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ASS. LA FIORA: “IL PRE-DISSESTO È UN’OPPORTUNITÀ CHE ANCORA NON ESCLUDO”

“La manovra sull’IMU sarebbe stata più equa di quella sulla TARSU”  Il primo incontro con l’ass. La Fiora risale a gennaio. Appena insediato all’interno..

Pubblicato il 18 novembre 2012

ASS. LA FIORA: “IL PRE-DISSESTO È UN’OPPORTUNITÀ CHE ANCORA NON ESCLUDO”

“La manovra sull’IMU sarebbe stata più equa di quella sulla TARSU”

 Il primo incontro con l’ass. La Fiora risale a gennaio. Appena insediato all’interno della giunta monrealese aveva mostrato un certo ottimismo nel riuscire a conseguire il pareggio di bilancio. A maggio invece, in un‘intervista rilasciata al nostro giornale, l’assessore aveva mostrato una forte preoccupazione per i conti del comune.

 –  Assessore La Fiora, Monreale oggi si trova dinanzi al baratro finanziario. Per non dichiarare il pre-dissesto, secondo la nuova normativa Monti, la giunta ha preferito aumentare la Tarsu del 50% sulle abitazioni principali. Cosa sta succedendo?

 –  R. Già a maggio avevo espresso a chiare lettere la mia preoccupazione per il quadro di incertezza che la manovra del Governo Monti, in particolare l’anticipazione al 2012 dell’IMU e la spending review, avrebbe creato per la finanza degli Enti Locali sul piano delle entrate. Oggi posso affermare a ragion veduta e con un pizzico di orgoglio che le mie preoccupazioni erano assolutamente fondate, per cui avere rinviato la predisposizione del bilancio di previsione per l’anno 2012, cosa tra l’altro supportata da una serie di proroghe previste per legge, è stata una scelta ben ponderata. Le mie preoccupazioni erano (e si sono confermate) le seguenti: la perdita di gettito ICI per oltre 1,3 milioni di euro ad aliquote di base a seguito della compartecipazione dello Stato al 50% nel gettito dell’IMU; la perdita del gettito relativo all’addizionale sull’accisa dell’energia elettrica per circa 1 milione di euro, gettito che è passato all’Erario; il taglio dei trasferimenti regionali e statali cui si sono aggiunti, proprio nelle ultime settimane, i tagli previsti dalla spending review, ammontanti a circa 1,4 milioni di euro. Capirà bene cosa significano le cifre che ho appena citato per il nostro Ente ed in quale acque ci saremmo trovati se, fidandoci dei calcoli predisposti dal Ministero delle Finanze sulle stime IMU, avessimo approvato il bilancio prima di scoprire tutto ciò.  Faccio presente che gli ultimi tagli, quelli della spending review, sono arrivati solo a fine ottobre mentre ancora lo Stato ha la possibilità di variare le aliquote di base IMU fino al prossimo 10 dicembre. L’incertezza regna sovrana. Il tutto a fronte di un bilancio ingessato sul piano della spesa, in quanto fatto quasi esclusivamente di spese obbligatorie per legge, che tra l’altro siamo riusciti a ridurre di oltre 1,3 milioni di euro nell’anno 2011 rispetto all’esercizio precedente. Questo è quello che è successo, questa è l’emergenza che mi sono trovato a dovere affrontare a pochi mesi dal mio incarico di assessore al bilancio.

Tuttavia, nonostante il quadro sopra delineato, manifestavo una certa fiducia in quanto per fortuna la legge sull’IMU, forse non a caso, consentiva ai Comuni di potere intervenire sulle aliquote per riequilibrare il proprio gettito. Era infatti fin troppo chiaro, anche alle persone dotate di una normale capacità di analisi, che tutto lo sforzo intrapreso dal Governo Centrale per il risanamento della finanza pubblica sarebbe ricaduto a cascata sugli Enti Locali ed in particolare sui Comuni che sono l’ultimo anello della catena. In pratica se lo Stato taglia le risorse alle Regioni è inevitabile che queste ultime le taglino ai Comuni che a loro volta non possono ribaltare ad altri tali tagli se non sui cittadini che sono gli utenti finali.

In questo quadro si poneva la manovra sull’IMU che avevamo predisposto e sottoposto al Consiglio Comunale. Una manovra “di emergenza” che ci consentisse di recuperare quello che inopinatamente avevamo perso sul piano delle entrate, mentre nel frattempo i mesi dell’anno 2012 avanzavano e si continuava inevitabilmente ad impegnare per dodicesimi le spese obbligatorie sulla base delle risorse del bilancio precedente.  Era chiaro che in simili condizioni bisognava responsabilmente intervenire e fare presto per affrontare l’emergenza.

