“Insieme contro la violenza sulle donne”: dibattito al Collegio di Maria

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Il Collegio Di Maria ha ospitato ieri una conferenza incentrata sul tema della violenza di genere. All’incontro presenti il presidente della Fondazione Greco Carlino, Antonio Cangelosi, il preside Lillo Aricò dell’Istituto Pietro Piazza, l’Avv. Rosaria Messina, membro del CDA dell’Ente ospitante e l’assessore alla Cultura Lia Giangreco. Di fronte ad un’aula gremita di sole donne, le dott.sse Vittoria Messina e Stefania Campisi, rispettivamente presidentessa ed educatrice dell’Associazione “Le Onde Onlus”, hanno tenuto una lezione sul tema spiegando come si sviluppa il loro intervento sul territorio.

L’obiettivo principale dell’associazione è quello di fornire ai genitori e alle scuole la consapevolezza che il fenomeno è diffuso e che bisogna intervenire sui ragazzi e sui bambini.

Il preside Aricò ha raccontato della collaborazione sviluppatasi nell’istituto che dirige con gli operatori di questa associazione, e dell’importanza che le donne vittime di violenza riescano ad aprirsi e mettersi in condizione di comunicare le problematiche che vivono in casa. “La donna che riceve violenza spesso non allontana l’uomo ma sopporta la sua condizione sperando in un cambiamento. Ma chi è violento lo sarà per tutta la vita”. Aricò ha auspicato che il percorso avviato con “Le Onde” possa continuare.  “Ci possiamo vedere ogni 15 giorni. Il mio progetto è di riflettere sulla violenza sulle donne attraverso dei filmati da pubblicare la sera”.

La dott.ssa Rosaria Messina, del CDA dell’Ente, ha voluto sposare questo progetto, in continuità con altri già avviati nel passato in sostegno alle associazioni. “Nel periodo natalizio abbiamo avviato una raccolta di beneficenza, per iniziativa dei genitori della scuola dell’infanzia “Caterina Li Manni”, per acquistare un vaccino per i bambini del Sudafrica. In occasione della festa mamma il collegio docenti della scuola ha proposto una nuova iniziativa di solidarietà a beneficio dell’associazione “Le Onde”.

E’ necessario educare i nostri figli, maschi e femmine, ad una cultura diversa, incentrata sul rispetto per il prossimo e per la diversità. Le bambine non devono crescere con la convinzione che bisogna per forza piacere a qualcuno, ma devono maturare la propria dignità di persone. La famiglia e la scuola hanno la responsabilità di formare soggetti più consapevoli”.

“La nostra attività nasce 20 anni fa – ha spiegato la presidentessa dell’ass. “Le Onde” Vittoria Messina – quando un gruppo di giovani donne ha aiutato altre donne ad interrompere il circuito della violenza. A Palermo prima sembrava che il problema non esistesse. Tanto è cambiato nel frattempo e tanto può ancora cambiare nell’ottica del rispetto che ciascuno deve pretendere”.

All’origine di qualsiasi forma di violenza c’è il divieto di esercitare un diritto. Soprattutto quello ad essere madri. “In questi anni molte donne hanno deciso di interrompere una relazione perché non potevano esprimersi come madri. Mamme che perdono fiducia nella propria funzione materna, nella generosità del materno”.

La violenza di genere è riconosciuta dall’ONU, che riconosce il dominio e il controllo del genere maschile sul genere femminile. Negli ultimi anni i casi di femminicidio sono in aumento.  “È una denuncia che portiamo avanti affinché lo stato possa intervenire”.

Il diritto alla libertà in una relazione affettiva sta nella capacità di poter dire di no e di ottenerne il rispetto. “Il si vero nasce dal potere dire no”.

“Le Onde” da 20 anni lavorano per la vita, affinché la donna scelga di cominciare a pensare a sé stessa, alle proprie potenzialità, alla propria libertà, nella fatica della vita quotidiana. “Affinché la violenza di genere non sia un fenomeno sommerso, di cui si senta parlare solo quando si verificano atti estremi, lavoriamo sulla prevenzione, per formare genitori e insegnanti capaci di comprendere il fenomeno e di capire quando vi possono essere i presupposti perché si sviluppi.

