Scuppatu – rillu comu ti veni

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tusa big

 

Categoria lessicale: 
Aggettivo

Definizione:
A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di esibirsi in gaffemirabolanti e di concepire, immediatamente dopo, l’irresistibile desiderio di sprofondare nei più reconditi abissi del pianeta Terra.

Ad una conoscente in palese sovrappeso diciamo: “Ma che meraviglia! Auguri!! Di quanti mesi sei?”. Imploriamo il marciapiede di aprirsi sotto i nostri passi, quando la poverina, possibilmente più imbarazzata di noi, ci risponde: “Ehm… in realtà sarei in menopausa da sei anni…”.
Qualcuno, di cui assolutamente non ricordiamo l’identità, ci incontra in piazza e ci saluta calorosamente, ricoprendoci di premurose domande sulla nostra vita e sui nostri cari. Per ricambiare la cortesia, gli chiediamo notizie della moglie e dei figli. Sfortunatamente il nostro ignoto “amico” non ha mai avuto né l’una né gli altri.

Alcuni colleghi ci hanno trascinato a forza ad una mostra d’arte contemporanea; le opere non incontrano affatto il nostro gusto e, per attaccare bottone con un vicino che scruta tre flaconi di detersivo tenuti insieme da una corda, ci lanciamo in una tirata iperpolemica sull’intera esposizione, proclamandoci, in chiusura, offesi da un simile obbrobrio. Nessun problema, se non fosse che l’attento osservatore che ci siede accanto è l’artista in persona.
Questa breve rassegna di quelle che un siciliano DOC chiamerebbe malefjure (‘cattive figure, figuracce’) farebbe impallidire qualsiasi cultore di buone maniere, ma non lo scuppatu, che può vantare successi ben più illustri e numerosi di quelli precedentemente elencati.

Alcuni esperimenti scientifici, condotti dai ricercatori del dipartimento di neurolinguistica dell’Università di Berkeley (California) sul sistema nervoso di alcuni esemplari di scuppati, hanno evidenziato un mancato collegamento tra il cervello e l’apparato fonatorio di questi ultimi. Quasi del tutto privi di quel filtro tra pensiero e parola creato dagli dei a difesa del sacrosanto Pudore, gli scuppatisi esprimono con una sincerità disarmante, paragonabile a quella del bambino che
comincia a parlare. 
Date le conseguenze, a dir poco imbarazzanti, di tale sincerità, non sorprende il legame semantico tra scuppatu (participio passato del verbo scuppare, lett. ‘cadere’) ed espressioni idiomatiche italiane quali “caduta di stile” o “scivolone”, che definiscono un’improvvisa perdita di eleganza e signorilità. 
Episodi occasionali per i più, queste deviazioni dal galateo costituiscono, nel caso dello scuppatu, una condizione permanente e, per rimanere in tema, un vero e proprio stiledi vita.

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