Ecco la Democrazia diretta a Monreale: i Referendum!

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Araba Fenice desk

Dopo il grande successo dei quattro quesiti referendari (nucleare, legittimo impedimento, acqua pubblica) proposti dall’Italia dei Valori e da altre associazioni nel Giugno 2011 e dopo l’incredibile partecipazione dei cittadini alla raccolta firme per l’abolizione della legge elettorale (1.200.000 firme), ecco che l’Idv, insieme a tutta la Sinistra (Sel e Federazione della sinistra), ai Verdi, alla Fiom-Cgil e alcuni (pochi) esponenti del PD, propone altri quattro quesiti per dar voce ai cittadini tramite l’unico strumento di democrazia diretta, il REFERENDUM. Il primo quesito riguarda il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Prima, l’articolo 18 stabiliva che, nel caso in cui un lavoratore venisse licenziato senza una giusta causa o un giustificato motivo oggettivo (crisi dell’azienda) o soggettivo (motivi di condotta), il giudice avrebbe dovuto stabilire l’annullamento del licenziamento e il reintegro automatico del lavoratore, oltre ad un risarcimento per il mancato stipendio nei mesi successivi al licenziamento stesso. Questa norma vale solo per i lavoratori con un contratto a tempo indeterminato, che lavorano nelle aziende con più di 15 dipendenti (5 se sono agricole). Adesso, con la Riforma Fornero, l’articolo 18 non prevede più il reintegro automatico del lavoratore (tranne per alcuni casi di “manifesta insussistenza”), ma solo un risarcimento economico pari alla retribuzione da 15 a 24 mesi. Il secondo quesito riguarda l’abrogazione dell’articolo 8 del decreto legge 138/2011 (“manovra d’agosto”) voluto dal governo Berlusconi. Prima, i contratti collettivi nazionali (stipulati dai sindacati e dalle associazioni dei datori di lavoro) regolavano la modalità di assunzione e la disciplina del rapporto di lavoro, la classificazione e l’inquadramento del personale, le mansioni, la disciplina dell’orario di lavoro, il regime della solidarietà negli appalti, i contratti a termine, i contratti a orario ridotto, il ricorso alla somministrazione di lavoro. Adesso, i contratti collettivi nazionali potranno essere scavalcati da contratti collettivi aziendali o territoriali, favorendo così i licenziamenti. Il terzo quesito riguarda l’abrogazione della diaria ai parlamentari. Lo stipendio dei parlamentari, infatti, è composto principalmente da tre voci: INDENNITA’ PARLAMENTARE (stipendio diviso in 12 mesi e non superiore allo stipendio dei magistrati della Corte di Cassazione), RIMBORSI SPESE (spese di assistenza sanitaria, di trasporti e viaggi, e spese telefoniche, ecc), e DIARIA. La diaria è il rimborso delle spese sostenute per il soggiorno a Roma, il quale viene stabilito in base alle presenze del parlamentare (la somma viene decurtata per ogni giorno di assenza del deputato in assemblea di voto). Il quesito, inoltre, vuole abrogare le norme che stabiliscono l’esenzione dai tributi per l’indennità mensile e le norme che ne impediscono il sequestro o il pignoramento. Il quarto quesito riguarda l’abrogazione dei “rimborsi elettorali” ai partiti politici. A questi quattro quesiti se ne aggiunge un altro, proposto dalla Federazione della Sinistra, con il quale si chiede l’abrogazione della riforma Fornero sulle pensioni, e una legge di iniziativa popolare (servono 50.000 firme), con la quale si propone l’introduzione del reddito minimo garantito. Tutti i cittadini monrealesi che vorranno firmare e dare un aiuto in prima persona per avere “MENO CASTA E PIU’ LAVORO”, potranno farlo nei banchetti dei ragazzi del Collettivo Link Arci che, a Novembre e Dicembre, saranno presenti tutti i fine settimana nelle vie principali del paese.  

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