La dispersione non è solo scolastica

0
Araba Fenice desk

Il fenomeno della Dispersione Scolastica è ben noto in Sicilia ed è stato affrontato sin dal 1989, quando sono stati attivati a Palermo e, successivamente, anche in diverse altre province, gli Osservatori Provinciali contro il fenomeno della Dispersione Scolastica. 

Gli Osservatori si sono andati definendo come una struttura operativa, una “task force”, che avrebbe consentito di mettere in relazione la conoscenza del fenomeno, la programmazione, l’organizzazione degli interventi e la verifica delle azioni avviate.

Negli anni, con la riduzione delle risorse, anche il numero di molte figure professionali, che erano state formate con grande dispendio di energie economiche, sono state ridotte e oggi, in molte scuole, le insegnanti lavorano per arginare questo fenomeno, in regime di volontariato attraverso i G.O.S.P. (Gruppi Operativi di Supporto Psicopedagogico), che non trovano ancora spazi e tempi ufficiali e una adeguata formazione per le loro azioni, all’interno delle singole istituzioni scolastiche.

Le indagini, avviate dai Carabinieri all’inizio di quest’anno, hanno evidenziato la drammaticità delle condizioni in cui versa il nostro paese. Attraverso i numeri della dispersione, leggiamo non solo un fenomeno di abbandono da parte di molti genitori che non attribuiscono più alla scuola nessun valore per la crescita dei propri figli, ma l’abbandono di questa amministrazione nei confronti delle problematiche scolastiche.  I servizi sociali carenti di personale impediscono il concretizzarsi dell’intervento da parte degli assistenti sociali che hanno una visione precisa delle condizioni socio-culturali delle famiglie monrealesi. Così come la carenza di personale di polizia municipale, non consente di intervenire presso le famiglie perché vengano sollecitate  a ripristinare la frequenza scolastica, prima dell’intervento dei carabinieri. All’interno delle nostre istituzioni scolastiche non esiste un servizio di “psicologia scolastica” al quale possano afferire i genitori, le insegnanti e i bambini/ragazzi per poter affrontare, con l’aiuto dell’esperto, le problematiche relative alla scuola.

Questi servizi, che già in altri paesi funzionano da anni, sarebbero importanti per poter affrontare il fenomeno della dispersione scolastica a cominciare dalla scuola materna anche se non obbligatoria. Inoltre, aver decentrato la sede dell’osservatorio in quel di Palermo, ha disgregato quella difficile realtà monrealese che si confrontava, diverse volte all’anno, quando la sede dell’Osservatorio era a Monreale. Le associazioni di volontariato che facevano parte dell’Osservatorio e che davano un contributo non indifferente alla definizione, alle modalità di approccio al problema, e alla messa in campo di risorse umane utili, non hanno più occasioni per confrontarsi e per progettare insieme interventi sul territorio. Le psicopedagogiste che si muovono all’interno di questa difficile realtà sono sempre troppo poche, e, dovendo pure viaggiare per il vasto territorio del distretto 11, prima di entrare nel merito delle problematiche, è già passato un anno. Si auspica dunque, tanto per cominciare, la ricostruzione di una RETE per lavorare ad un tavolo di progettazione anche e soprattutto con l’amministrazione comunale, che cosciente della drammatica dimensione del fenomeno e delle nefaste implicazioni sulla società futura, è chiamata,  in vari modi, ad affrontarne le sue criticità.

Io credo che sarebbe interessante se nei nostri Comuni cominciassero ad esserci gli assessori alla Fantasia, alla Creatività (Gianfranco Zavalloni).

Ricevi tutte le news
Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com