Lettera di un Arbitro

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Araba Fenice desk

Caro calciatore , chi ti scrive è colui che vedi come un nemico, un avversario, un incompetente, il mostro contro cui combattere. Nessuna di queste caratteristiche mi appartiene , non voglio che tu perda, non voglio che ti faccia male, non voglio distruggerti una serata di divertimento, non voglio andarti contro a tutti i costi, nessuna di queste idee mi sfiora la mente per un solo istante, come te sono un essere vivente, come te posso sbagliare, come te posso non vedere quei pochi millimetri che separano il gioco dal non gioco. Cerco sempre e comunque di mettere a tua disposizione le mie competenze tecniche, questo non è sintomo di superiorità… me ne guardo bene dall’esserlo, come te sono stato in quel “maledetto” rettangolo di gioco , dove pochi centimetri diventano metri, dove la cassa toracica si espande quasi provocando dolore, dove ogni metro fatto è una vittoria personale contro i tuoi limiti, dove il gruppo vince ed il singolo perde, dove pare che tutti siano contro di te. 
Ho condiviso con te vittorie e sconfitte, ho condiviso con te dolore e sudore, non rovinare tutto denigrando ciò che rappresento soltanto perché la società ci ha cresciuti con questo dogma, scegli di perseguire la strada della comprensione, la stessa comprensione che ti riempie quando un tuo compagno si divora il goal della vittoria a porta vuota, quella comprensione che ti fa aiutare il tuo compagno in difficoltà. Prova a pensare alla mia partita…. appena arrivato al campo con gli occhi addosso per ciò che rappresenti, commenti su commenti ancor prima di indossare la divisa, entrare in campo consapevole che ti aspettano 20 persone pronte a dire e a fare di tutto per dar forza alle proprie ragioni, e tu dentro di te pensi: “Oggi si che sarà dura!”, sapere che in ogni istante potrebbe sfuggirti qualcosa così che inconsapevolmente ti porterà a non essere in grado di prendere una decisione e di conseguenza affrontare decine di persone che dicono la loro, essere soli.
Tutto dipende da te, il destino della gara è nelle tue mani, saturo di adrenalina porti il fischietto alla bocca, comincia la gara. Ritmi serrati, continui capovolgimenti di fronte e tu li con l’occhio attento a non perdere neanche per un solo secondo di vista l’azione mentre il portiere dall’altra parte del campo parla con te, le panchine parlano con te e tu fai finta di non sentire.
Azione confusa; fallo! fischi e sistematicamente le fazioni si dividono. Chi a favore del fallo, chi contro e per “puro caso” tu che hai commesso il fallo non sei d’accordo con me. Protesti, urli, inveisci ed io li a subire queste reazioni pensando che quel cartellino rosso, che ti permetterebbe di andare a fare prima la doccia, è nella mia tasca. Sarebbe semplice tirarlo fuori e mandarti via ma poi penso: “E’ qui per divertirsi”. Parlo con lui e cerco di calmarlo ma è tutta un’ipocrisia, all’azione successiva solita scena e solite orecchie da mercante.
Finisce la partita. Per una squadra sei il miglior arbitro del mondo, per l altra il più scarso. Uscire dal campo e sentire alle tue spalle frasi dette sottobanco ” se fosse venuto un altro arbitro avremmo vinto “,” no ma è un cretino ” , ” scarso come non mai “. Senti tutto questo e nella tua mente ripercorri la partita. Vorresti voltarti e dire a coloro che stanno commentando: “Hai subito 100 tiri in porta, 10 goal, 4 pali, 2 traverse; hai commesso 20 falli, hai protestato tutta la partita contro di me invece di mettere impegno nella gara e adesso te la prendi con me? Tutta colpa mia ?”. Ma non lo fai, ritorni stressato nello spogliatoio ripensando agli errori che hai commesso e promettendo a te stesso di fare più attenzione. Ecco la mia gara amico calciatore, prova ad immedesimarti nel ruolo e vivilo con l’immaginazione. Se lo farai realmente la prossima volta che mi vedrai, non guarderai solo la divisa ma spero guarderai l’uomo che la indossa e ripensando a tutto ciò forse giocherai meglio anche tu. Questa lettera è indirizzata a tutti gli amanti dello sport, a tutti coloro che credono nella lealtà e nel sacrificio. Viviamo lo sport con onore e posso garantirvi che lo sport ci onorerà.

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