Lettera alla coordinatrice dell’ATO Palermo 2

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Araba Fenice desk

 

Le vie più ardite, dicevamo, perché quelle normali, a 360°, logiche e regolari, sembra siano difficili da praticare.

Un gruppo di donne monrealesi ci ha scritto questa lettera che qui pubblichiamo.

Gentile signora Romano,

siamo stupite per l’appello, rivolto alle donne, che è apparso qualche giorno fa su uno dei 3 giornali online di Monreale e Le rispondiamo da Filodiretto, consapevoli che anche Lei lo legge, a differenza della maggior parte delle donne a cui si rivolge.

L’accorato appello ci ha commosso, e ci permettiamo, per questo, di farLe qualche domanda e di darLe qualche consiglio perché anche noi teniamo al decoro urbano e soffriamo moltissimo, sia quando vediamo discariche a cielo aperto per tutte le strade del nostro Paese, in centro e nelle frazioni, sia quando andiamo a pagare la TARSU che adesso diventerà TARES.

1266634 595061753890133 1079015312 oA questo proposito, siamo preoccupate per il fatto che i nostri amministratori stiano lavorando sulla TARES che però verrà calcolata sulla TARSU che comprende l’aumento illegittimo praticato dall’amministrazione monrealese qualche mese fa; si ricorda quando il popolo insorse? Stiamo riflettendo sul da farsi.

Torniamo al suo appello.

Intanto Lei parla a poche di noi, e siamo quelle che leggiamo i giornali online. Lei penserà che ormai tante donne usano il computer e poi, forse, conta sul passaparola? Non vogliamo disilluderLa, ma molte di noi non leggono i giornali online e non fanno il passaparola.

Olga, per esempio, qualche giorno fa, non riuscendo a dormirci sopra, ci incontra per strada, esterna il disagio di non avere il computer e ci chiede come mai in tanti piccoli paesini della nostra Italia ci sono i collegamenti gratuiti dalle biblioteche comunali e da noi non se ne parla nemmeno. Anzi, chiede, dove sia ubicata adesso la biblioteca e perché gli avvisi alla popolazione non sono più affissi per strada, nemmeno quelli che indicano che l’acqua è inquinata, come è successo spesso in questi ultimi tempi.

Gentile signora, alcune di noi sanno che ci sono orari precisi per il conferimento dei rifiuti nei cassonetti, ma questo avviso non è scritto da nessun’altra parte se non all’albo pretorio online. Sappiamo che l’ecocentro è chiuso di pomeriggio in agosto, come il cimitero, ma l’abbiamo saputo solo dai giornali online. Non lo sapevano nemmeno molti degli utenti che conferiscono all’ecocentro. Mariolina, per esempio, dopo aver caricato, molti mesi fa, e per molte volte di seguito, la sua differenziata sull’auto e averla portata all’ecocentro di via Venero, pensando che fosse definitivamente chiuso, ha ricominciato a conferirla nell’indifferenziato. Non sapeva che il nuovo ecocentro fosse in via Garibaldi. E poi i cassonetti della differenziata dove sono ubicati? Ce ne sono pochissimi, spesso rotti, pieni e traboccanti e, per fortuna, gli operatori dell’ATO, quando raccolgono l’indifferenziata, ripuliscono lì intorno e li alleggeriscono un po’, dice Piera e continua evidenziando la negligenza mostrata nella raccolta all’interno degli istituti scolastici dove ci sono i cassonetti, ma vengono spesso svuotati nell’indifferenziata dagli operatori scolastici perché non viene ritirata regolarmente dall’ATO, mentre gli alunni sensibilizzati dalle insegnanti provvedono a differenziare in classe, mentre nessuno degli uffici comunali pratica la raccolta differenziata.

703562 595061227223519 1600727315 oLei sostiene anche che sono 1500 gli utenti (famiglie) che conferiscono negli ecocentri. Ci sembrano ancora troppo pochi, considerando il fatto che queste strutture sono aperte dal 2010. Bisogna fare una campagna più incisiva, secondo Noi, e utilizzare la trasparenza sui dati e sollecitazioni continue avvalendosi di ogni tipo di strumento.

A proposito degli ecocentri, poi. Ci sembra assurdo che, per una popolazione di 35 mila abitanti, siano attivi solo 4 ecocentri, considerando anche quelli di Pioppo, Aquino e Villaciambra, che funzionano “a scartamento ridotto”. Le nostre nonne e le nostre vecchie zie, le nostre mamme, le nostre figlie – e in molti casi anche noi – non possono trasportare a piedi la differenziata, afferma anche Emilia che abita vicino al Cimitero e non guida l’automobile.

Ha pensato al costo del carburante? Bisogna usare l’automobile quindi, o ci suggerisce di venirLa a trovare a piedi, giornalmente, con piccole sportine, come fa Piera che abita in via Aldo Moro? Mia nonna, che abita nel quartiere della Carrubella, non può farlo, dice Giusy, che abita a Castelvetrano, dove l’organizzazione della raccolta differenziata funziona con l’utilizzo di una comoda card.