Tutto il resto, la discussione sul contenimento delle spese, sulle eventuali entrate alternative da trovare, sulla più efficiente allocazione delle risorse, sull’opportunità di fare certe cose piuttosto che altre, tutti argomenti che condivido e reputo di fondamentale importanza, andavano rinviate ad un momento successivo in cui, superata l’emergenza, si poteva ragionare con serenità e con tempi e modi più adeguati ed opportuni.

–   Assessore La Fiora, ha qualcosa da rimproverarsi?

–   R. La cosa di cui mi rimprovero è forse quella di non essere riuscito a trasmettere tale messaggio; ho cercato in tutti i modi di farlo, ho partecipato alle Commissioni Consiliari in cui sono stato invitato ed al dibattito in Aula, portando i numeri ed illustrando anche i capitoli del PEG ai consiglieri, anche per superare alcune leggende metropolitane su presunte spese pazze del bilancio, frutto di voci di popolo più che di una reale conoscenza del bilancio. Ma mi sono scontrato con un muro di gomma.

Mi consenta di dire però che la facile polemica alimentata da alcuni consiglieri comunali a proposito delle finanze comunali risponde solo a esigenze di visibilità, pur legittime, di taluni di loro. Basta guardare come si sono comportati otto Comuni italiani su dieci rispetto alle aliquote IMU, così come per la TARSU, per rendersi conto che i tempi sono duri per tutti e che Monreale non è situata su un altro pianeta. E questo ritengo che i sigg. consiglieri lo sappiano.

Ritenevo molto più equa la manovra sull’IMU, anche perché avevamo lasciato al minimo l’aliquota sulla prima casa intervenendo sulle seconde case, che sono pur sempre espressione di capacità contributiva, rispetto all’aumento che siamo stati costretti ad effettuare sulla TARSU, una tassa che invece grava sulle fasce più deboli in quanto colpisce gli inquilini piuttosto che i proprietari e che al tempo stesso, dati statistici alla mano, ci dà minore performance di gettito rispetto all’IMU. Il che non è sicuramente positivo per le nostre asfittiche casse comunali.

 –  Quali conseguenze avrebbe comportato la dichiarazione di pre-dissesto?

 – R. Io sono del parere che la dichiarazione di pre-dissesto di cui al D.L. 174/12, che io stesso avevo annunciato subito dopo la bocciatura dell’IMU in Consiglio Comunale, più che uno spauracchio sia un’opportunità e ancora oggi, nonostante la manovra sulla TARSU, non la escludo. Qualcuno ci ha accusato di precipitazione nell’avere varato nella notte del 31 ottobre l’aumento della TARSU che ripeto, è stato del 50% sulle abitazioni e del 10% su negozi ed uffici, ma vorrei proprio immaginare cosa avrebbero fatto altri al nostro posto. Questa manovra ci consentirà di equilibrare il bilancio e di farlo con entrate reali, non con le chiacchiere della vendite di immobili  o simili che ho ascoltato a più riprese in questi giorni, perché quelle sono solo chiacchiere e non entrate vere. Nel frattempo avremo il tempo e il modo per valutare, con senso di responsabilità, la possibilità di ricorrere alla procedura del pre-dissesto, in quanto i problemi finanziari del Comune di Monreale non sono certamente risolti con l’equilibrio di bilancio garantito da questa manovra. Il nostro problema principale è la cassa, come purtroppo hanno sperimentato anche i dipendenti comunali in questi giorni, dopo che da tempo lo sperimentano i dipendenti ATO, e ancora di più i nostri fornitori.  Con la procedura di pre-dissesto, che tecnicamente è una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, ci sarebbe la possibilità di tirare fuori e mettere sul piatto della bilancia tutti i problemi finanziari del Comune che si chiamano Residui Passivi, Residui attivi di dubbia esigibilità, debiti fuori bilancio, disavanzi e proporre un piano di riequilibrio finanziario che può durare cinque o dieci anni per risanare i conti del nostro Comune. La predisposizione di tale piano bloccherebbe da subito qualsiasi azione esecutiva individuale da parte dei creditori sul nostro patrimonio e per tutta la durata della procedura di riequilibrio, con immaginabile beneficio per l’Ente. Ciò ci consentirebbe di potere pensare più serenamente alla vendita di immobili che non servono al Comune, senza il rischio di vederceli pignorati, il tutto come una delle possibili leve del piano di riequilibrio. Le altre leve, e qui arrivano le note dolenti, possono essere costituite dall’aumento fino al massimo delle imposte e tasse comunali, e delle tariffe dei servizi; c’è poi l’obbligo di copertura al 100% del costo del servizio di smaltimento dei rifiuti nonché una revisione sulle dotazioni della pianta organica con l’obbligo di precisi obiettivi di riduzione della spesa del personale. A fronte di ciò però, l’Ente può ottenere un’anticipazione da parte dello Stato pari ad euro 200,00 (l’importo originario di euro 100,00 è stato raddoppiato con un emendamento approvato in Commissione Finanze della Camera lo scorso 2 novembre)  per abitante da restituire a rate entro il termine di durata del piano di riequilibrio (cinque o dieci anni). Il che per Monreale si tradurrebbe in circa 7,6 milioni di euro che andrebbero a dare una boccata di ossigeno alle nostre casse comunali.

