“Lottiamo” contro “la violenza sulle donne”

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Araba Fenice desk

Il 25 Novembre si ricorda  la “giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne”.

tratto da tgcom24

Eventi come questi ci ricordano con disonore  il rapporto inversamente proporzionale tra l’evoluzione tecnico-industriale e quella culturale che, invece, stenta a crescere nella nuova era iper-informatizzata. L’UNRIC (Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite), riportando nel suo sito il sunto della conferenza stampa dedicata a questo evento, dichiara che oltre il 70% di donne nel mondo sono state vittime, nel corso della loro vita, di violenza fisica o sessuale da parte degli uomini.

fonte tgcom24
Esistono varie forme di violenza; possiamo distinguere, infatti, quella fisica (maltrattamento), quella sessuale (molestie, stupri, sfruttamento), quella economica (negazione delle risorse economiche) e quella psicologica (violenza del sé). Spesso le donne non denunciano il fatto, ciò è dovuto a molteplici fattori, tra i quali la vergogna e la paura di ripercussioni successive, perlopiù però è legato al livello di percezione di violenza che varia da cultura a cultura e tra le varie sub-culture. La violenza influisce negativamente sui risultati scolastici, sulla capacità di successo lavorativo e sulla vita pubblica, rendendo ancora più fragile la lotta per l’uguaglianza del genere.
fonte tgcom24
 

L’emancipazione della donna è ancora un traguardo da raggiungere? I dati mostrano che la strada è ancora lunga, come se ci aspettasse ancora qualche nuova conferma dal mondo dell’indiscutibile scienza che decreti il vincitore tra uomo e donna, che si decreti chi è più forte, più intelligente, più professionale, più importante. Concludo con le parole di Rita Levi di Montalcini : “le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”.

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