CONFERENZA STAMPA DI ALCUNI CONSIGLIERI COMUNALI DELL’OPPOSIZIONE

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Amministrazione incapace e non aperta al dialogo

Mancanza di capacità progettuale e di riduzione della spesa

MONREALE 09/11/2012 – E’ stata una conferenza stampa condotta all’unisono quella tenuta da alcuni consiglieri comunali del comune, appartenenti a varie forze politiche dell’opposizione. Un coro che ha voluto motivare alla cittadinanza la decisione di bocciare l’aumento dell’aliquota IMU in consiglio comunale, e per spiegare ai cittadini perché non si sentono “irresponsabili”. E’ questo l’appellativo con il quale il sindaco Di Matteo, con un comunicato inviato ai cittadini, aveva apostrofato alcuni giorni fa i consiglieri comunali che avevano bocciato la delibera di approvazione dell’imposta. Una bocciatura, dichiarava il sindaco, che avrebbe portato dritto il paese al pre-dissesto finanziario, con conseguenze terribili nei confronti della cittadinanza, in termini di pressione fiscale e in termini di posti di lavoro. Il pre-dissesto finanziario avrebbe aperto le porte ad un commissario che avrebbe innalzato al massimo le aliquote delle varie imposte, e avrebbe interrotto i rapporti di lavoro a tempo determinato in scadenza a dicembre. I consiglieri non ci stanno e si ribellano. “La bocciatura della proposta di aumento dell’IMU – spiega Lo Biondo (PD) – è la bocciatura di un’amministrazione incompetente che ha portato il paese al collasso finanziario. Durante questi tre anni il consiglio comunale ha tentato di avviare un dibattito con l’amministrazione su proposte alternative, ma non ha trovato apertura nel sindaco. Il nostro ruolo di consiglieri comunali è stato mortificato. Abbiamo chiesto di procedere ad una razionalizzazione della spesa”. E giù con gli esempi: Circa 1.080.000 € spesi per l’energia. L’amministrazione non avrebbe dato seguito, secondo Lo Biondo, al piano per l’attuazione dei tetti fotovoltaici approvato in consiglio comunale, che avrebbe goduto del finanziamento della provincia e portato in tre anni all’abbattimento della spesa elettrica dell’80%. Ancora: circa 320.000 € sborsati per l’affitto di immobili invece di riorganizzare quelli di proprietà. Per ultimo l’enorme peso dei debiti fuori bilancio, che incidono per circa 700.000 € l’anno, ma che non sempre fanno riferimento a quel carattere straordinario e imprevedibile dettato dal testo unico degli enti locali, come nel caso della spese per le feste natalizie. “Se la responsabilità di questi debiti non è di chi amministra oggi perchè li ha ereditati, imputiamo all’amministrazione Di Matteo l’assenza di una loro attenta valutazione”. “E’ stata un’amministrazione incapace di risolvere nell’arco di questi anni le problematiche che ci stanno conducendo al disastro, come il debito nei confronti dell’ATO Alto Belice dove si vanno ad impegnare somme per i noleggi a caldo che incidono fino a 720 € al giorno, invece di provvedere a pagare i fornitori e i meccanici.” Lo Biondo sottolinea ancora l’incapacità dimostrata dall’amministrazione che data la vastità del territorio potrebbe fare una programmazione per la vendita degli spazi pubblicitari per ricavarne ben più dei 15.000 € attuali. Fa eco il consigliere Li Causi (UDC), per il quale “già da anni era previsto il dissesto ma il sindaco ha continuato nella sua politica di chiusura nei confronti dei consiglieri”. Li Causi rinnova la propria disponibilità , assieme a quella di Grande Sud e del PD rappresentati in aula, a collaborare insieme per trovare soluzioni giuste, eventualmente anche con un appoggio esterno, o, propone, creando un governo di salute pubblica. Uguale il tenore della riflessione di Santo D’Alcamo (Grande Sud), che aggiunge come è stato chiesto al segretario comunale di verificare la possibilità di creare un ufficio legale interno, con l’ausilio di dipendenti comunali che ne avessero le qualifiche, per evitare le spese legali che ammontano a circa 500.000 € l’anno. D’Alcamo riporta in aula il tema dell’incapacità gestionale mostrata dai presidenti dell’ATO, di nomina sindacale, che non hanno provveduto ad organizzare una valida raccolta differenziata che avrebbe fatto ridurre di molto i costi di conferimento in discarica. Nel tavolo trova anche spazio il consigliere provinciale Giuseppe Mortillaro (Gruppo Misto), invitato dagli omologhi comunali, che esordisce chiedendo scusa ai cittadini ed in particolare ai suoi elettori, che al ballottaggio delle amministrative 2009 lo avevano seguito nell’appoggiare la candidatura di Di Matteo. Un sindaco che, grazie a questa sbagliata legge che conferisce poteri troppo ampi al primo cittadino, ha esercitato malissimo le proprie competenze, senza chiedere la collaborazione dei suoi alleati prima e dei consiglieri oggi. Mortillaro, su una domanda posta dal giornalista Salamone sulla convenzione AMAT, sferra una pesante accusa u chi che in passato aveva stipulato tale convenzione, che mascherava unicamente personalistici ritorni politici. Fino a oggi – sottolinea – il comune è stato strumentalizzato per propri fini politici. “Chiedo che venga inoltrata una mozione di sfiducia, dato che non vi è il più il tempo di salvare un comune che verrà ormai commissariato”. La mozione di sfiducia non trova consenso tra i consiglieri che non ritengono di raggiungere il numero minimo di 20 voti affinché possa passare in aula. “Lancio una proposta – dichiara Benni De Nicola (PD) – ci autosospendiamo e non votiamo il bilancio. Vediamo chi approverà le proposte del sindaco”. Il consigliere Di Verde annota come la maggioranza che sosteneva il sindaco, originariamente di 19 consiglieri su 30, si sia ridotta a soli 5 elementi, insufficienti a garantire una governabilità. “Il sindaco – continua Di verde – minaccia che la nostra bocciatura avrebbe comportato l’interruzione dei servizi sociali? Ma se già gli studenti pendolari delle frazioni pagano di tasca loro il servizio navetta per raggiungere gli istituti scolastici? In questo comune i servizi sociali sono assenti”. D’Eliseo (Gruppo Misto) spiega nella mancanza di dialogo con Di Matteo il suo passaggio all’opposizione. Se non sarà in grado di trovare vere soluzioni ne trarremo le conseguenze.

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