LA VERITÀ SULL’ATO: Il video e il racconto dell’intervista

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Cosa è l’Ato (min. Inizio-10)

Gli Ato (Ambito Territoriale Ottimale) nascono con il decreto Ronchi e sono delle società d’ambito che svolgono il servizio di igiene urbana. Nello spirito istitutivo della normativa che li ha creati vi era un fine mutualistico tra i comuni e un fine legato al risparmio del costo del servizio, anche se di fatto questo sistema evidentemente ha mostrato tutte le sue criticità.

Non tutti gli Ato però sembrano funzionare male: secondo il consigliere Lo Biondo, infatti, la Corte dei Conti con deliberazione n. 101/2012 VSGF del 14/12/2011 parla di alcuni comuni in cui viene offerto un servizio efficiente grazie alla raccolta differenziata e ad un’ottima capacità gestionale. Tutto ciò sembra però essere mancato nell’Ato2 (quello di cui Monreale è socio di maggioranza), come infatti viene ammesso da una nota ufficiale dell’Alto Belice Ambiente SpA (ABA), con protocollo 942 del 16/03/2012, in cui i liquidatori (Castronovo, Vetrano, e lo stesso Roberto Terzo) parlano di “non corretta gestione della società” e di una loro “comunicazione, in merito, all’autorità giudiziaria competente” (vedi l’allegato n.1 in fondo all’articolo).

 

Controllo dei bilanci dell’Ato. (Min 12- 27)
Il bilancio è un documento economico finanziario che ha una doppia natura, bilancio di previsione (prevede i costi per l’anno successivo) e bilancio consuntivo (approvano le spese relative all’anno trascorso). L’approvazione di questi conti rientra nelle competenze dell’Assemblea dei sindaci.
Il bilancio dell’Ato, infatti, deve essere approvato dai revisori dei conti dell’Aba, detti sindaci (1); controllato e vidimato da una società terza di revisione dei conti (2); e trasmesso nel bilancio del Comune, il quale poi deve essere a sua volta vidimato da altri revisori dei conti (3).

L’attenzione del consigliere Lo Biondo si è spostata proprio sul controllo dei bilanci dell’Ato2: “l’anomalia sta nel fatto che vi era una persona che, nello stesso tempo, era revisore dei conti dell’Aba (1), aveva una sede giuridica nello stesso posto in cui vi è la sede giuridica della società terza di revisione dell’ABA (2), ed era revisore dei conti del comune di Monreale (3). Il responsabile economico dell’Ato, inoltre, è consulente di un Comune che fa parte della società stessa, per cui vi è un conflitto di competenze che è eticamente contestabile.” Quindi il controllore e il controllato sembrano essere la stessa persona.

L’avv. Terzo ha risposto difendendo il suo dipendente: secondo il liquidatore, infatti, un soggetto che contribuisce a far quadrare i conti da due postazioni diverse può arrecare un vantaggio sia per l’ente partecipato che per l’ente locale, in quanto le due cariche non sono incompatibili. Detto ciò, ha precisato che la Corte dei conti fa comunque dei controlli dettagliati e ha invitato il consigliere a fare delle denunce, ma solo se in possesso di prove certe.

Viene anche ricordato che, nel caso dell’Ato2, il bilancio del 2010 è stato approvato ma successivamente impugnato da alcuni soci. Per questo motivo si è aperto un contenzioso che avrà delle conseguenze sui bilanci successivi (2011 e 2012), che non sono stati approvati nonostante sia stata convocata l’Assemblea dei sindaci. Qualche anno fa si è ricorso a società di certificazioni dei bilanci che però non hanno potuto svolgere il proprio lavoro a causa della mancanza di un accordo sui bilanci tra l’Ato e alcuni Comuni. In questi casi si rischia di spendere migliaia di euro per non ottenere nessun risultato.

Voci di spesa ed entrata dell’Ato, problema dei noli, dei formulari tecnici e dei lavoratori (min. 28- 62)
I Comuni sono sia proprietari della società Ato che fruitori del servizio. 
Le voci di entrata sono rappresentate dai corrispettivi versati dai Comuni e ricavati attraverso la riscossione della TARSU e della TIA (tra poco diventeranno TARES). 
Le voci di spesa sono rappresentate, invece, dai costi di gestioni del servizio (costi di conferimento in discarica, personale, manutenzione dei mezzi, ecc).

Il consigliere Lo Biondo ha evidenziato che, nonostante la spesa esosa, non si riescono comunque a coprire gli stipendi, la manutenzione, la sostituzioni dei cassonetti rotti, ecc. La principale anomalia riguarda i noli, che si distinguono in “noli a caldo” (affitto di mezzi con l’autista) e “noli a freddo” (affitto di mezzi senza l’autista). 
Per quanto riguarda ciò, sembra che vi sia un solo contratto di nolo a caldo di n. 2 autocompattatori (vedi allegato n.2 in fondo all’articolo). L’interrogativo che viene quindi posto è: “esiste un solo contratto di nolo o non si vogliono far conoscere gli altri?…..sempre che esistano”.

