LA VALLE DEL BELICE SENZA PACE, ARRIVERANNO LE TRIVELLE?

0
Araba Fenice desk

trivellaL’On. Salvino Caputo presenta un’interrogazione parlamentare. Massimiliano Lo Biondo: “Il problema non è stato minimamente valutato dall’amministrazione”.    

Sono passati già 45 anni dalla catastrofe della Valle del Belice; in quel giorno le vittime del violento terremoto furono 370, un migliaio i feriti e circa 70.000 i senzatetto. Ancora oggi la gente della Valle del Belice sta combattendo per far risorgere una economia che si è distrutta insieme alle case e alle imprese che sono state dimenticate dallo Stato.

E’ notizia dell’Ottobre 2012 che la società privata Enel Longanesi ha ottenuto il permesso di poter effettuare la ricerca di idrocarburi in quest’area, importantissima dal punto di vista agricolo e paesaggistico. Non solo, l’area in oggetto, inquadrata sotto il nome di Masseria Frisella di 681,66 Kmq, che ricade in parte nel territorio di Monreale, è considerata ad alto rischio sismico (storia docet), quindi sarebbe un grande rischio andare ad intaccare le precarie condizioni fisiche del sottosuolo trivellando ed esportando liquidi idrocarburi. Come spiegano gli esperti, infatti, l’estrazione di idrocarburi potrebbe causare fenomeni di subsidenza  cioè  l’abbassamento della superficie del suolo e relativi scuotimenti sismici.

caputoL’On Salvino Caputo, vice presidente della Commissione attività produttive,  si dice fortemente contrario alle trivellazioni esplorative che dovrebbero eseguirsi nei territori della Valle del Belice. “Sono fortemente contrario”, presenterò un’interrogazione parlamentare da parte della commissione ”.

massimiliano lo biondoIl consigliere comunale del PD e geologo Massimiliano Lo Biondo proprio a riguardo, già nel corso di questa legislatura aveva presentato una interrogazione. “Proprio in quella circostanza”, spiega Lo Biondo, “ponevo  all’amministrazione, la questione ambientale, in virtù delle conoscenze formative mie professionali. Ovvero se quelle zone potessero contrastare con la destinazione urbanistica del nuovo piano regolatore e soprattutto se quelle zone rientrassero in zone poste a vincolo secondo il nuovo PAI. Ma da quello che mi è stato risposto ho capito che nessuno studio era stato fatto.

Il problema che potrebbe porsi, qualora dovessero iniziare davvero queste ricerche, sarebbe un eventuale processo di subsidenza infatti dobbiamo considerare che le sostanze che si trovano nel sottosuolo sono contenute all’interno di sacche naturali, che una volta svuotate tendono a subire l’abbassamento o addirittura il crollo del tetto di queste sacche”.

“Il problema”, conclude Lo Biondo“, non è stato minimamente valutato dall’amministrazione”.

Ricevi tutte le news
Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com