”.

Contemporaneamente sono stati completati i lavori di adeguamento elettrico all’impianto di compostaggio di Bisacquino, ove bisogna “solo” registrare il funzionamento di alcune attrezzature, compromesso a causa del mancato utilizzo.

Improvvisamente l’ambito si ritroverebbe a disposizione in un colpo solo un impianto per il conferimento dell’umido e uno per il conferimento dei rifiuti indifferenziati, previo trattamento di selezione del materiale differenziato.

Il commissario liquidatore spiega che questo impianto permetterebbe di differenziare in loco i rifiuti indifferenziati, risparmiando fatica ai conferitori e ottenendo maggiori percentuali di raccolta differenziata.

Il ciclo, integrato per l’appunto, andrebbe chiuso prevedendo la realizzazione di un impianto (possibilmente in prossimità dell’ambito), capace di trattare il percolato prodotto dalla discarica/impianto. I rifiuti potrebbero addirittura divenire una risorsa:

“In qualche parte in Italia – dichiara terzo – (non in America o su Marte) lo trasformano in liquido idoneo per spegnere gli incendi o, addirittura, per scopi irrigui”.

“Ma ora che si è più vicini alla realizzazione degli impianti che avrebbero dovuto assistere e “servire” il territorio sin dalla costituzione delle varie società d’ambito (per non generare l’oligarchia delle discariche private), ora che si è più vicini all’agognata “razionalizzazione del servizio” e soprattutto ai “costi del servizio”, i dipendenti, i mezzi e le strutture che fine faranno il primo ottobre?

Ad oggi non si sa, forse domani, forse il 30 settembre, forse quando cesserà l’emergenza rifiuti. Ah, dimenticavo, l’emergenza è cessata”. Conclude, sarcastico, l’Avv. Terzo.

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