Vi presentiamo Claudio Leto, neo-dirigente della Scuola media statale Guglielmo II

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Se l’esperienza ha un peso nella carriera di un dirigente, il Prof. Leto, che ha insegnato per 25 anni matematica e fisica presso il Liceo Scientifico Cannizzaro di Palermo, ci confida di non aver mai dimenticato la valenza di ogni attività svolta poiché ognuna è stata propedeutica alla successiva.

Quando sono stato docente – racconta – non ho dimenticato cosa significa essere studente, così come negli ultimi 7 anni di carriera di dirigente non ho scordato di essere docente.

Per 8 anni è stato, inoltre collaboratore di presidenza nelle classi e per 4 anni il collaboratore vicario; di questi 4 anni, precisa due a tempo pieno e due con semi-esonero coniugando l’impegno in aula.

Afferma il Prof. “Per me il rapporto diretto con i ragazzi è fondamentale.”

Obiettivo-cardine del lavoro dirigenziale sarà il riscatto dei più deboli; deboli sotto ogni punto di vista : “Mi è caro il problema della dispersione scolastica, il sostegno dei ragazzi più fragili, dei diversabili, la lotta per la legalità perché noi formiamo cittadini, potenzialmente futuri membri di una società che io vorrei non fosse quella che ho vissuto io, di mafia.

Nelle scelte del dirigente sono pregnanti la personalità oltre la professionalità; anche la scelta dell’Istituto monrealese trova radici nella sua storia personale, infatti, il nonno era originario di Monreale.

Posto di fronte alle storie delle difficoltà del territorio, facendo riferimento in particolare agli episodi di vandalismo nonché di dispersione scolastica, Leto risponde di avere forti motivazioni di tipo sociale.

Da giovane universitario ha svolto per molti anni attività di doposcuola a titolo gratuito all’interno del quartiere Borgo Nuovo di Palermo e questa esperienza forte lo fa sentire preparato ad affrontare le esigenze che il contesto scolastico richiederà.

Alla domanda “Cosa le piace della scuola pubblica?” il neo dirigente risponde di essere affascinato dal concetto stesso di pubblica perché deve essere un’opportunità uguale per tutti. Le scuole pubbliche, precisa, non hanno la giusta attenzione all’interno dello scenario nazionale politico;Istruzione e Sanità dovrebbero, invece, essere priorità.

Il dirigente ha già incontrato Sindaco e Assessore all’Istruzione e ha colto l’occasione per sottoporre alla loro attenzione le carenze della struttura scolastica.

Dopo aver fatto la dovuta panoramica sull’eterna condizione di penuria del Comune, ottimisticamente il Sindaco ha promesso che entro due anni la centrale, grazie a dei finanziamenti, verrà ristrutturata e potranno essere ripristinate le classi ospiti della Badiella e del Mattarella.

A breve il dirigente conta di incontrare il vescovo in qualità di gestore delle strutture ospitanti.

A tal proposito è stato chiesto quale tipo di rapporto auspica tra Chiesa e Scuola.

Precisando l’importanza della collaborazione tra tutte le istituzioni, sia esse pubbliche che religiose, per il perseguimento di fini comuni nel rispetto degli ambiti, il dirigente crede nella laicità della scuola e nel pluralismo.

All’interno della scuola s’incontrano mondi e culture diverse che devono convivere e crescere.

Il Pluralismo è un bene assicurato dalla nostra Costituzione, su cui non possiamo transigere. Io sono un difensore della Costituzione.”

Infine è stato chiesto su quale argomento centrerà il discorso di presentazione al collegio docenti:

sui ragazzi e sulle loro esigenze, al di sopra di tutto c’è questo.

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