Pipi ‘muttunati

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tusa big

I pipi ‘muttunati, su troppu belli di manciari, ma cchiananu e scinnunu comu u mastru i l’acqua.

A tempi antichi, verso i primi del novecento, nelle campagne del comprensorio Monrealese, c’era una vera e propria guerra dell’acqua irrigua, gli anziani raccontano che u Menzagnu (Belmonte Mezzagno) si vulia futtiri l’acqua di Murriali e du Parcu, tra fatti e fattacci ci appizzò i pinni Don Gaetano Millunzi u parrinu chi dicia Missa a Cersa (Real Celsi, una contrada monrealese che confina con Altofonte), unni avìa puru na casuzza.

Stu parrineddu quando predicava diceva che finché lui fosse stato in vita nessuno si sarebbe permesso d’arrubbari l’acqua, ma nel 1920 perì per mano mafiosa. Fonti ufficiali attribuisco la sua morte ad altre motivazioni.

Me patri mi cunta che “u mezzagnu” (pagando sottobanco un po’ di gente) in realtà era riuscito a canalizzare l’acqua e portarne via 4 litri al secondo, lasciando inaridire i giardini del comprensorio monrealese, quel poco di acqua che era rimasta bastava a stento pi abbivirare anticchia di nuara…ma grazie ad una frana, si interruppe l’erogazione dell’acqua verso Belmonte e Monreale ritornò a rifiorire… poi negli anni 60 l’onorevole Fasino, l’allora assessore all’agricoltura, fece costruire l’attuale condotta idrica … che adesso è fradicia e purrita.. ma questa è un’altra storia…

Na stu mentri, finalmente l’acqua fu consorziata e da qui nacque la figura du guardianu i’ l’acqua, un uomo preposto a gestire “l’acqua da vicenna”, e a controllare che nessuno rubasse l’acqua e per tanto, ancora oggi, quando eroga l’acqua, acchiana e scinni sempri pi campagni, per controllare che tutto sia a posto.

Ecco perché si dice che una cosa indigesta acchiana e scinni comu u mastru i l’acqua, e i peperoni ‘muttunati, un sulu acchiananu, scinnunu, ogni tantu abballanu, puru a tarantella ,nta vucca di l’arma.

I peperoni ripieni tradizionali si fanno con il ragù di carne ma io li faccio come mi ha insegnato Nonna Nina e cioè vegetariani, ma non per questo meno indigesti, anzi!

Peperoni ripieni per 4 persone

4 peperoni di media grandezza

4 patate

2 melanzane nustrali

Per il picpac:

4 cipolle

I kg di pomodori

Pangrattato fresco

Caciocavallo tenero a pezzetti

Caciocavallo stagionato grattugiato

Abbondante basilico

Olio di oliva q.b.

Preparazione:

portarsi avanti con il picpac e quindi, affettare la cipolla farla appassire nell’olio e aggiungere il pomodoro spellato e tagliato a pezzetti salare pepare e far cuore abbondantemente.

Ridurre le patate e le melanzane in una dadolata molto piccola, friggerle separatamente, prima le patate e poi nello stesso olio le melanzane, metterle a scolare in tanta carta assorbente.

In una ciotola, mettere il caciocavallo tenero tagliato a pezzetti, quello grattugiato, il pangrattato, le patate e le melanzane fritte in precedenza, il basilico tritato e amalgamare il tutto aggiungendo due o tre cucchiai di picpac.

Pulire i peperoni e riempirli con la composta che abbiamo preparato, dopodiché soffriggerli delicatamente e adagiarli su una pirofila da forno ricoprirli con il restante picpac e mettere in forno preriscaldato, 200 gradi circa per una ventina di minuti.

Qualche mese fa li ho preparati a casa di mia sorella, chidda di dda ffora, un caro amico piemontese doc l’indomani ringraziava per la cena e a proposito del peperone avanzato riferiva testuali parole:

mi raccomando a quel peperone che è avanzato ieri sera, visto che hai fatto la gnorri e lo hai ammucciato nel frigorifero, ora trattalo bene e bada che non vada sprecato”!

Antonella Gullo

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