L’avv. Terzo ha affermato che Monreale produce, nel periodo invernale, 50 mila tonnellate giornaliere di rifiuti e 65 mila nel periodo estivo. La raccolta dovrebbe avvenire attraverso 5 compattatori di 23mq (ne sono disponibili solo 3) e 6 mezzi meccanici con vasca da 5mq (anche in questo caso ne sono disponibili solo 3). La carenza strutturale di mezzi e la mancanza di soldi per riparare quelli guasti, obbliga quindi l’Ato a rivolgersi a ditte esterne per i noli.
Quando vengono affittati i mezzi, la società che si aggiudica la gara non pretende il pagamento immediato, per cui diventa creditrice dell’Ato. Per la riparazione dei mezzi, invece, tutto ciò non è possibile. 
Gli aumenti dei costi, quindi, sono causati dalla situazione di emergenza (anche se i noli venivano fatti da prima). 
All’interrogativo del consigliere Lo Biondo comunque non si è data risposta.

L’attenzione poi si è spostata sui “formulari tecnici“, cioè documenti di trasporto che il trasportatore porta con sè quando va in discarica e che servono per certificare le quantità di rifiuti conferiti. 
Quando viene completata la raccolta dei rifiuti in città, viene effettuata una pesatura (in realtà a Monreale ciò non è possibile perché lo strumento non funziona da decenni, quindi si deve fare una valutazione approssimativa), mentre, quando si arriva in discarica, l’impianto è dotato di un ulteriore sistema di pesatura che certifica l’esatta quantità conferita. Questi dati vanno inseriti, sia dall’Ato che dalla società proprietaria della discarica, proprio nei “formulari tecnici” (vedi, allegato n.3 in fondo all’articolo).

In questo caso Lo Biondo ha mostrato alcuni formulari in cui non vi è specificata la quantità conferita (vedi, allegato n.4 in fondo all’articolo) o altri in cui si evince che la quantità di rifiuti trasportata è inferiore a quella massima. Tutto ciò  inevitabilmente porta ad avere accumuli di rifiuti e quindi alla necessità di aumentare i turni o giorni di lavoro e quindi i giorni dei ricorsi ai noli attraverso le procedure d’urgenza. Si è chiesto quindi come mai nel maggio 2011 i mezzi non venivano riempiti completamente nonostante la città fosse invasa di rifiuti.

L’avv. Terzo ha spiegato che questo problema è dato dal verificarsi di una serie di situazioni che non ne consentono il riempimento come, per esempio, il guasto del mezzo. 
Secondo il liquidatore, inoltre, può capitare che siano gli stessi operatori a non voler riempire il mezzo per protestare a causa del mancato percepimento dello stipendio. Queste casistiche sono comunque oggetto di verifica dei dirigenti. Proprio i lavoratori vanno differenziati, poiché vi sono “persone perbene, che con lo stipendio che non percepiscono in maniera puntuale ci sfamano famiglie intere, che lavorano più di quanto dovrebbero”, ma anche persone che “spesso sono malate senza motivo oppure sono in ferie ingiustificate”.

 

Assunzioni all’Ato (min. 63-72)
In passato le assunzioni sono state fatte attraverso chiamata diretta, quindi senza concorsi pubblici, e in funzione di un accordo di programma quadro che stabiliva i principi delle assunzioni. I lavoratori, quindi, venivano scelti, in ordine, tra i dipendenti degli enti locali che avevano svolto mansioni nell’ambito della raccolta dei rifiuti, gli ASU (attività socialmente utili), i dipendenti di ditte esterne che avevano lavorato per conto dei comuni, e i dipendenti delle municipalizzate o ex municipalizzate. Adesso, però, vi è un blocco delle assunzioni per cui non è possibile assumere nessuno.

Secondo l’avv. Terzo vi è un sovradimensionamento di dipendenti amministrativi rispetto agli operatori: “se vi fosse stato un minimo di lungimiranza, probabilmente oggi vivremmo meglio”.

Lo Biondo ha affermato che questo sovrannumero è causato dalla mancanza di un piano industriale mai attuato, con il quale si sarebbe dovuto stabilire quanto personale (ma anche quanti mezzi) era necessario per svolgere efficacemente il servizio. Il piano industriale sarebbe servito anche per quanto riguarda gli start-up, cioè per stabilire cosa sarebbe servito per arrivare a svolgere un servizio di raccolta differenziata. Almeno su questo i due intervistati sembrano essere stati d’accordo.

 

Raccolta differenziata (min. 73-fine)
“La presentazione del progetto di raccolta differenziata a mio avviso è stata piuttosto prematura, perché prima doveva essere catechizzata in maniera più attenta la comunità“, ha rimproverato Roberto Terzo. 
A Monreale vi sono più di 850 cittadini che conoscono e sono registrati all’ecocentro (l’intenzione dell’Ato è quella di pubblicare l’elenco dei loro nomi), che quindi differenziano, più o meno correttamente, i rifiuti e che hanno un’aspettativa circa la riduzione della TARSU in funzione delle loro percentuali di raccolta. 
Inoltre, da Gennaio è iniziata la raccolta differenziata del vetro presso i commercianti (bar, ristoranti, ecc). L’obiettivo finale è quello della raccolta “porta a porta”. “Ma se la comunità non rispetta le ordinanze comunali sarà tutto inutile, perché il cambiamento deve avvenire dal basso”, spiega amareggiato il liquidatore.

Per finire sono arrivate anche le proposte del consigliere Lo Biondo: riprendere il progetto di premiazione di educazione ambientale delle scolaresche già svolto nel 2009; estendere maggiormente agli uffici pubblici e alle scuole gli strumenti che già esistono per svolgere la raccolta differenziata; e iniziare a ragionare in termini di società privata per migliorare in continuazione tutto ciò che non funziona in maniera corretta.

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