Si è chiesta quanto costa a noi fare la differenziata? “Per un amore mille pene” dirà Lei. Ma quando le discariche sono ubicate sotto casa nostra per la maggior parte dell’anno e ci sorbiamo puzze, incendi, insetti, topi e scarafaggi, come pensa che possiamo andare all’ecocentro? Non ci sono nemmeno i cassonetti dell’indifferenziata – lamenta Luisa – in via Tavola Rotonda, dove l’unico albero che c’è viene circondato artisticamente da sacchetti maleodoranti che stanno lì per giorni e settimane.

Le confessiamo che, quando abbiamo sentito dire che servono 40 mila euro per i cassonetti di Pioppo – dove, “sulla carta” si scrive che si fa la raccolta “porta a porta” – non ci abbiamo creduto. La spazzatura noi donne di Pioppo, ce l’abbiamo sui marciapiedi da mesi. Si, ogni tanto la prelevano, si deve riconoscere, ma solo ogni tanto, dicono Sara di Pioppo e Gaetano di Giacalone, e con le ruspe, anche.

E poi, un’altra cosa: Lei dovrebbe considerare, come rileva Maria, che NOI che differenziamo, facciamo un lavoro certosino, non solo separiamo la spazzatura e ve la portiamo, ma ripuliamo i contenitori di acciaio, di vetro e di carta. Come ci ripagate? In altri piccoli e grandi paesi della nostra Italia, gli utenti, sia uomini che donne, come dice Sergio, utilizzano delle pratiche “intelligenti” per sensibilizzare i cittadini. Sappiamo, infatti, che si conferisce la differenziata utilizzando delle carte elettroniche, da cui viene detratta la cifra che dovrebbe essere pagata per la TARSU, fino ad andare in attivo. Il cittadino, dunque può anche guadagnare denaro e l’azienda che si occupa di riciclare, riesce anche a pagare il servizio che rende, compresi gli stipendi ai propri operai. Noi qui, le ricordiamo, che l’ATO ci costa milioni di euro all’anno e la nostra città è, a voler essere buone, quasi sempre “sudicia”. Inoltre, come ricorda Rosa, quando si cominciò a pubblicizzare il lavoro dell’ecocentro, c’erano in palio vettovaglie e premi che vennero distribuiti in maniera poco chiara e solo per qualche mese. Inoltre il sindaco ha detto più volte che avrebbe ridotto la tassa sullo smaltimento dei rifiuti a chi differenziava, ma questo evento viene rimandato di anno in anno.

Le chiediamo anche, come mai vicino all’ecocentro di Aquino c’è addirittura, quasi sempre, una discarica a cielo aperto e dentro lo stesso edificio ci abita una famiglia?

A San Martino e Grisì, che dista almeno 27 chilometri da Monreale, non ci sono ecocentri.  

Adesso concludiamo.

1266920 595062293890079 84384017 oNOI non viviamo nel mondo dei sogni, ma in mezzo alla spazzatura e visti gli appelli continui alla popolazione, e non ultimo questo alle donne, non vorremmo si pensasse sia un problema di “genere” e che oggi sia colpa delle donne se non si fa la raccolta differenziata. Noi che leggiamo gli appelli online però vogliamo farla, la facciamo e vorremmo che tutti la facessero perché il nostro Paese possa essere pulito, e molte di noi differenziano da anni, ma Lei non ci facilita per niente! Non vogliamo criticare, ma dialogare e collaborare per tenere il discorso sempre aperto.

E, per ultimo, ma non perché meno importante, una cosa che ci preme moltissimo è conoscere in maniera precisa i dati della raccolta differenziata, sia per quanto riguarda le quantità di rifiuti conferiti, che gli introiti. Sul sito dell’ATO le tabelle non sono molto chiare, afferma Rosalia, e, in particolare, ci sembra che sia stato trascurato il dato che riguarda il quantitativo della raccolta dell’acciaio/alluminio; vorrebbe darci chiarimenti in proposito? Il Commissario Terzo, in una intervista video a Filo Diretto, aveva dichiarato che ci teneva alla trasparenza.

SalutandoLa, vorremmo esprimere un nostro desiderio: gradiremmo, anche come premio per il lavoro che svolgiamo differenziando a nostre doppie spese, che Lei organizzasse per noi e per le “nostre figlie” delle gite periodiche presso le piattaforme, i centri di raccolta e di trasformazione delle risorse/rifiuti che differenziamo con tanta fatica, per continuare a credere che sia utile farlo.

RingraziandoLa per l’attenzione,

e augurandoci che si possa svolgere un buon lavoro…

Le donne di Monreale e frazioni che hanno colto il suo l’appello

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