RADIOHEAD – OK COMPUTER (EMI, 1997)

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Thom Yorke e soci, pur non godendo delle platee oceaniche di U2 o R.E.M sono tuttavia diventati una cult band seguita da centinaia di migliaia di fans da tutto il mondo: qual è la ragione di tale successo? Proviamo a fare un piccolo riassunto. La band di Oxford, assurge agli onori della cronaca nel 1993, in piena epoca grunge, con il brano “Creep”, che in breve diventa un inno della cosiddetta “Generazione X”. Seguirà un album,“Pablo Honey”, poco più che mediocre. Il lavoro successivo dimostra però come i Radiohead in realtà abbiano poco a che fare con Seattle e camicie di flanella: “The Bends”, questo il titolo dell’album, è una raccolta di “semplici” pop songs, alcune delle quale splendide, ma nulla di realmente epocale o imprescindibile; ma c’è un però: “The Bends” è chiuso da una traccia strana, particolare, “Street Spirit”, un brano visionario e ipnotico accompagnato da un video altrettanto criptico. E’ soltanto l’anticamera di quel capolavoro che risponde al nome di “Ok Computer”, un disco che sta ai Radiohead come “The Dark Side Of The Moon” sta ai Pink Floyd: entrambi rappresentano il perfetto equilibrio tra sperimentazione e urgenza comunicativa. Se nel 1969 i King Crimson cantarono dell’ “uomo schizzato del XX secolo”, i Radiohead sono i cantori del disagio esistenziale dell’uomo che si affaccia al XXI secolo oramai privo di certezze. Solitudine, alienazione, inquietudine, “Ok Computer” è un manifesto esistenzialista ai tempi della MTV Generation, e le dodici canzoni che lo compongono, sono tra le migliori mai composte dalla band. Si comincia con “Airbag”: brano fuori dai canonici schemi della band inglese, arrangiamenti di archi e riff in tempi dispari sopra un tappeto ritmico sincopato, fanno di questo brano una sorta di curioso mix fra Air e DJ Shadow. Quattro bip introducono il primo capolavoro, “Paranoid Android”, una lunga (sette minuti) mini-suite nata come collage di tre brani differenti: la prima parte è la più melodica, costruita su un tappeto di chitarre arpeggiate, lascia spazio a una seconda parte in cui tempi dispari e gli assoli del chitarrista Johnny Greenwood la fanno da padrone, prima di lasciar posto alla terza parte, dominata dalla litania da muezzin di Thom Yorke, prima dell’esplosione finale: un brano magistrale. “Subterranean Homesick Alien”, omaggio nel titolo a un vecchio brano di Bob Dylan (“Subterranean Homesick Blues”) è introdotta da un meraviglioso arpeggio iniziale che lascia poi spazio ad atmosfere “acquatiche” e vagamente jazzate. “Exit Music (for a film) è il secondo capolavoro: una struggente ballad che inizia per sola voce e chitarra acustica; successivamente si inseriscono funeree orchestrazioni di mellotron, quindi gli altri strumenti e la batteria, fino a librarsi nel catartico ed emozionante crescendo finale. “Let Down” è un jangle-pop dal sapore tipicamente british, che serve a smorzare parzialmente la tensione in vista del terzo capolavoro, la celeberrima “Karma Police”, straordinaria ballad sorretta da un epidermico giro di piano, che nel finale va a schiantarsi contro una selva di synth ruggenti. Il breve intermezzo robotico di “Fitter Happier” introduce i due brani forse più deboli della raccolta: “Electioneering”, rabbiosa invettiva contro le promesse elettorali mai mantenute, brano che anticipa la vena politicizzata che si farà più evidente negli album successivi, e “Climbing Up The Walls”, un blues distorto e strascicato. Luccicano invece gli occhi all’attacco di “No Surprises”, un carillon triste, una ninna-nanna dalla bellezza dolorosa. Quarto e ultimo capolavoro è “Lucky”, brano evocativo e dai sentori floydiani, affine alla già citata “Exit Music”. L’ultimo brano, “The Tourist” fluttua liquida in atmosfere sospese e rarefatte. I Radiohead con i successivi dischi “gemelli” “Kid A” e “Amnesiac” spingeranno ancor di più sull’acceleratore della sperimentazione elettronica, ma non ci sono dubbi sul fatto che “Ok Computer” sia la summa dell’arte dei Radiohead, nonché una delle pietre miliari degli anni ’90.

Giacomo Messina

Tracklist: 1.Airbag 2.Paranoid Android 3.Subterranean Homesick Alien 4.Exit Music (For A Film) 5.Let Down 6.Karma Police 7.Fitter Happier 8.Electioneering 9.Climbing Up The Walls 10.No Surprises 11.Lucky 12.The Tourist

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