Cambio al vertice dell’istituto scolastico Pietro Novelli

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Araba Fenice desk

La professoressa Chiara Di Prima stamattina ha fatto il giro dei locali dell’istituto scolastico Pietro Novelli. Stefano Gorgone, per tanti anni alla dirigenza del Novelli, ha ufficializzato il passaggio di consegne.
Di Prima è al suo primo incarico da dirigente scolastico. Neovincitrice di concorso, 39 anni, originaria di Alcamo e madre di due figlie, risiede a Menfi.
Il suo ultimo incarico è stato all’istituto comprensivo Capuana di S. Ninfa, come insegnante specialista di lingue straniere presso 9 classi della scuola primaria.
Ed è con un po’ di emozione che guarda al percorso didattico svolto per tanti anni, un passato che le ha fornito la necessaria esperienza per affrontare con competenza il nuovo ruolo.
Il curriculum è molto vario:
E’ stata insegnante di matematica e fisica presso un istituto superiore di Partinico. Diplomata in pianoforte nel 1996, è anche musicoterapeuta. È stata inoltre collaboratrice del dirigente scolastico e ha ricoperto l’incarico di “funzione strumentale alla continuità”. Ha lavorato anche presso un istituto di Mazara, dove, tra l’altro, curava la comunicazione e i rapporti con la stampa. Ed è da noi che ha voluto conoscere i primi dati sulla dispersione scolastica nel territorio.
La prof. ssa Di Prima vive con molto entusiasmo questo primo incarico di dirigente scolastico: “Una sfida nella quale cercherò di trasformare le mie “idee” in progetto”. E’ il suo motto.
“L’autonomia ha dato alla scuola la “flessibilità”, lavorerò per utilizzare gli strumenti che la norma consente per incidere sulla qualità della formazione dell’alunno, visto come individuo. Questo non potrà che avvenire attraverso un esercizio consapevole e responsabile della professione di docente”.
La dirigente sfodera una grande voglia di contribuire alla crescita dell’istituto. Precisa che non vuole stravolgere l’esistente, bensì arricchire e valorizzare le risorse esistenti.
Le abbiamo chiesto quale immagine le piace associare alla scuola. “Una rete – è stata la sua meditata risposta – “una rete attraversata da nodi” che evoca “il soggetto ecologico” di Edgar Morin, dove ogni elemento dell’ecosistema è autonomo ed autosufficiente, ma che nella relazione d’insieme, che regge la rete, la forza di un nodo, in positivo o in negativo, sposta la rete stessa”.

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