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Cronaca

GLI INSEGNANTI DI TUTTA ITALIA SI MOBILITANO.

Anche a Monreale, i rappresentanti delle RSU di tutte le scuole, dopo aver riunito in assemblea sindacale i lavoratori delle rispettive scuole e dopo..

Pubblicato il 8 dicembre 2012

GLI INSEGNANTI DI TUTTA ITALIA SI MOBILITANO.

Anche a Monreale, i rappresentanti delle RSU di tutte le scuole, dopo aver riunito in assemblea sindacale i lavoratori delle rispettive scuole e dopo le approvazioni delle delibere dei relativi Collegi dei Docenti, il 3 dicembre 2012, si sono riuniti in assemblea e hanno redatto i seguenti documenti indirizzati alle famiglie degli alunni del territorio monrealese e al Ministro della Pubblica Istruzione:

Comunicazione unificata dei lavoratori della scuola del territorio di Monreale

I Rappresentanti della RSU delle scuole del territorio di Monreale,

           D.D.Pietro Novelli,

D.D “F. Morvillo”,

I.C.S. “A.Veneziano”,

I.C.S. “Guglielmo II”,

e del Liceo Statale “E.Basile”,

         esprimono la loro indignazione

nei confronti del governo “tecnico”, il quale, in continuità con i governi precedenti, ha messo in essere una serie di scelte politiche che continuano ad umiliare e mortificare la scuola pubblica. I lavoratori della scuola dicono: NO al ddl 953 (ex Aprea) che vuole limitare il potere di rappresentanza degli organi collegiali e sostituire il Consiglio d’Istituto con un consiglio d’amministrazione, in cui potranno intervenire anche finanziatori privati; NO al blocco dei contratti nazionali del personale della scuola e al blocco degli scatti d’anzianità, fermi da 2 anni e attualmente congelati; NO ai provvedimenti contenuti nella spending review, che comportano tagli alla scuola pubblica e, a fronte di questi tagli, ulteriori finanziamenti alle scuole private. (223 milioni di euro) NO all’espulsione dei precari, per i quali è confermato il concorsaccio, così come la deportazione degli “inidonei” e il conseguente licenziamento di migliaia di Ata precari, la mancata assunzione in ruolo dei collaboratori scolastici e il non-rinnovo del “salva-precari” Inoltre, dissentiamo dalle dichiarazioni denigratorie del primo Ministro Monti che, complici gli organi di informazioni, ha definito nello specifico i docenti “ancorati a interessi corporativi”, accusandoli di manipolare le menti degli studenti. In ragione di tutto ciò, i lavoratori delle scuole del territorio hanno deciso la sospensione delle attività che non rientrano nel contratto nazionale di lavoro e, cioè di mettere in atto delle azioni di protesta, quali:

  • sospensione delle attività di coordinamento di classe, disciplinare e referenza
  • sospensione ore eccedenti
  • sospensione delle attività strumentali connesse con la realizzazione del POF
  • blocco della correzione delle Prove Invalsi
  • sospensione delle attività progettate per l’arricchimento dell’offerta formativa del POF
  • sospensione delle visite guidate, dei viaggi d’istruzione e delle attività sportive extra-curricolari
  • Sospensione delle attività di orientamento al di fuori dell’edificio scolastico e dell’orario curricolare
  • sospensione di ogni decisione inerente l’adozione di nuovi libri di testo

Questa scelta non è stata facile perché ci costringe a rinunciare ed a fare rinunciare ai nostri alunni, a tutte quelle attività (dalle uscite nel territorio ai viaggi d’istruzione, dalle gare matematiche al potenziamento della lingua inglese, dal recupero ai laboratori pomeridiani) che erano entrate a pieno diritto nella pianificazione delle attività del POF. Ciò comporterà una riduzione nel servizio che la scuola offre al territorio e ai suoi alunni /utenti, rappresentando solo l’ombra della scuola futura che si configura dalla attuazione dei provvedimenti che si vogliono introdurre. Concludiamo precisando che, noi non siamo la controparte né degli studenti né delle loro famiglie e per questo vogliamo spiegare il perché della nostra scelta, affinché i genitori siano con noi lavoratori della scuola contro chi, pur rivestendo degli incarichi istituzionali, sembra disconoscere i bisogni fondamentali di una società civile libera.  

    AL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

 Mobilitazione

Documento di protesta dei lavoratori delle Scuole  di ogni ordine e grado del territorio di Monreale  (Palermo)

 I  Rappresentanti della RSU delle scuole del  territorio di Monreale ,  D.D.Pietro Novelli, D.D “F. Morvillo”,  I.C.S. “A.Veneziano”,  I.C.S. “Guglielmo II”, e del Liceo Statale “E.Basile”,  dopo aver riunito in assemblea sindacale i lavoratori delle rispettive scuole con il seguente ordine del giorno:

  1. Ddl Stabilita’ e ricaduta sui lavoratori del Comparto Scuola;
  2. Blocco scatti di anzianità;
  3. Rifiuto legge 953 Aprea –Ghizzoni;
  4. foglio informativo alle famiglie;
  5. Compilazione DOCUMENTO da inoltrare al MIUR;

  e dopo le approvazioni delle delibere dei relativi Collegi dei Docenti sulla mobilitazione, si sono riuniti in assemblea e hanno redatto il seguente DOCUMENTO UNITARIO RSU nel quale:

 ESPRIMONO

 grande preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e, più in generale, del Governo che rischiano di dare il colpo di grazia alla scuola italiana, già colpita dai numerosi tagli e interventi penalizzanti negli ultimi anni (basta ricordare l’innalzamento del rapporto alunni-insegnanti, l’accorpamento degli istituti, la riduzione dei posti di Dirigente Scolastico, dei DSGA, dell’organico ATA e docente e numerosi interventi nei confronti di alcune categorie, spesso le più deboli).

