Consiglio comunale: La presenza del consigliere verrà certificata dal solo appello

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Ad oggi, è sufficiente che un consigliere comunale sia presente in aula al momento dell’appello iniziale o dei singoli appelli durante la seduta per essere considerato presente, indipendentemente dalla sua effettiva partecipazione ai lavori. 

L’assessorato alla famiglia ha chiesto ai consigli comunali di esprimersi per dare un’interpretazione più vincolante al significato di “effettiva presenza” dei consiglieri comunali alle sedute d’aula. Questo per scongiurare il rischio di danno erariale. Difatti, oltre al versamento della diaria al consigliere comunale, il comune è tenuto a pagare al datore di lavoro del consigliere il costo della retribuzione giornaliera spettante. Un impegno gravoso, da sostenere anche se il consigliere, subito dopo l’appello, abbandona i lavori d’aula.

Dagli uffici del segretario comunale era venuta fuori la proposta di considerare valida la presenza del consigliere se avesse partecipato ad almeno una votazione. Il consigliere Romanotto ha espresso le proprie perplessità su questa interpretazione, perché si sarebbe potuto verificare che, in caso di consiglio rimandato per assenza del numero legale, i consiglieri puntualmente presenti verrebbero considerato assenti. La proposta del segretario non è stata accolta dalla prima commissione consiliare, che ha portato in aula una proposta, poi approvata, che non ha apportato di fatto variazioni all’attuale statuto.

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