TARES 2013: Il consiglio comunale approva lo slittamento della prima rata di luglio

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Con il decreto Salva Italia è stata introdotta la TARES (“Tassa sui rifiuti e sui Servizi”) che dal 2013 andrà a sostituire la vecchia Tarsu.
La TARES, a differenza della Tarsu, dovrà coprire interamente i costi del servizio di smaltimento dei rifiuti e degli altri servizi(illuminazione pubblica, manutenzione strade, ecc.) che l’ente garantisce al cittadino.
L’introduzione di questa nuova tassa comporterà un aumento di 30 centesimi al metro quadro a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, a cui poi lo stesso comune potrà aggiungere altri 10 centesimi (quest’anno non è possibile farlo).
 
Secondo il decreto, il soggetto attivo dell’obbligazione tributaria è il comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo”. Il soggetto passivo, invece, è “chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani”.
 
La normativa prevede che c’è tempo fino al 30 settembre per redigere il regolamento che andrà a disciplinare il tributo e per ottenerne l’approvazione da parte del consiglio comunale.
Tuttavia, come spiegato dall’assessore La Fiora, “in regime di TARSU paghiamo già nel 2013 il tributo relativo al 2012”.
Per evitare un accavallamento dei due tributi nell’arco dello stesso anno (TARSU 2012 e TARES 2013), la Giunta ha proposto al Consiglio comunale lo slittamento della decorrenza della rata 2013 della TARES.
Il Consiglio, con 15 voti favorevoli e 2 astenuti, ha perciò approvato la proposta di una rateizzazione della TARES 2013 in quattro tranche: Ottobre e Dicembre 2013, Febbraio e Aprile 2014. Poi si dovrà pagare la TARES 2014 nei mesi di Maggio, Luglio, Settembre e Novembre 2014.
 
Resta comunque la possibilità di prevedere eventuali riduzioni o esenzioni da parte dell’ente locale, oltre a quelle già previste dalla legge: “Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, il tributo è dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita”.
 
Particolarmente interessante per i cittadini monrealesi potrebbe essere il comma 20 dell’art.14 del decreto salva enti, secondo cui “il tributo è dovuto nella misura massima del 20% della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente”.
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