 DENUNCIANO

  • I tagli da anni fatti alla scuola sia in termini di organici (docenti, ATA, in Italia e all’estero), sia di finanziamenti, sia di strutture;
  • L’indiscriminato aumento dei requisiti per il pensionamento, con la conseguenza che non si sono liberati nuovi posti di lavoro e che, in brevissimo tempo, avremo i lavoratori più anziani d’Europa. Senza contare che l’imporre elevatissimi limiti di età in certe situazioni e professioni rischia di minare la stessa qualità e sicurezza del servizio;
  • Il blocco dei contratti da diversi anni, solo nel pubblico impiego, così come gli scatti di anzianità. Ciò ha prodotto una notevole perdita del potere d’acquisto e ci sta portando ad avere nella scuola gli stipendi più bassi d’Europa;
  • Il finanziamento di 223 milioni di euro alle scuole private e paritarie, contrariamente a quanto stabilito nell’articolo 33 della Costituzione, in un momento in cui i tagli alla scuola pubblica sono sempre più pesanti e insostenibili;
  • Il disegno sempre più evidente di introdurre elementi di privatizzazione nella scuola pubblica, attraverso il D.L. 953 (ex legge Aprea) che stravolge l’attuale funzione degli organi collegiali. Infatti, il citato decreto prevede lo smantellamento del Consiglio d’Istituto introducendo figure esterne alla scuola, aziende e/o enti privati, con la conseguente trasformazione della scuola pubblica in azienda o centro di potere locale privando il Collegio dei docenti del proprio ruolo, fondamentale nella definizione dei percorsi e delle scelte da adottare per promuovere la formazione dei futuri cittadini.
  • Le incursioni legislative su temi contrattuali, come il tentativo di violare sia il regime contrattuale degli insegnanti art. 28 e 29 del CCNL 2006/09 sia l’art.36 della Costituzione Italiana, che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità  e qualità del suo lavoro.

Le misure prese dal governo dimostrano di non conoscere, o di voler deliberatamente ignorare, la realtà effettiva dell’attività del corpo insegnante all’interno della scuola pubblica.

CHIEDONO

oltre alla naturale controparte governo e ministro, anche a tutte le forze politiche, in particolare a quelle che compongono l’attuale maggioranza governativa:

  • di emendare il disegno di legge di stabilità eliminando ogni incursione su tematiche oggetto del CCNL;
  • di sbloccare il riconoscimento delle anzianità per l’anno 2011, con l’emanazione dell’atto di indirizzo all’ARAN;
  • di consentire anche ai pubblici dipendenti il recupero del potere d’acquisto delle

retribuzioni;

  • di riconoscere la dignità del lavoro docente e ATA;
  • di rispettare le regole relativamente alla modifica di lavoro;
  • di equiparare i nostri stipendi a quelli dei nostri colleghi in Europa;
  • di rendere le scuole pubbliche luoghi idonei e sicuri;
  • di dare i servizi indispensabili e il sostegno per gli alunni diversamente  abili;
  • di assicurare il diritto ad uno studio di qualità;
  • dare il giusto valore alla scuola pubblica a garanzia della democraticità del sapere rifiutando la legge 953 Aprea-Ghizzoni;
    •      di assicurare una adeguata sistemazione al personale inidoneo senza intaccare

l’organico del personale ATA. In attesa di risposte,

COMUNICANO

che i lavoratori delle suddette scuole hanno attivato iniziative di protesta per sensibilizzare il governo e l’opinione pubblica, che prevedono  la sospensione di tutte quelle attività che non sono menzionate nel CCNL, considerate attività accessorie e quindi non dovute, che fino ad oggi il personale scolastico ha garantito senza percepire nessuna remunerazione (come volontariato):

  • la      sospensione delle      attività extracurriculari;
  • la      sospensione delle attività       strumentali connesse      con la realizzazione del POF;
  • la      sospensione delle attività di progetti extracurriculari per l’ampliamento      dell’offerta formativa del POF;
  • la      sospensione delle visite guidate e      viaggi di istruzione;
  • blocco      delle correzioni  delle prove invalsi;
  • blocco      dell’aggiornamento del registro elettronico;
  • la      sospensione delle      nomine–deleghe di coordinatore e segretario dei consigli d’interclasse      e di intersezione,      delle commissioni,      dei      collaboratori del dirigente, dei responsabili di plesso.

CHIEDONO

alle famiglie e all’opinione pubblica in generale, di non cadere nel gioco di chi vuol accreditare un’immagine distorta e falsa del lavoro nella scuola.

CREDONO

invece che sia necessario protestare fino a quando, nel modo di rivolgersi agli insegnanti e nelle politiche scolastiche non si scorgerà un riconoscimento, da troppo tempo mortificato, della loro professionalità, e fino a quando non si attuerà una politica seria e credibile di rifinanziamento della Scuola Pubblica Statale.

I lavoratori della SCUOLA non si accontentano di proclami rassicuranti e delle parole spese in campagna elettorale o durante le primarie da vari esponenti politici. Ritengono che sia ora il momento di contrattaccare e reclamare con forza i loro diritti negati: il lavoro sottopagato, la mancata messa in sicurezza delle strutture scolastiche, la fatiscenza di molte di esse, la mancanza di aule, il precariato istituzionalizzato, i finanziamenti alle scuole private.

Monreale 03/12/2012 LA COMPONENTE  RSU DELLE SCUOLE DI MONREALE  

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