Operazione antidroga ”Urban Justice” a Monreale: droga nelle scuole!

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L’indagine “Urban Justice” ha messo alla luce un sistema di gestione della rete di spaccio di stupefacenti molto efficiente, degno di un’organizzazione di alto livello, e quindi allo stesso tempo molto inquietante.

Per riuscire a raggiungere una capillare diffusione nel territorio e fare veicolare la “merce”, l’organizzazione si serviva anche degli stessi utilizzatori, spesso ragazzi minorenni, che riuscivano a sostenere il costo della propria dose di hashish dedicandosi essi stessi allo spaccio. Il costo della dose minima, del peso di mezzo grammo, era di 5€, per alcuni ragazzi facilmente reperibili ricorrendo alla “paghetta”. Per altri minorenni l’alternativa consisteva nell’organizzare una rete di spaccio nella propria scuola, con base organizzativa all’interno della propria abitazione, dalla quale venivano prese, per telefono, le ordinazioni e venivano disposte le consegne.

Alcuni piccoli collaboratori sono diventati parte integrante dell’organizzazione grazie al grado di affidabilità riconosciuto, che li ha fatti assurgere al ruolo di vedette, pronte a proteggere le attività delle reti di spacciatori, magari con l’ambizione di farsi strada nel gruppo.

Quali scuole siano state interessate dallo spaccio non è stato dichiarato dai militari per evitare allarmismi. Sappiamo solo che i territori interessati dallo spaccio erano quelli di Monreale centro e di San Martino. Le due bande sgominate non avevano preso possesso della “piazza” nelle altre frazioni monrealesi.

Se, per garantire il pagamento delle dosi, i criminali erano capaci di ricorrere anche alle maniere forti, tenevano molto a garantire una buona qualità del servizio. Se il cliente non era soddisfatto della dose erano disposti a risarcirlo del denaro speso.

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