Rimborso depurazione … no … si … ma non tutto

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Araba Fenice desk

La questione sembra nuovamente chiusa, gli ingredienti, come nel 2009 nel 2010 e nel 2011, ci sono tutti: La Sentenza dell’Alta Corte, il decreto attuativo e la promessa di restituzione del Sindaco. Come mai allora non si è provveduto a risarcire i cittadini in tutti questi anni? Perché si continua a complicare la vicenda? E poi perché si parla di rimborsi per i cinque anni precedenti anziché 10?

Le risposte a tutte queste domande sono probabilmente superflue per chi, come noi abitanti del Comune di Monreale, vive questo contesto storico, nel quale i cittadini sono l’anello debole del sistema democratico. Vanno però forniti alcuni elementi di valutazione, almeno quelli oggettivi, affinché possa essere definitivamente chiaro il motivo per il quale si ritiene che ci siano stati ritardi ingiustificati per il rimborso e grande superficialità nell’affrontare tale questione da parte dell’amministrazione. Esistono infatti, già da diversi anni, in ordine:

Più di tre pronunce della Corte di Cassazione;

Una sentenza della Corte Costituzionale;

La legge n. 13 del 27/02/2009;

Il famoso decreto attuativo del Ministero dell’ambiente del 30/09/2009 ed infine, proprio per non farsi mancare niente, una delibera scontata, forse ancora meglio, una presa d’atto, da parte dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale 1 – Palermo del 18/12/2012.

Tutti questi atti (oggettivamente) non sono bastati al Sindaco Avvocato per attivarsi in questi anni in direzione del rimborso del canone di depurazione. Tanto non sono serviti che la questione è stata nuovamente risollevata in consiglio comunale dal Consigliere Lo Coco proprio nell’ultimo incontro di Aprile.

Il Sindaco però questa volta all’ennesima interrogazione del Consigliere ha fornito una data certa per il rimborso ovvero entro il settembre 2014. C’è da dire (e questo è un fatto rilevantissimo) che l’indicazione del sindaco non è una scelta personale poiché trattasi di termine ultimo imposto dal decreto del Ministero.

Bravo Sindaco!!! In questo modo non solo riesce ad arrivare al limite imposto dallo stato entro il quale ritornare le somme dovute ai cittadini ma scarica sulla prossima amministrazione l’onere della restituzione, togliendosi di dosso un peso non di poco conto. Una manovra politica discutibile che ci si poteva aspettare dal Sindaco, una manovra forse comprensibile da un punto di vista che certamente non è quello della tutela dei diritti dei cittadini.

Ultimo aspetto della questione, che rischia seriamente di prolungare questa situazione, è quello relativo al numero di anni che saranno rimborsati dall’amministrazione. In merito a ciò da diverso tempo il Comune ha anticipato che ai cittadini verranno restituite le somme relative ai canoni corrisposti nei cinque anni precedenti alla data di cessazione del pagamento della specifica tariffa. In realtà, così come successo in molti altri Comuni, anche dietro decisione della magistratura ordinaria, i canoni da restituire devono fare riferimento al termine ordinario decennale previsto all’articolo 2946 c.c e non all’art. 2948.

Continuerà dunque lo scontro tra interesse collettivo e “la ragione di Stato”, come continuerà, certamente, anche il nostro impegno per la parte più importante della vicenda ovvero quella relativa alla tutela ambientale che deve passare attraverso la costruzione del collettore fognario di Pioppo, opera essenziale proprio per la salvaguardia della valle del Paese da cui prende vita il fiume Oreto.

A proposito di depurazione delle acque reflue e tutela ambientale, sembra opportuno chiudere questo articolo lanciando una domanda che riguarda la città di Monreale: siamo sicuri che il depuratore di Monreale riesca a trattare tutti i reflui della città? Oppure anche alcuni cittadini di Monreale potranno richiedere il risarcimento del canone pagato in tutti questi anni?

Al fine di rendere chiaro lo spirito della domanda si puntualizza che non si è in possesso di nessuna risposta ma sarebbe bello che l’amministrazione informasse i cittadini monrealesi su eventuali carenze del servizio.

Stefano Lo Coco del Comitato Pioppo Comune

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