Assistiamo a casi di donne che muoiono piano piano, cioè a donne che hanno perso il desiderio di vivere, che ricorrono al consumo di sostanze stupefacenti o cadono in depressione”.

“Le Onde” assistono circa 400 donne l’anno nel più assoluto anonimato. Obiettivo dichiarato è rafforzare la loro identità femminile. Gestiscono 2 strutture di ospitalità con indirizzo segreto, dove le donne scelgono di andare. Offrono consulenze psicologiche e legali gratuite. “La tutela del “femminile” – spiegano – parte dal concetto della funzione materna come “generatività” che produce qualcosa di nuovo nella relazione”.

Stefania Campisi, educatrice professionale, ha parlato del lavoro svolto con i bambini che vivono la violenza in famiglia e del lavoro di prevenzione portato avanti nelle scuole. “Non sempre è facile lavorare con i ragazzi e le ragazze, si domandano se la violenza, un domani, potrebbe riguardarli. Su 400 casi seguiti ogni anno, solo il 2% risulta essere vittima di violenze proveniente dall’esterno, da persone non conosciute, il resto delle donne è stato vittima di uomini e ragazzi che conoscevano, di familiari, vicini, colleghi. Le ragazze che hanno capito che il mostro è in casa imparano a proteggersi e a chiedere aiuto.

Il nostro lavoro consiste nell’offrire spunti di riflessione, invitiamo insegnanti e genitori a prendere consapevolezza del problema e ad educare alla relazione positiva tra uomini e donne, basata sul rispetto e sulla dignità.

Lavoriamo anche con i bambini, sull’inviolabilità del corpo e sul rispetto”.

Il lavoro dell’Ass. “Le Onde” è rivolto anche ad enfatizzare l’importanza dei sentimenti. “E’ importante riuscire ad esprimere i propri sentimenti, gioia o dolore, senza vergogna. Il dolore fa parte della vita, i genitori devono insegnare ai figli ad affrontare ed a superare le frustrazioni, non ad evitarle. Le emozioni non sono negative, le viviamo e dobbiamo riconoscerle. Spesso abbiamo notato, all’interno delle relazioni tra giovani maltrattati, la difficoltà a riconoscerle. Inoltre vi è un’assenza di capacità empatica. Se un bambino impara a riconoscere le sue emozioni, da grande sarà in grado di riconoscere quelle degli altri e a riconoscere la sofferenza di chi sta vicino”.

Un altro argomento trattato durante il dibattito, che ha visto una platea molto partecipe, è quello degli stereotipi dell’uomo e della donna creati dalla società, che possono diventare causa di frustrazioni. E’ il caso del maschio educato sin da piccolo ad essere il principe cavaliere, con il ruolo ben definito di proteggere moglie e figli, di portare il reddito in casa, e che vive un senso di frustrazione profonda se, da adulto, non riesce ad assolvere a questo compito. In alcuni contesti culturali, se il marito perde il lavoro, anche se la donna lavora e la famiglia non vive difficoltà economiche, si vive una criticità all’interno della famiglia perché è saltato il ruolo dell’uomo. Stesso discorso per le bambine, educate nel ruolo di principesse, non in grado di difendersi, in attesa del principe azzurro. “Basta guardare i soggetti e i ruoli proposti dalle produzioni della Disney”.

In quest’ottica diviene quindi importante adottare scelte economiche adeguate.

L’11 maggio la Scuola dell’Infanzia “Caterina Li Manni”, in collaborazione con l’Istituto Professionale di Stato per i servizi enogastronomici e l’ospitalità alberghiera “Pietro Piazza”, festeggerà la prima edizione di “W la Mamma”, una gara di solidarietà a favore dell’’Associazione “Le Onde – Onlus”.

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