 –   Quale sarà il gettito finanziario ottenuto da questa manovra?

 –   R. La manovra sulla TARSU, insieme all’aumento del 10% dell’acqua e di un ulteriore 50% del valore ai fini IMU delle aree edificabili, ci consentirà di iscrivere in bilancio maggiori entrate accertabili per circa 2,2 milioni di euro.

 –  Può confermare con assoluta certezza che con questo gettito si riuscirà a fare fronte alle varie esigenze finanziarie del comune quali: proroga del rapporto di lavoro dei contrattisti oltre il 31 dicembre, conferma della fornitura dei servizi sociali, pagamento degli stipendi arretrati dei dipendenti comunali e garanzia della regolarità di quelli futuri?

 –   R. Questa manovra ci consente esclusivamente di raggiungere l’equilibrio di bilancio per il 2012, garantendo in termini di competenza la copertura delle spese impegnate e/o da impegnare entro fine anno.  Altro discorso è la cassa e quindi la regolarità di pagamento anche degli stipendi per la quale, nel breve periodo, non intravedo sicuramente prospettive incoraggianti. Ecco perché continuo a strizzare l’occhio alla procedura di pre-dissesto.

Diverso è invece il discorso dei precari, sulla cui proroga pesano anche altre considerazioni di carattere tecnico, su tutte il rispetto del patto di stabilità da parte della Regione, dando per scontato che noi rispetteremo il nostro di patto, e la reale volontà politica a livello regionale di favorire tali prosecuzioni. Già in maniera subdola, la ormai nota Circolare 1/2012 dell’ottobre scorso che affronta l’argomento, sancisce che per il 2012 la Regione pagherà ai Comuni l’80% del contributo per i precari; cosa che ad una prima lettura sembrava confermare quanto avvenuto negli anni precedenti quando la Regione rimborsava ai Comuni l’80% del costo per stipendi e contributi del personale precario. Ora invece si parla dell’80% del contributo, quindi l’80% dell’80%, cioè il 64% del costo del personale precario. Come capirete sono iniziati i giochetti, con i Comuni costretti a reperire le risorse che la Regione non trasferisce più.

La decisione quindi di proseguire i rapporti in essere con i contrattisti anche oltre il 31 dicembre 2012, cosa su cui il Sindaco e l’amministrazione si sono espressi favorevolmente, non può che passare dal reperimento di ulteriori risorse per il bilancio del Comune.

–     Questa manovra fiscale serve a tenere in vita un malato cronico o sarà foriera di un percorso di guarigione della finanza locale e sarà prevedibile quindi per il 2013 una riduzione della pressione fiscale?

 R. Questa manovra fiscale ci consentirà di portare in Consiglio Comunale un progetto di bilancio di previsione 2012 in equilibrio, con entrate proprie strutturali in grado di sopperire alla perdita dei trasferimenti statali e regionali.

Sarei stato molto più ottimista se questo equilibrio fosse stato raggiunto con l’IMU, in quanto sulla TARSU grava un alone di incertezza circa l’effettivo gettito che potrà dare in termini di cassa, che è l’aspetto che mi preoccupa maggiormente. Proprio la settimana scorsa siamo stati ricevuti, assieme al Dirigente dell’Area Gestione Risorse Dott. Polizzotto, ai responsabili dei tributi IMU e TARSU e della Ragioneria, presso la Direzione Regionale della Serit a cui abbiamo chiesto una più incisiva azione per il recupero delle somme iscritte a ruolo  che non riusciamo ad incassare (i famosi 18 milioni di euro di cui si è parlato in questi giorni), di cui più del 50% è TARSU non pagata dai contribuenti.  Stiamo avviando anche una più incisiva azione per il recupero dei tributi c.d. minori, quali cosap, affissioni, pubblicità, passi carrabili, abbiamo introdotto l’imposta di soggiorno e la tassa di ingresso dei pullman e roulotte al fine di reperire nuove risorse senza gravare oltremodo sui cittadini monrealesi; stiamo avviando la proposta di affrancazione dei terreni su cui grava il diritto di enfiteusi da parte dei privati con la possibilità di riscuotere gli ultimi 5 anni di canone enfiteutico oltre al canone di affrancazione; stiamo predisponendo i bandi per la vendita di beni immobili inutilizzati dal Comune su cui è già stato avanzato un interessamento da parte dei privati. Tutte queste cose, ed altre ancora che sono allo studio, potranno determinare il successo della manovra, e magari, con un intervento sulle aliquote IMU, il prossimo anno è pensabile una riduzione della TARES, tassa che il prossimo anno sostituirà la TARSU.

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