Negati i soccorsi ad un cane in fin di vita: il Comune di Monreale denunciato dall’associazione UNA

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Araba Fenice desk

 Un altro, ennesimo, episodio di completo disinteresse verso gli animali da parte degli uffici del Comune di Monreale: un cane investito ed una ragazza che chiede aiuto per soccorrere il cane.
Il 20 Giugno l’associazione animalista UNA, presieduta da Giuseppe Lo Vecchio, ha presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo un esposto contro il Comune di Monreale, reo, secondo il Presidente Lo Vecchio, di non aver prestato aiuto ad un cane investito gravemente lungo la strada di Pezzingoli. I fatti si riferiscono al giorno 14 Giugno, quando C. C. trovava, riverso sull’asfalto, un cane investito che presentava gravissime ferite. 
Lo Vecchio recandosi sul posto, dopo essere stato contattato dalla ragazza, chiamava i Vigili Urbani di Monreale i quali, dopo essere giunti sul posto, interessavano invano l’irreperibile ufficio competente dell’area Gestione Territorio anche nella persona dell’ingegnere Busacca, come si legge nella denuncia. 
La ragazza quindi, su proposta del personale dei vigili urbani, portava il povero cane presso i locali dell’Acetilene, affinché gli venisse prestato soccorso medico. Ma una volta arrivati, giungeva notizia che i medici del Distretto 11 dell’Asp 6 di Palermo si rifiutavano di recarsi sul posto poiché a Monreale non c’è a disposizione un presidio veterinario adeguato. La ragazza quindi si vedeva costretta a raggiungere l’ambulatorio di via Pindemonte ed in seguito presso una clinica privata in cui veniva deciso di praticare l’eutanasia sull’animale ferito gravemente alla colonna vertebrale. “Contattata la polizia municipale – dichiara Lo Vecchio – chiedendo se poteva essere praticata l’eutanasia, ed a chi dovevano essere intestate le spese mediche, considerato che i cani randagi monrealesi sono affidati al sindaco Di Matteo e intestati al dirigente dell’ufficio preposto Busacca, mi veniva ribadito che il personale dell’ufficio era irreperibile. Non mi rimaneva quindi che affrontare personalmente le spese mediche e dare impropriamente l’autorizzazione alla eutanasia”.
Anche per la sepoltura del cane, dopo aver portato il cadavere presso la caserma dei vigili urbani, Lo Vecchio si vedeva costretto ad agire personalmente. 
“Tutto ciò nella totale latitanza degli uffici comunale preposti, che come sempre nell’ultimo decennio si sono dimostrati omissivi ed inadempienti, con il tacito silenzio–assenso dell’amministrazione comunale. – continua la denuncia dell’associazione UNA – Si chiede quindi di perseguire penalmente i responsabili diretti ed indiretti, di cui si richiede la punizione, per l’ennesima volta”.

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