ARTEMISIA: ESCURSIONE DI INTERESSE GEOLOGICO ED ARCHEOLOGICO: PIZZO NICOLOSI

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Il pizzo domina una delle vie di collegamento della Sicilia greca individuate con gli studi di archeologia (Burgio, 1996). L’importanza del sito nell’antichità è sottolineata dalle numerose testimonianze archeologiche nei dintorni. Sul pizzo Nicolosi è stata rinvenuta ceramica datata al VIII sec. a.C. mentre sulle pendici settentrionali dello stesso rilievo si trovano i resti di due fattorie, una di epoca romana: Case Nicolosi II sec.a.C. e altre due, poco più distanti, di età bizantina: Bifarera di sopra e Bifarera di sotto V sec. d.C.. Alle pendici meridionali si trovano anche i resti di due casali arabi: Buchinene (Bicchinello – Casale di sopra e Masseria Casale). La valle del Belìce sembra sia stata nell’antichità via di collegamento per Selinunte, passando dalla Rocca di Entella e dal Casale di Poggioreale. A nord di Pizzo Nicolosi nasce anche il Fiume Frattina o Belìce sinistro. Le sorgenti sono perenni e il primo tratto del fiume è un ambiente straordinario in cui, in una successione di pozze fluviali e marmitte di erosione, vivono granchi, pesci, natrici, tartarughe palustri e lussureggiante vegetazione ripariale e acquatica. Per gli aspetti geologici del rilievo, osservando il versante settentrionale del Pizzo Nicolosi dalla SS118, un osservatore attento si accorge che la sua parte basale è costituita da rocce grigio chiare senza evidente stratificazione, mentre la parte sommitale è costituita da rocce in strati sottili, di colore grigio-rosato, che prendono forma lenticolare riempiendo una insellatura di erosione della roccia sottostante. Le rocce grigie della base del rilievo sono calcari e calcari dolomitici datati alla parte più antica del Giurassico (199-189 Ma), formatisi in ambiente di laguna di retroscogliera e piana tidale (piattaforma carbonatica), mentre il riempimento della superficie di erosione è più recente, risale al Cretacico superiore (99-65 Ma), ed è costituita da calcari selciferi sottilmente stratificati di ambiente di piattaforma pelagica (dati ISPRA – Carta geologica d’Italia). L’intervallo di tempo che in questa sequenza non è rappresentato è una lacuna stratigrafica, discontinuità come queste sono importanti per le ricostruzioni paleogeografiche.

Programma

Partenza da Palermo, Piazzale J. Lennon ex Giotto, alle ore 8.30 con auto proprie per Marineo e km25 della SS118 A Piedi per Rocca Argenteria, Piano Pilato e Pizzo Nicolosi. Pranzo al sacco. Rientro previsto a Palermo per le 19.00. Dislivello m400 circa; Lunghezza del percorso: km8;

Natura del percorso: sentiero e terreno naturale roccioso. Tempo di cammino: 5 ore

Difficoltà: escursionistica media. Equipaggiamento necessario: scarponi per l’escursionismo.

Informazioni: Giuseppe Ippolito 3403380245; Sede 0916824488.

Quota di partecipazione €7.

Contributo spese di trasporto €12 circa ad equipaggio, spesa da dividere tra i passeggeri.

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