LA RIVOLUZIONE CIVILE PARTE DALLA SICILIA

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Araba Fenice desk

 

 

Si è registrato il pienone sabato mattina al Teatro Golden a Palermo per la presentazione della lista RIVOLUZIONE CIVILE. Sul palco c’erano il candidato alla presidenza del Consiglio, Antonio Ingroia, e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; tra le gente, in prima fila, la società civile e i candidati alla Camera e al Senato.

 

Più di mille persone con culture politiche diverse ma accomunate da un unico obiettivo: portare in Parlamento una forza legalitaria e di sinistra.

 

È proprio il promotore de “La Rete 2018” a iniziare la presentazione, ricordando la sua eccezionale vittoria alle ultime elezioni amministrative, considerata il punto di partenza della Terza Repubblica e del cammino che ha poi portato alla nascita di questa lista.

 

Orlando preferisce lasciare maggior spazio al candidato premier, ma prima chiarisce alcuni punti fondamentali del pensiero di Rivoluzione Civile: “noi non siamo per la legalità del diritto. Noi siamo per la legalità dei diritti, perché spesso il diritto (la legge) contrasta con i diritti”, la difesa dei diritti dei lavoratori, degli immigrati, dei detenuti, degli omosessuali e di tutti i cittadini, proprio come previsto dalla Costituzione, considerata la bussola della lista.

 

Questo è l’ultimo treno. Dobbiamo decidere se rimanere seduti nella panchina della stazione e vederlo passare veloce, oppure salirci su”, così l’ex magistrato esorta i suoi sostenitori a mobilitarsi e ad impegnarsi nella campagna elettorale.

 

Una campagna elettorale che deve per forza essere giocata sul territorio, nelle piazze, per sopperire alla presenza limitata della lista nelle tv e nei giornali.

 

L’obiettivo è far conoscere il programma, fortemente laico, incentrato su lavoro, legalità, diritti e ambiente; ma anche far emergere tutti gli accordi sottobanco tipici della politica degli ultimi anni. E così Ingroia denuncia la proposta avanzatagli dal Pd: desistere per avere in cambio qualche senatore “mascherato” nelle nostre liste democratiche, senza far sapere nulla a Monti, per non compromettere la possibilità di un futuro accordo con i centristi dopo le elezioni. Un “mercato delle vacche”, insomma.

 

Ma l’ex magistrato, dopo una settimana di attacchi ricevuti da tutte le parti politiche (e non!), passa al contrattacco anche contro Grillo, “apprezzo sempre più il Movimento 5 stelle e sempre meno l’ex comico, che ormai è diventato un mestierante della politica”; contro Vendola, “sta usando il Pd come un taxi per entrare in Parlamento”; contro Monti e Berlusconi.

 

Ingroia, infine, invita tutti a dichiararsi “partigiani della Costituzione” perché, in un Paese in cui è ancora possibile sentire elogiare Mussolini e il fascismo, è l’unico modo per tenere alto il valore delle lotte per la liberazione.

 

 

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